Gran Bretagna: il Cancelliere Hunt distrugge il piano di tagli fiscali
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Gran Bretagna: il Cancelliere Hunt distrugge il piano di tagli fiscali

Gran Bretagna: il Cancelliere Hunt distrugge il piano di tagli fiscali

Il Ministro delle Finanze della Gran Bretagna Jeremy Hunt ha demolito il piano di tagli fiscali del suo predecessore. L’annuncio di questo lunedì, nel suo primo giorno di lavoro, è stato di quelli roboanti, segnando la cancellazione del taglio dal 20% al 19% dell’imposta sul reddito, oltre all’eliminazione delle riduzioni dell’imposta sui dividendi, dei rimborsi IVA per i turisti e del congelamento delle aliquote relative alle imposte sugli alcolici. L’inversione di questi tagli fiscali corrisponde a un risparmio di 32 miliardi di sterline. Cosa si è salvato quindi del piano di Kwasi Kwarteng? Quasi nulla, ossia la cancellazione dell’aumento dell’assicurazione nazionale e un taglio delle imposte sugli acquisti di proprietà.

Lo smantellamento comprende in parte anche il pacchetto energetico. Il Governo Truss aveva stabilito di coprire le bollette di famiglie e imprese. Prima dell’intervento, una famiglia in media poteva subire un aumento fino a 4.650 sterline all’anno, dopo il provvedimento la cifra non dovrà superare le 2.500 sterline. Hunt ha detto che questo durerà fino ad aprile 2023 e non fino ad ottobre 2024, ma poi dovrà essere rivisto in base alle nuove condizioni di mercato. “Una responsabilità centrale per qualsiasi Governo è quella di fare ciò che è necessario per la stabilità economica. Nessun Governo può controllare i mercati, ma ogni Governo può dare certezze sulla sostenibilità delle finanze pubbliche. Questo è uno dei tanti fattori che influenzano il comportamento dei mercati. Per questo motivo, anche se il Primo Ministro e io siamo entrambi impegnati a tagliare l’imposta sulle società, venerdì abbiamo ascoltato le preoccupazioni sul mini-bilancio”, ha dichiarato Hunt.

 

Gran Bretagna: come hanno reagito i mercati al piano Hunt

I mercati hanno salutato l’annuncio con positività. I rendimenti dei Gilt sono letteralmente affondati a qualsiasi scadenza. Le obbligazioni a 10 anni rendono meno del 4%, dopo un crollo dei rendimenti del 7,68%; mentre i bond a 1 anno hanno avuto una tale impennata per cui i rendimenti sono scesi di oltre 21 punti percentuali al 2,75%. La sterlina è salita dell’1,5% sul dollaro USA e ora il GBP/USD quota sopra 1,13.

Insomma, gli investitori non aspettavano altro che un enorme passo indietro del Governo britannico per calmarsi. A poco era servito il piano da parte della Bank of England di acquistare per due settimane titoli pubblici fino a 10 miliardi di sterline al giorno per frenare la speculazione. Venerdì scorso il programma era terminato e si temeva che all’apertura dei mercati di oggi potesse scoppiare un putiferio. Nei giorni passati il Governatore della BoE Andrew Bailey e l’ex-Cancelliere Kwasi Kwarteng si sono scambiati accuse incrociate, con il primo che incolpava il Governo della Gran Bretagna di aver esposto eccessivamente il proprio bilancio con il mini budget e il secondo che attribuiva al mancato proseguimento del piano di acquisto dei Gilt da parte della BoE il motivo del ritorno delle turbolenze finanziarie.

Alla fine, Truss e i suoi hanno deciso che la soluzione più giusta fosse un intervento a livello governativo, prima con l’inversione sul piano di eliminare l’aliquota massima del 45% sul reddito dei più ricchi e di togliere l’aumento dell’imposta sulle società dal 19% al 25%, poi con il licenziamento del Cancelliere Kwasi Kwarteng, sostituito appunto da Jeremy Hunt. “Hunt si è reso conto che anche se comprime duramente la spesa pubblica non sarà in grado di far quadrare i conti. Quindi non può permettersi alcun tipo di tagli fiscali, nemmeno i 25 miliardi di sterline che rimangono sul tavolo”, ha affermato John Gieve, ex Vicegovernatore della Banca d’Inghilterra.

 

I commenti degli analisti all’inversione del Governo UK

Il Governo ha salvato il salvabile con questo incredibile dietrofront, con il rovescio della medaglia che rischia in questo modo di perdere credibilità. Tuttavia, in questo momento forse è tutta una questione di priorità. Secondo Paul Dales, capo economista di Capital Economics, “Hunt ha tentato di rassicurare i mercati che il Governo ha una certa disciplina fiscale e la cosa sembra funzionare visto che sterlina e Gilt sono stati molto sostenuti oggi”. Allo stesso tempo, però, con la riduzione del tempo di congelamento delle bollette, il nuovo Cancelliere “ha introdotto più incertezza economica”, a giudizio di Dales. Ciò comporta che “l’inflazione potrebbe essere più alta per un tempo maggiore, i redditi reali delle famiglie potrebbero scendere più rapidamente e una recessione in arrivo potrebbe essere più profonda”, ha aggiunto l’esperto.

Tim Sarson, responsabile della politica fiscale del Regno Unito presso KPMG, contesta duramente il Governo Truss accusandolo di “fare le cose senza pensare a quale sarà la reazione del mercato”. Per l’economista, non ci poteva essere momento peggiore per attuare quel piano di tagli fiscali, dal momento che “le finanze pubbliche sono messe a dura prova dalla necessità di sostenere i consumatori dall’energia e i tassi di interesse globali e i rendimenti dei Gilt sono in aumento”.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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