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Goldman Sachs fa shopping in Norvegia, quali impatti per le azioni?

Goldman Sachs fa shopping nel settore ittico. Quali impatti sull'azione?

Dopo gli acquisti che hanno contrassegnato nella seduta di venerdì scorso il titolo Goldman Sachs, quella odierna dovrebbe essere all’insegna della cautela per la banca americana che nelle ultime ore si è resa protagonista di un’operazione straordinaria nel settore ittico. Nello specifico la sua controllata Goldman Sachs A.M., tramite il veicolo Falcon Bidco As, ha rilevato da SalMar Asa il 72% dell’azienda norvegese Froy Asa, gruppo specializzato nell’allevamento ittico e che rappresenta uno dei primi produttori globali di salmone d’allevamento. L’operazione che dovrebbe vedere il closing entro il terzo trimestre dell’anno in corso, prevede un’esborso tutto in contanti per quasi 6,6 miliardi di corone norvegesi, che equivale ad una valorizzazione di 76,5 corone per azione. Ricordiamo che già ad inizio anno Salmar aveva dichiarato di essere alla ricerca di potenziali acquirenti per la partecipazione e da allora il prezzo delle azioni di Froy era salito di quasi il 50%, per chiudere nellA giornata di venerdì scorso a 72 corone.

 

Azioni Goldman Sachs: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere cosa ci suggerisce l’analisi tecnica sull’azione per le prossime giornate. Il rimbalzo che ha contrassegnato nell’ultima seduta della scorsa settimana il titolo Goldman Sachs, ha riportato i prezzi sopra i supporti di breve termine che erano stati persi nella giornata di giovedì scorso in area 320 dollari. Per le prossime sedute importante sarà la tenuta di questi livelli, per proseguire il rimbalzo in direzione dei 326-327 dollari, dove transita la media mobile a 50 giorni, e successivamente andare a mettere sotto pressione i massimi delle ultime tre settimane posizionati sui 332-332,50 dollari. Nel caso in cui queste aree resistenziali dovessero essere messe alle spalle, si dovrebbero avere ulteriori acquisti fin verso i massimi dello scorso aprile situati in area 345-347 dollari. Nel caso in cui quest’ultimi livelli venissero superati, si avrebbe un miglioramento del quadro grafico che aprirebbe le porte per l’azione di nuovi allunghi in direzione dei 355-360 dollari, dove troviamo la trendline discendente che parte dai top di novembre 2022 e congiunge gli attuali massimi dell’anno in corso toccati nello scorso mese di febbraio.

Al contrario una nuova discesa sotto i 320 dollari farebbe proseguire quella fase correttiva partita dai massimi dello scorso aprile e che avrebbero come primo obiettivo i 310 dollari e successivamente i minimi di marzo 2023 in area 301,5-302 dollari. Dal punto di vista operativo l’eventuale violazione di quest’ultimi sostegni, andrebbe da una parte ad indebolire ancora di più la struttura grafica di fondo aumentando e dall’altra aumenterebbe le chance di un nuovo test sui minimi di settembre 2022 posti nei pressi dei 290 dollari.

 

AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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