In un contesto fortemente attrattivo per i titoli europei del settore, la startup Harmattan AI è diventata il primo unicorno francese della difesa. L’azienda ha chiuso una raccolta da 200 milioni di dollari in un round di Serie B guidato dal colosso dell’aviazione civile e militare Dassault Aviation. Nel finanziamento di fase iniziale, supportato dalla società di venture capital statunitense FirstMark e dal fondo tedesco Atlantic, la defense tech aveva raccolto 42 milioni.
Grazie all’ultimo round da 200 milioni, la valutazione di Harmattan AI è arrivata a 1,4 miliardi di dollari. Forte di una tecnologia emergente e innovativa, la startup francese punta a stabilire un nuovo paradigma per il segmento della difesa europea: resiliente, scalabile e autonomo. Ecco di cosa si occupa di preciso l’azienda e perché attira sia le agenzie governative e gli eserciti che i fondi di investimento.
In questo articolo:
- Cosa fa Harmattan AI, l’unicorno francese della difesa
- Il piano dietro l’accordo con il gruppo Dassault Aviation
- Le parole dei due amministratori delegati
Cosa fa Harmattan AI, l’unicorno francese della difesa
Ispirata nel nome al vento secco e polveroso che soffia dal Sahara al golfo di Guinea, Harmattan è una giovane società francese specializzata in progettazione e produzione di droni d’attacco e di sorveglianza basati sull’intelligenza artificiale. La startup definisce la sua visione low-cost e high-volume: i suoi sistemi a base di AI puntano ad essere a basso costo e ad alto volume.
Fondata nell’aprile 2024 dall’amministratore delegato Mouad M’ghari, Harmattan ha sede a Parigi (con distaccamenti in Germania, Svizzera, Inghilterra, Stati Uniti ed Emirati Arabi Uniti) e conta poco meno di cento dipendenti. Nonostante la giovane età, l’unicorno ha vinto una gara d’appalto con la Dga francese (la Direction Générale de l’Armement) e il Ministry of Defence britannico e collabora con Skyeton, l’azienda aerospaziale ucraina che ha sviluppato i droni ad alte prestazioni Raybird-3.
Ad oggi sono tre i principali sistemi messi a punto da Harmattan. Sonora è un piccolo drone ad uso interno, progettato per l’addestramento degli operatori. Sahara è un radar autonomo per rilevare armi, attrezzature e depositi dentro e fuori dal campo di battaglia e per supportare la sorveglianza marittima. Per la difesa dalle minacce esterne c’è Gobi, un drone ad alta velocità sviluppato per intercettare Uav ostili.
Il piano dietro l’accordo con il gruppo Dassault Aviation
Chiuso il round di Serie B, Harmattan AI metterà la sua tecnologia al servizio di Dassault Aviation per i prossimi sistemi di combattimento aereo del gruppo, in particolare per lo sviluppo di Uas autonomi, intelligenti e collaborativi. Attualmente il gigante francese dell’aeronautica – un fatturato pari a 6,2 miliardi di euro nel 2024 – sta lavorando al progetto Rafale F5 (una nuova versione del suo caccia, prevista per il 2030) e al suo drone di accompagnamento.
“Questo finanziamento sosterrà l’espansione dei sistemi di Harmattan AI in nuovi ambiti e la scalabilità industriale delle nostre piattaforme Isr, anti-Uas e guerra elettronica – ha dichiarato l’azienda in un post sul suo blog –. Combinando la leadership di Dassault Aviation nell’aviazione militare e nell’integrazione dei sistemi di missione con l’esperienza di Harmattan AI nei sistemi autonomi operativi, stiamo promuovendo il combattimento aereo collaborativo del futuro”.
La partnership strategica tra Dassault Aviation e Harmattan è stata salutata con entusiasmo da Emmanuel Macron, leader della coalizione dei Volenterosi pronto ad aumentare il bilancio della difesa interna fino a 64 miliardi di euro. “Questa è un’ottima notizia per la nostra autonomia strategica – ha scritto il presidente francese in un post su X –, per la superiorità tecnologica delle nostre forze armate nel settore dei droni da difesa abilitati all’AI, nonché per la nostra economia”.
Le parole dei due amministratori delegati
“Dassault Aviation ha sempre posto l’eccellenza tecnologica e la sovranità al centro dei suoi valori – ha affermato in una nota Eric Trappier, presidente e amministratore delegato del gruppo –. Questa partnership con Harmattan AI riflette il nostro impegno nell’integrare l’autonomia ad alto valore nella prossima generazione di sistemi di combattimento aereo. Unendo le forze con un’azienda innovativa ed in rapida evoluzione, rafforziamo la nostra capacità di fornire le competenze avanzate richieste dalle nostre forze armate nei decenni a venire”.
“Questa partnership con Dassault Aviation segna un passo decisivo verso l’emergere di una nuova generazione di sistemi di difesa autonomi – ha aggiunto Mouad M’ghari –. La fiducia e la leadership di Dassault Aviation accelerano la nostra missione: fornire capacità di intelligenza artificiale scalabili e sovrane alle forze alleate. Combinando l’AI di frontiera con competenze di aviazione militare di livello mondiale, stiamo plasmando il futuro del combattimento aereo collaborativo”.









