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I metalli industriali fanno meglio delle azioni, 4 ragioni spiegano perché

I metalli industriali fanno meglio delle azioni, 4 ragioni spiegano perché

I metalli industriali hanno fatto meglio delle azioni quest’anno nei mercati finanziari. L’indice rappresentativo che comprende rame, zinco, piombo, alluminio, stagno e nichel è salito dell’8% da inizio 2024 sul London Metal Exchange  mentre l’MSCI World ha guadagnato il 6,3%. Sugli scudi sono stati rame e zinco. Il primo questa settimana ha raggiunto il massimo degli ultimi 15 mesi a oltre 9.500 dollari la tonnellata. I minatori hanno limitato le forniture dopo che le fonderie cinesi – che ne lavorano più del 50%   hanno tagliato la produzione per far fronte alla carenza di materie prime. Quanto allo zinco, le quotazioni hanno superato abbondantemente i 2.700 dollari questa settimana, toccando il livello più elevato da aprile dello scorso anno.

 

Metalli industriali: cosa sta facendo crescere i prezzi

Negli ultimi mesi l’interesse per i metalli industriali si è intensificato per svariate ragioni. Innanzitutto gli investitori stanno prendendo coscienza del fatto che i tassi di interesse alti più a lungo non finiranno per colpire la crescita economica globale. L’esempio più emblematico è quello degli Stati Uniti in cui, nonostante da parecchio tempo i tassi siano fermi nell’intervallo 5,25%-5,50%, l’economia è in grande spolvero e il mercato del lavoro è molto forte.

In secondo luogo pesano gli ostacoli produttivi da parte degli estrattori, che hanno limitato le forniture generando uno squilibrio nel mercato che ha fatto salire i prezzi. Proprio le preoccupazioni per la riduzione dell’offerta globale ha azionato il terzo fattore, ovvero l’aumento della domanda da parte della Cina. L’ultimo indice dei direttori degli acquisti cinesi, pubblicato alla fine di marzo, ha segnalato un’espansione dell’attività delle fabbriche a marzo per la prima volta da settembre. “La speranza di una ripresa globale della domanda quest’anno sta sostenendo l’aumento dei prezzi dei metalli industriali” ha affermato Ewa Manthey, stratega delle materie prime di ING.

Infine alcuni investitori hanno acquistato le materie prime come copertura nei confronti dell’inflazione. “Le aspettative di inflazione a livello globale iniziano ad aumentare, quindi gli investitori guardano in particolare alle materie prime industriali come copertura”, ha affermato Shaniel Ramjee, co-responsabile delle strategie multi-asset di Pictet Asset Management.

 

Quali aspettative?

Gli investitori si chiedono se il rally dei metalli industriali potrà continuare dopo i record recenti. Secondo gli analisti di Bank of America, la contrazione dell’offerta e l’accelerazione della domanda, specialmente riguardo il rame, finiranno per aumentare i prezzi. Ora la banca americana stima una crescita delle quotazioni del rame a 12.000 dollari la tonnellata entro il 2026, oltre il 20% dai valori attuali. “La tanto discussa mancanza di progetti minerari sta diventando un problema crescente per il rame”, ha affermato Michael Widmer, strategist delle materie prime di BofA, mentre “gli investimenti in tecnologie verdi e un rimbalzo dell’economia globale dovrebbero far salire ulteriormente i prezzi”.

Il rame è un metallo molto legato alla crescita economica, visto il suo grande utilizzo in una miriade di settori industriali. Infatti, viene considerato un barometro importante per valutare lo stato di salute dell’economia in generale. L’istituto finanziario prevede anche una crescita dell’alluminio a 3.250 dollari la tonnellata nello stesso periodo, il che segnerebbe un incremento di un terzo dalle quotazioni di oggi.

Barclays ha raccomandato di sovrappesare i titoli minerari europei, che trarrebbero vantaggio dal rally dei prezzi dei metalli e dal rilancio della Cina. “Anche se abbiamo alcune preoccupazioni persistenti su Pechino, riteniamo che il settore stia scontando troppa negatività e ci sia un potenziale recupero per i minatori”, ha asserito Emmanuel Cau, responsabile della strategia azionaria europea della banca londinese.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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