Il Marengo svizzero: cos'è e come ci si può investire - Borsa&Finanza
Cerca
Close this search box.

Il Marengo svizzero: cos’è e come ci si può investire

I Marenghi svizzeri

Tra le monete d’oro da collezione e da investimento, il Marengo svizzero occupa un posto di assoluto rilievo. Per molti investitori, soprattutto gli svizzeri che preferiscono l’oro e i metalli preziosi a qualsiasi altra forma di collocamento, questa moneta rappresenta il bene rifugio per eccellenza e uno dei beni più acquistati e ricercati. Di alto valore numismatico, enorme rarità collezionistica e prezzo ancora più elevato, i Marenghi hanno una storia davvero affascinante alle spalle.

 

Marengo svizzero, cos’è la famosa moneta d’oro

L’originario Napoleone viene coniato nel 1801 dalla Zecca di Torino per celebrare la vittoria contro gli austriaci: Marengo è il nome della cittadina in provincia di Alessandria campo di battaglia e del famoso cavallo da guerra di Bonaparte. Prodotto dal 1803 al 1815, il Marengo è una moneta da 20 franchi che rimane in vigore in Francia, Italia, Austria, Svizzera e Belgio anche dopo la caduta di Napoleone. In pratica, con questo termine, si intendono tutte le monete prodotte in Francia nel corso del XIX secolo.

Da numerosi esperti i Marenghi sono considerati gli antesignani dell’euro: il Napoléon è infatti il primo tentativo di moneta unica europea che può circolare ed essere scambiata nei 32 Paesi dell’unione monetaria latina, il sistema monetario che all’epoca permette la libera circolazione di più valute. Il rapporto di valore tra oro e argento è fisso ed è stabilito in 15,5: non si tiene conto della fluttuazione di valore dei due metalli. È proprio questo il motivo che conduce allo scioglimento dell’unione nel 1927.

Nel suo taglio più diffuso il Marengo svizzero è conosciuto come Vreneli o Goldvreneli, dal nome Verena, la giovane donna che campeggia sul dritto nel disegno dell’incisore Fritz Ulysse Landry. Sul rovescio, invece, è presente lo stemma della Confederazione con i rami di quercia. Il peso e il diametro sono gli stessi degli equivalenti francese, italiano, austriaco e belga: 21 millimetri di diametro, un peso lordo di 6,45 grammi di cui 5,8064 di oro puro (0,1867 oncia troy) a 21,6 carati. La moneta è coniata dalla Swissmint (la Zecca federale) in diverse fasi dal 1871 al 1949.

 

Marengo svizzero dal 1871 al 1896

Gli esemplari coniati nel 1871, nel 1883 e nel 1896 sono considerati da collezione per la loro estrema rarità. Per altro, la prima versione della Vreneli di Landry, commissionata su concorso nel 1895, non soddisfa il Dipartimento federale delle finanze che chiede all’artista di Neuchâtel una rappresentazione dell’Helvetia più matura e meno frivola.

La serie 1883-1896 si chiama Libertà o Helvetia: è coniata dalla Swissmint quando la Confederazione appartiene all’istituzione monetaria latina. Le monete emesse nel 1893, 1896 e 1897 (in 25 pezzi, 75 complessivi) sono prodotte con il Gondogold, l’oro di Gondo estratto dalla miniera del Canton Vallese poi andata in disuso. La lega di questi esemplari contiene anche argento che dona alla moneta un colore più chiaro. Nell’incisione sul rovescio è incisa una piccola croce sopra la croce svizzera.

 

Marengo svizzero dal 1897 al 1949

È il periodo del Vreneli vero e proprio, coniato in conformità alle regole dell’unione monetaria latina. Il Marengo da 20 franchi è il taglio più comune ed è quello definito svizzero nelle quotazioni di borsa, ma esistono anche Marenghi da 10 e da 100 franchi. Quello da 20 è il più comune dei tre tagli perché ne sono stati prodotti 58.634.296 pezzi, mentre quello da 10 arriva a 2,6 milioni. La moneta da 100 franchi conta appena 5.000 esemplari.

Il contorno cambia nel corso degli anni: dal 1897 al 1935 presenta 22 stelle (ovvero il numero dei Cantoni) e dal 1947 al 1949 (il periodo del restrike) la legenda a rilievo AD / LEGEM ANNI / MCMXXXI (secondo la legge del 1931). La produzione del Vreneli viene interrotta alla fine degli anni Quaranta: utilizzata comunemente nel commercio e nelle transazioni, dagli anni Trenta la moneta subisce le fluttuazioni del valore dell’oro che finisce per superare del 40% il valore nominale del Marengo, facendolo valere 28 franchi anziché i consueti 20. L’emergenza fiscale, la svalutazione del franco del 30% e l’esaurirsi delle scorte d’oro prebelliche danno la mazzata definitiva alla storica moneta.

Marenghi da 10 franchi

  • 1911: 100.000 pezzi
  • 1912: 200.000
  • 1913: 600.000
  • 1914: 200.000
  • 1915: 400.000
  • 1916: 130.000
  • 1922: 1.020.000

 

Marenghi da 20 franchi

  • 1897: 400.000 pezzi (tiratura)
  • 1897: 29 pezzi in oro più leggero
  • 1898: 400.000
  • 1899: 300.000
  • 1900: 400.000
  • 1901: 500.000
  • 1902: 600.000
  • 1903: 200.000
  • 1904: 100.000
  • 1905: 100.000
  • 1906: 100.000
  • 1907: 150.000
  • 1908: 355.000
  • 1909: 400.000
  • 1910: 375.000
  • 1911: 350.000
  • 1912: 450.000
  • 1913: 700.000
  • 1914: 700.000
  • 1915: 750.000
  • 1916: 300.000
  • 1922: 2.783.678
  • 1925: 400.000
  • 1926: 50.000
  • 1927: 5.015.000
  • 1930: 3.371.764
  • 1935: 175.000
  • 1935-L (1945, 1946, 1947): 20.008.813
  • 1947: 9.200.000
  • 1949: 10.000.000

 

Marenghi da 100 franchi

  • 1925: 5.000 pezzi

 

Come investire sul Marengo svizzero

I Marenghi svizzeri sono uno dei tanti modi per investire in oro. I Vreneli sono ideali per costituire un portafoglio diversificato nel prezioso metallo giallo, un bene relativamente sicuro anche nei periodi di forti turbolenze. Non bisogna dimenticare che la purezza e il peso sono garantiti dal governo svizzero. Come per la gold sovereign britannica, la quotazione di base del Marengo corrisponde al valore dell’oro che contiene: in media, la cifra si aggira tra i 300 e i 350 euro.

Questi bullion rappresentano un’ottima moneta da investimento per l’elevata percentuale di oro puro al suo interno (in millesimi pari a 900), il peso contenuto, le dimensioni ridotte e il prezzo accessibile. Prendendo ad esempio Confinvest, il market dealer quotato all’Euronext Growth Milan, un Marengo svizzero del 1926 è venduto a 352 euro. Il costo ovviamente varia in base alle tiratura dell’esemplare, alla sua rarità e allo stato di conservazione.

La caratteristica che rende appetibili i Marenghi è che sono facili da rivendere: i prezzi di acquisto e di vendita hanno uno scostamento tra il 5 e il 10%. Rimangono sempre decisivi i fattori di qualità e conservazione: se la qualità e la conservazione sono scarse, al momento della rivendita c’è il forte rischio di ricevere soltanto il valore di fusione, ossia il semplice valore dell’oro.

Nel caso di pezzi da collezione, come i Marenghi del Gondogold che hanno una tiratura così limitata dall’avere un valore elevatissimo, il costo può rivelarsi decisamente superiore a quello dell’effettivo prezzo dell’oro. Il Marengo svizzero d’oro in Italia è esente dall’IVA. Naturalmente bisogne sempre tenere a mente che la plusvalenza derivante dalla vendita di monete d’oro come i Marenghi è soggetta a prelievo mediante imposta sostitutiva del 26%.

AUTORE

Picture of Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *