Le grandi aziende che accettano pagamenti con criptovalute

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Dopo aver visto quali sono i siti di e-commerce che permettono ai propri clienti di pagare in asset digitali, meritano un approfondimento le grandi aziende a livello globale che si stanno aprendo ai pagamenti con criptovalute. Un recente sondaggio condotto dal portafoglio crypto Bitget Wallet rivela infatti che il 46% degli utenti intervistati apprezza i pagamenti in cripto-attività, soprattutto per la loro rapidità rispetto ai circuiti bancari tradizionali.

In questo campione, è emerso che la Gen X gradisce in particolare la velocità delle transazioni, mentre la Gen Y (i cosiddetti Millennials) e la Gen Z (i Post-Millennials) valutano favorevolmente l’approccio senza confini e la riduzione dei costi di intermediazione nei pagamenti internazionali. La ricerca conferma quindi che la percezione delle crypto a livello globale sta cambiando: le criptovalute non sono più viste come un mero strumento speculativo per addetti ai lavori, ma come un fenomeno di reale innovazione economico-finanziaria per le sue ricadute pratiche e applicazioni concrete.

 

In questo articolo:

 

  • Grandi aziende che accettano pagamenti con criptovalute
  • Tutti gli altri brand che hanno aperto ai pagamenti con cripto

 

Grandi aziende che accettano pagamenti con criptovalute

Sempre più brand a livello globale stanno integrando i pagamenti in cripto nei propri sistemi. Apple permetterà ai suoi clienti di effettuare pagamenti in valute digitali grazie ad un aggiornamento sui chip NFC di iPhone, iPad e in generale tutti i prodotti della Mela. Il metodo scelto è indiretto: l’aggiornamento software consente di accoppiare il wallet crypto per effettuare un pagamento come con le normali carte di debito o credito. All’appello nel tech non può certo mancare un gigante del calibro di Microsoft: come Apple, l’azienda di Mountain View collabora con BitPay per consentire agli utenti di caricare BTC sul proprio conto e utilizzarli per comprare app, musica e giochi.

Anche il futuro degli abbonamenti alle piattaforme di streaming è nelle criptovalute. Netflix, il servizio con il maggior numero di abbonati e abbonate al mondo, non accetta ancora crypto come metodo di pagamento, ma è possibile acquistare le sue carte regalo utilizzando Bitcoin, Ethereum, USDT, USDC e così via. Lo stesso vale per Amazon con Prime Video e con l’e-commerce. Un vero precursore in tal senso è l’operatore telefonico AT&T: dal 2019 il colosso statunitense accetta pagamenti in criptovalute (da Bitcoin a USDC, ad esempio per le ricariche e le bollette) grazie all’accordo con il provider BitPay.

 

Tutti gli altri brand che hanno aperto ai pagamenti con cripto

Nel settore alimentare, Burger King ha implementato i pagamenti in Bitcoin nel 2019 e ora sta sfruttando la soluzione di Zano e NOWPayments per allargare i pagamenti a diverse crypto e con una maggiore tutela della privacy. Non è da meno Starbucks che ha chiuso un accordo con iPayYou per integrare nella sua app i pagamenti in Bitcoin come alternativa ai circuiti tradizionali. Il lusso ha aperto alle criptovalute da quando Gucci ha cominciato ad accettare dieci crypto (da Bitcoin ed Ethereum a Dogecoin e Shiba Inu) per gli acquisti in negozio nei suoi punti vendita degli Stati Uniti. A ruota sono arrivati Printemps e Philipp Plein con partnership con gli exchange Binance e Coinify.

Nell’automotive Tesla accetta solo Dogecoin per i pagamenti con criptovalute. Non potrebbe essere altrimenti visto che Elon Musk è un grande sostenitore delle meme coin e in particolare del token ispirato a Shiba Inu. Nel trasporto privato, invece, Uber permette di pagare le corse in Bitcoin grazie all’accordo che l’app ha chiuso con l’exchange Bitcoin Builder. Non solo: l’amministratore delegato Dara Khosrowshahi ha dichiarato che l’azienda aprirà presto ad altre crypto.

Una menzione merita infine Virgin Voyages: dal 2025 è la prima compagnia di crociera al mondo ad accettare pagamenti in BTC. L’annuncio è arrivato sul blog aziendale in concomitanza del lancio di Annual Pass, il pass annuale che consente ai passeggeri di navigare su qualsiasi nave della flotta per un anno intero al costo di 120.000 dollari. Quello di Virgin è soltanto l’ultimo caso di una grande azienda che mostra interesse nei confronti del mondo blockchain: un fenomeno che segnala l’apertura verso un sistema finanziario misto e flessibile, dove le CBDC e le stablecoin convivono con gli asset decentralizzati più diffusi come Bitcoin, Ethereum e XRP Ledger.

Immagine di Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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