Il petrolio supera i 100 dollari, colloqui Usa-Iran in stallo

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Il petrolio è tornato a salire sul mercato delle materie prime, con il Brent che ha superato di slancio la soglia psicologica dei 100 dollari al barile. I colloqui tra Stati Uniti e Iran per porre fine alla guerra in Medio Oriente non registrano progressi e lo Stretto di Hormuz, canale vitale per il passaggio del greggio, rimane aperto a singhiozzo. Lo scetticismo dei mercati sul buon esito delle discussioni alimenta i timori di uno shock energetico in grado di colpire profondamente l’economia mondiale. Pertanto, gli investitori stanno rivedendo le aspettative future, mantenendo una certa prudenza in attesa di sviluppi rilevanti sul fronte del conflitto.

 

In questo articolo:

 

  • Guerra Usa-Iran: colloqui ancora in stallo
  • Petrolio: attenzione all’accumulo delle scorte

 

Guerra Usa-Iran: colloqui ancora in stallo

La risoluzione del conflitto nel Golfo Persico appare ancora lontana. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha prolungato a tempo indeterminato il cessate il fuoco, che sarebbe scaduto ieri, nella speranza che, con la mediazione del Pakistan, le parti possano giungere a un compromesso. Nel frattempo, la tensione resta elevata. L’Iran ha sequestrato due imbarcazioni nello Stretto di Hormuz, rafforzando il controllo su questo punto strategico del Golfo. A sua volta, la Marina statunitense ha intercettato tre petroliere iraniane nelle acque asiatiche.

Il presidente del Parlamento iraniano e principale negoziatore, Mohammad Baqer Qalibaf, ha dichiarato che un cessate il fuoco completo avrebbe senso solo se il blocco fosse revocato. Tuttavia, ha ribadito che la riapertura di Hormuz è impossibile in presenza di “una tale violazione del cessate il fuoco” da parte degli americani. Inoltre, i funzionari iraniani non hanno rilasciato alcuna dichiarazione circa l’accettazione di una proroga della tregua.

“Il mercato del petrolio sta rivedendo le aspettative, con pochi segnali di progresso verso una risoluzione nel Golfo Persico”, hanno dichiarato gli analisti di Ing in una nota. In questo scenario, “le speranze di una soluzione stanno diminuendo con il protrarsi dello stallo”, hanno aggiunto. Inoltre, gli esperti sottolineano come “il sequestro da parte dell’Iran di due navi che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz suggerisca che le interruzioni delle spedizioni continueranno”.

 

Petrolio: attenzione all’accumulo delle scorte

Mentre la situazione resta bloccata, le scorte totali di petrolio greggio sono aumentate. Secondo i dati rilasciati dalla Energy Information Administration, si è registrato un incremento settimanale di 1,925 milioni di barili, mentre gli analisti si aspettavano un calo di 1,9 milioni. Il dato positivo è arrivato dalle esportazioni totali di petrolio e prodotti raffinati negli Stati Uniti, aumentate di 137 mila barili al giorno, raggiungendo il record di 12,88 milioni di barili. A tale risultato hanno contribuito in modo significativo gli acquisti sostenuti dai Paesi asiatici ed europei, a seguito delle interruzioni in Medio Oriente.

Tutti questi numeri indicano un mercato ancora dinamico, ma fragile. Di conseguenza, gli investitori probabilmente continueranno a muoversi con cautela, monitorando sia gli sviluppi diplomatici sia i fondamentali dell’offerta e della domanda energetica globale. Gli osservatori finanziari ritengono che, finché non emergeranno segnali concreti di distensione, i prezzi potrebbero rimanere elevati e soggetti a forte volatilità.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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