Gran Bretagna: in arrivo un'ondata di M&A, ecco perché - Borsa&Finanza
Cerca
Close this search box.

Gran Bretagna: in arrivo un’ondata di M&A, ecco perché

Tower Bridge a Londra, capitale della Gran Bretagna

La Gran Bretagna potrebbe essere protagonista nei prossimi mesi di una valanga di fusioni e acquisizioni da parte di grandi società, soprattutto estere. Lo sostengono il colosso del private equity Blackstone, l’hedge fund Toscafund Asset Management e la banca americana Jefferies. Le ragioni sono essenzialmente da ricercare nella debolezza della sterlina e nelle azioni britanniche a sconto dopo i cali che hanno subito quest’anno. In particolar modo la valuta del Regno Unito è stata particolarmente sotto pressione per la straordinaria forza del dollaro USA, nei cui confronti ha perso circa il 17% del suo valore, ma anche per le grandi turbolenze a livello governativo che poi si sono riflesse nei mercati finanziari. Giocoforza, gli investitori hanno perso fiducia nei confronti della moneta domestica.

In Gran Bretagna nello spazio di pochi giorni è saltato prima il cancelliere dello Scacchiere Kwasi Kwarteng, poi il dimissionario primo ministro Liz Truss, la cui presenza a Downing Street è durata appena sei settimane. Il terremoto che ha travolto il Paese sul mercato obbligazionario dopo il piano, secondo molti scriteriato, di riduzione delle tasse per 44 miliardi di sterline non finanziati ha determinato una situazione ingestibile al punto che le conseguenze a livello governativo sono apparse inevitabili.

 

Gran Bretagna: ecco perché le aziende sono appetibili

Nel caos  in cui versa la Gran Bretagna i grandi investitori vedono ottime opportunità di aggregazioni aziendali. Secondo Jonathan Gray, chief operating officer di Blackstone, le turbolenze nel Regno Unito stanno creando opportunità per il privare equity di acquisire società britanniche, dal momento che la sterlina è crollata e le azioni alla Borsa di Londra sono negoziate a meno di nove volte gli utili attesi. A suo avviso, nel breve termine la situazione sarà difficile, ma come investitore di lungo termine vede la possibilità di fare buoni investimenti. Mark Tinker, chief investment officer di Toscafund, ha affermato che se si guarda alle società della Gran Bretagna si scopre che hanno un buon cash flow, solidi bilanci e quotazioni dimezzate rispetto a un anno fa; quindi vi è molto valore che può essere sfruttato.

Del medesimo avviso risultano essere gli strateghi di Jefferies, che in una nota hanno scritto che le aziende britanniche “offrono un valore eccellente poiché sono essenzialmente acquisti autofinanziati”. Inoltre, il dollaro in questo momento è sopravvalutato di almeno il 15% rispetto alla sterlina, corrispondente “quasi al premio medio di acquisizione”, hanno suggerito gli esperti.

AUTORE

Picture of Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *