Il Fondo per l'Innovazione della NATO punta su 4 società, ecco quali - Borsa&Finanza
Cerca
Close this search box.

Il Fondo per l’Innovazione della NATO punta su 4 società, ecco quali

Il Fondo per l'Innovazione della NATO punta su 4 società, ecco chi sono

Il Fondo per l’innovazione della NATO da 1,1 miliardi di dollari ha stanziato il primo finanziamento per le aziende tecnologiche che si occupano di robotica, chip e intelligenza artificiale con lo scopo di affrontare le sfide della difesa e della sicurezza dei 32 Paesi membri dell’organizzazione. Il fondo è nato nell’estate del 2022, pochi mesi dopo l’inizio della guerra Russia-Ucraina e ha sede nei Paesi Bassi. Secondo quanto riferito dal managing partner del programma, Andrea Traversone, il fondo NATO ha come obiettivo quello di sostenere le società nell’ambito degli investimenti in tecnologie ambiziose, coprendo un orizzonte temporale di lungo termine.

A differenza della maggior parte delle società di venture capital, che restituiscono i fondi entro 10 anni, il fondo NATO investe su un periodo di 15 anni. “Abbiamo una quantità significativa di capitale da impiegare durante questi cicli di ricerca e sviluppo lunghi e ad alta intensità di capitale per il deep tech” ha affermato Traversone. “Il mercato della tecnologia per la difesa è cresciuto notevolmente negli ultimi tre o quattro anni per le tensioni geopolitiche che tutti sappiamo”. Il fondo è sostenuto da 24 dei 32 Paesi NATO e tra questi f le new entry Svezia e Finlandia. Tra gli altri sostenitori vi sono Germania, Italia, Regno Unito, Spagna e Turchia mentre Stati Uniti, Canada e Francia sono rimaste fuori.

 

Fondo per l’innovazione della NATO: ecco le 4 società su cui ha puntato

Il Fondo per l’innovazione della NATO ha attivato il suo programma di investimenti all’inizio del 2024 sostenendo direttamente quattro startup che hanno ricevuto la prima tranche di finanziamenti. Le aziende interessate sono: Fractile AI, società britannica che produce chip per PC legati all’intelligenza artificiale; ARX Robotics, startup tedesca che progetta robot senza pilota in grado di svolgere diverse funzioni come il sollevamento di carichi pesanti; iCOMAT, produttore britannico di materiali leggeri per veicoli; Space Forge, azienda gallese che costruisce semiconduttori in orbita nello spazio.

Tra l’altro, il fondo ha collaborato con le società di venture capital Alpine Space Ventures, OTB Ventures, Join Capital e Vsquared Ventures, in modo da sostenere ulteriori investimenti tecnologici. “Consentire l’accesso alle tecnologie strategiche è la chiave per garantire un futuro sicuro e prospero per il miliardo di cittadini dell’alleanza” ha asserito Traversone.

 

Investimenti tecnologici per la difesa: il risveglio dell’Europa

Finora l’Europa è rimasta indietro rispetto agli Stati Uniti quanto agli investimenti tecnologici a doppio uso: commerciale e difesa. Uno dei motivi è che molti investitori hanno proceduto con cautela nel sostegno alle aziende del settore della difesa, in quanto temevano di violare le norme ambientali, sociali e di governance. Da quando è scoppiato il conflitto in Ucraina e il boom dell’intelligenza artificiale ha preso il sopravvento, il quadro generale è cambiato. Lo scorso mese la Banca europea per gli investimenti ha rimosso una soglia minima di entrate dalle applicazioni a duplice uso per le aziende tech che ricevono i suoi stanziamenti. In questo modo ha aperto le porte per maggiori spese in tecnologia della difesa. “L’Ucraina ha cambiato tutto, dimostrando a tutti gli alleati che è possibile adottare la tecnologia e sperimentare a un ritmo molto più veloce”, ha detto Traversone.

Oggi il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha dichiarato che nel 2024 oltre 20 membri dell’alleanza raggiungeranno il target del 2% del PIL in spese per la difesa. “In tutta Europa e in Canada gli alleati della NATO stanno aumentando quest’anno la spesa per la difesa del 18%, il più grande aumento degli ultimi decenni, e 23 alleati spenderanno il 2% del PIL o più”, ha detto.

AUTORE

Picture of Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *