Uno dei pittori più celebri e influenti del Seicento, Guido Reni, è tornato al centro dell’attenzione per alcune opere che hanno stabilito nuovi record d’asta per l’artista bolognese. Non solo: grazie all’operazione di riallestimento finanziata grazie ai fondi del Pnrr, la Pinacoteca nazionale di Bologna ha riaperto al pubblico le sale più rappresentative del proprio percorso espositivo, che custodiscono alcuni capolavori del “sublime Guido”, come a lungo fu chiamato.
Diverse opere del pittore emiliano maestro del Seicento, in particolare quelle di committenza privata, sono oggi in importanti collezioni museali, dal Louvre al Prado, ma moltissime altre rimangono in collezioni private e il mercato dell’arte ne vede periodicamente passare alcune all’incanto. Il problema è accertarne l’autenticità: in vita Reni era molto famoso e i suoi quadri venivano replicati. È spesso difficile distinguere l’originale da copie e versioni diverse.
Guido Reni: le 5 opere record in asta
Nato a Bologna nel 1575 e scomparso nel 1642, Reni è stato protagonista assoluto del barocco italiano: ha codificato un tipo di bellezza ideale e classico che l’ha trasformato in un nome osannato in tutta Europa e ambito dai più importanti mecenati, tra cui papa Paolo V e la regina d’Inghilterra. Considerato “divino” dai suoi contemporanei, negli anni è stato “oscurato” e poi riscoperto come accaduto nel corso dei secoli ad artisti di orientamenti diversi.
Negli ultimi anni, le aste con opere di Reni hanno fatto significativi passi avanti, accompagnate da importanti mostre che hanno portato all’attenzione internazionale il lavoro del pittore emiliano. Proprio nel 2025 si sono celebrati i 450 anni dalla nascita: anno cruciale in cui è avvenuta la più recente aggiudicazione da record. Ecco quali sono le cinque opere dell’artista bolognese diventate top lot nelle vendite all’incanto.
Cristo porta la croce
Sconosciuto fino alla sua comparsa nella collezione dei conti Boselli a Parma nel 2016, questo dipinto è un’opera giovanile di Reni, risalente ai primi del Seicento. Il pittore si allontana dallo stile tardo manierista del suo maestro Denys Calvaert e abbraccia il naturalismo sostenuto dai fratelli Carracci. La composizione della tela è commovente: Gesù, con indosso vesti cremisi e la corona di spine, cade sotto il peso della croce sulla strada per il Golgota, mentre Santa Veronica è inginocchiata nel porgergli il velo bianco, la Madonna e Maria Maddalena sono sullo sfondo e due uomini lo aiutano. L’anziano è probabilmente Simone di Cirene. Il quadro arriva nell’asta Old Master Paintings dell’aprile 2016 da Dorotheum a Vienna: prezzo di vendita 491.000 euro.

Riposo durante la fuga in Egitto
Datato intorno al 1622, questo dipinto su lamina di rame fu commissionato dal cardinale Paolo Emilio Sfondrati e mostra l’attenzione di Reni per la luminosità e i dettagli, uno stile particolarmente adatto alle aggraziate figure femminili e alle immagini intime e devozionali della Madonna. Il soggetto non ha alcuna fonte biblica, ma era già stato immortalato da Caravaggio in un “quadro da stanza” giovanile, oggi conservato nella Galleria Doria Pamphilj di Roma. Presente nella Old Master & British Paintings Evening Sale del luglio 2013 da Christie’s a Londra, Riposo durante la fuga in Egitto fa alzare le palette fino a 445.875 sterline.

Allegoria della Fortuna con una corona in mano
Figura chiave del primo Barocco, Reni ha la rara capacità di creare composizioni ricche di grazia, complessità e bellezza. Un esempio è questo dipinto del 1637, seconda versione della divinità che vola sul globo, scettro e corona tra le mani, con Cupido a tirarle giocosamente indietro i capelli. La prima, infatti, era stata realizzata per l’abate Giovanni Carlo Gavotti, ma con la richiesta di non mostrarla al pubblico perché ritenuta insoddisfacente. L’invito non fu rispettato e il dipinto venne esposto senza il suo permesso in uno dei portici più maestosi di Bologna durante un giorno di festa. Finita sul mercato nella Old Masters Evening Sale del dicembre 2019 da Christie’s a Londra, Allegoria della Fortuna con una corona in mano fa fermare il martello a 599.250 sterline.

Il martirio di Sant’Apollonia
Tra il 248 e il 249, l’attivista Apollonia di Alessandria venne catturata durante una sommossa popolare contro i cristiani, le vennero divelti i denti con le tenaglie e venne preparato un fuoco per bruciarla viva. Riuscita a liberarsi, si lanciò da sé tra le fiamme temendo che le venisse violata la castità con lo stupro. La scena è colta da Reni in questo olio su rame di piccole dimensioni databile tra il 1600 e il 1603, appartenuto per diverso tempo al Duca d’Orléans. Finito all’asta nella Old Master Paintings Evening Sale di Sotheby’s del luglio 2008 a Londra, il quadro passa di mano per 1,8 milioni di sterline. Rimesso in commercio nel 2022 da Christie’s in occasione della vendita Old Masters | New Perspectives: Masterworks from The Alana Collection, realizza appena 819.000 dollari.

Davide che contempla la testa di Golia
Opera caravaggesca realizzata tra il 1605 e il 1606, questa versione del David e Golia fu acquistata da Francesco I d’Este, duca di Modena e Reggio, direttamente dall’artista a Bologna per 275 ducati su intermediazione di Cornelio Malvasia, celebre nobile, generale e appassionato astronomo dilettante. Passato ad Eugenio di Savoia nella sua residenza viennese e poi in quella torinese di Carlo Emanuele III di Savoia, il quadro venne portato in Francia all’inizio dell’Ottocento dal generale Pierre-Antoine Dupont de l’Etang durante l’occupazione del Piemonte. Apparso nella sessione di arte moderna e contemporanea del novembre 2025 della casa francese Millon, parte da una stima tra i 2 e i 4 milioni e viene battuto per la cifra di 12,4 milioni di euro: è il record d’asta assoluto per il maestro del Seicento italiano.










