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Guerra dei vaccini, Moderna fa causa a Pfizer e BioNTech: buy o sell sull’azione?

Guerra dei vaccini. Moderna fa causa a Pfizer e BioNTech: buy o sell sull'azione?

Ad oltre 2 anni dallo scoppio della pandemia Covid-19 esplode la guerra sui vaccini, con Moderna che fa causa a Pfizer e BioNTech per aver violazione di brevetto. Infatti, secondo Moderna il vaccino prodotto dal colosso statunitense insieme alla società tedesca di biotecnologie, avrebbe violato i brevetti che Moderna ha depositato tra il 2010 e il 2016 sulla tecnologia mRna.  Ricordiamo che la posta in gioco è alta, considerando che le tre società hanno previsto di generare oltre 50 miliardi di dollari in vendita di vaccini nel corso dell’anno in corso. Per dare dei numeri solo nel 2021 Pfizer ha ricavato quasi 37 miliardi di dollari e Moderna 18 miliardi di dollari.

Per capire il nodo del contendere dobbiamo tornare all’ottobre del 2020, quando Moderna, per un accesso equo ai vaccini, si era impegnata a non far valere i suoi brevetti relativi al Covid-19 nel corso della pandemia. A marzo di quest’anno, quando la lotta contro il Covid-19 è entrata in una nuova fase, la società ha confermato il suo impegno, specificando che non avrebbe mai fatto valere i suoi brevetti per i vaccini utilizzati nei 92 paesi a basso e medio reddito. Al tempo stesso Moderna si aspettava che aziende come Pfizer e BioNTech rispettassero i suoi diritti di proprietà intellettuale ed era pronta a considerare una licenza commercialmente ragionevole qualora fosse stata richiesta per gli altri mercati, cosa che invece Pfizer e BioNTech non hanno mai fatto continuando a commercializzare il vaccino senza autorizzazione.

 

Moderna: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo a vedere ora come l’azione Moderna inaugura la nuova ottava a Wall Street. La nuova gamba ribassista innescata sul titolo Moderna dai massimi del 2022 in area 197 dollari non si è ancora esaurita, con i prezzi che sono scesi sotto la soglia dei 140 dollari. Nel breve termine un’ulteriore discesa sotto i 136 dollari dovrebbe far proseguire il movimento in atto verso i 127 dollari e successivamente i minimi di giugno 2022, posti nei pressi dei 115 dollari. Fondamentale nel caso sarà la tenuta di questi ultimi livelli per evitare un ritorno sui minimi di dicembre 2020 situati a 102 dollari.

Al contrario un segnale di ottimismo si avrebbe con il ritorno dei prezzi oltre i 150-152 dollari, sopra i quali si avrebbero allunghi in direzione dei 168 dollari e a seguire i 181,5 dollari. Per avere però un vero e proprio segnale di forza, le quotazioni dovrebbero spingersi oltre i massimi del 2022 situati sui 197 dollari. Sopra queste aree resistenziali possibili ulteriori apprezzamenti dei corsi in direzione dei 205-210 dollari.

AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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