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Il bitcoin piace a Trump e altre ragioni per arrivare a 100.000 $

Il candidato alla presidenza degli Stati Uniti Donald Trump

Il bilancio dei primi sei mesi del 2024 è sicuramente positivo per le criptovalute e per la loro principale rappresentante, il bitcoin. Non tanto, o non solo, per le performance positive messe a segno da inizio anno, ma anche e soprattutto per i passi avanti che si sono registrati nelle normative, nella diffusione e nell’accettazione delle valute digitali. La più importante di queste “accettazioni” è arrivata con il via libera

Il tweet di Donald Trump su X a favore del bitcoin
Il tweet di Donald Trump – Fonte: Donald Trump su X

della SEC statunitense agli ETF su bitcoin e su ethereum spot. La notizia ha occupato le prime pagine dei giornali. In realtà l’avanzata delle criptovalute continua silenziosa anche quando i mezzi di comunicazione si occupano di altro.

Solo i siti internet specializzati, per esempio, hanno rilanciato il tweet di Donald Trump, candidato alla presidenza degli USA per il Partito repubblicano: “Il mining di bitcoin potrebbe essere la nostra ultima linea di difesa contro le CBDC (le valute digitali in preparazione presso le Banche centrali ndr). L’odio di Biden per il bitcoin aiuta solo la Cina, la Russia e i comunisti radicali di sinistra. Vogliamo che i rimanenti bitcoin vengano tutti prodotti negli USA. Ci aiuterà a essere dominanti energeticamente” ha scritto con i caratteristici toni coloriti Trump.

7 ragioni per inserire le criptovalute in portafoglio

In una recente intervista rilasciata a Borsa&Finanza, Lisa Tyshchenko, associate director di CoinShares, ha sottolineato l’importanza dell’inserimento delle criptovalute in un portafoglio di investimento: “Ritengo che il vero punto di svolta avverrà quando una delle grandi banche deciderà pubblicamente di includere una percentuale di criptovalute nei portafogli di investimento dei propri clienti. Questo potrebbe aprire la strada per l’adozione su larga scala delle criptovalute anche da parte di altre istituzioni finanziarie”.

Pierre Debru, responsabile della ricerca quantitativa e delle soluzioni multi-asset di WisdomTree, aggiunge alcuni numeri ricavati da un’analisi effettuata dall’asset manager su dati Bloomberg tra il 31 dicembre 2013 e il 30 aprile 2024. I dati sono stati analizzati in dollari sulla base di rendimenti giornalieri:

 

  1. Bitcoin ha fatto meglio delle azioni large cap e small cap, dei titoli di Stato, delle obbligazioni investment-grade e ad alto rendimento, dell’oro, dei REIT e delle infrastrutture, in nove degli ultimi 12 anni;
  2. la correlazione di questa asset class calcolata negli ultimi 11 o 12 anni rispetto a tutte le asset class di cui sopra è stata inferiore al 25%;
  3. la volatilità dell’asset è del 69% ma, grazie alla sua bassa correlazione, aggiungere l’1% di questo asset a un portafoglio 60/40 (60% MSCI All Country World, 40% Bloomberg Multiverse) ha aumentato la volatilità di appena lo 0,07% e il drawdown massimo dello 0,5%;
  4. tale aggiunta dell’1% ha migliorato i rendimenti degli ultimi 11 anni dello 0,67% all’anno;
  5. il bitcoin non è più una novità. Esiste da oltre 15 anni. È più vecchio di Instagram, WhatsApp o Uber ed è sopravvissuto a diversi inverni delle criptovalute che avrebbero dovuto decretarne la fine;
  6. con una capitalizzazione di mercato di quasi 2.000 miliardi di dollari, le criptovalute rappresentano circa l’1,5% della capitalizzazione di mercato totale degli asset liquidi;
  7. per un gestore multi-asset, assumere una posizione neutrale significa investire l’1,5% del proprio portafoglio in bitcoin e criptovalute (dato che questa è la ponderazione nel portafoglio di mercato). Non investire in criptovalute significa assumere un rischio asimmetrico negativo  e scommettere attivamente contro l’asset class. Sicuramente non è una scelta che si può compiere a cuor leggero e senza un’attenta riflessione.

 

Anche il bitcoin ha una stagionalità, l’analisi di Forecaster

Per raggiungere quota 100.000 dollari la quotazione del bitcoin dovrebbe salire del 49%. Considerando la volatilità della criptovalute è un obiettivo possibile. Da inizio anno bitcoin ha messo a segno un rialzo del 51% mentre a un anno la sua performance è del +166,49% (dati al 14 giugno 2024, ore 10:30).

Utilizzando l’analisi stagionale messa a disposizione dalla piattaforma Forecaster, si osserva una tendenza positiva che da metà giugno arriva fino alla prima metà di novembre. Si tratta di una stagionalità persistente, in quanto verificata dai dati statistici sia sull’orizzonte temporale dei 3 anni che su quelli intermedi a 5 e 7 anni e fino al più lungo, a 10 anni.

L’analisi statistica delle performance ottenute tra il 16 giugno e il 6 novembre restituisce risultati consistenti. A 3, 5 e 7 anni le posizioni long hanno portato a rialzi rispettivamente del 33,6%, del 31,8% e del 49,5% medio in tutti gli anni compresi nel periodo. Sui 10 anni la percentuale di investimenti al rialzo con esito positivo scende all’80% con una performance del 50,1% media.

Le statistiche su una posizione long tra il 16 giugno e il mese di novembre elaborate da Forecaster
Le statistiche di trading sul bitcoin elaborate da Forecaster – Fonte: Forecaster. dati dal 16 giugno al 7 novembre.

AUTORE

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Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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