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Settore immobiliare: in Cina perdite su obbligazioni a 130 miliardi di dollari

Obbligazioni immobiliari cinesi: le perdite arrivano fino a 130 miliardi di dollari

Il crollo delle quotazioni delle obbligazioni sul settore immobiliare cinese ha comportato finora una perdita di 130 miliardi di dollari per gli investitori, su oltre 200 miliardi di dollari di rimborsi in sospeso. Quasi il 70% delle oltre 500 obbligazioni in dollari emessi dagli sviluppatori ha un prezzo inferiore ai 70 centesimi di dollari. Lo rileva un’indagine del Financial Times basata su dati Bloomberg.

Alcuni emittenti ormai camminano sul filo del default e questi casi limite rischiano di compromettere gravemente la situazione di tutto il settore. Ad esempio un’obbligazione di 300 milioni di dollari di Kaisa Group in scadenza il 7 settembre quota appena 9 centesimi di dollaro. Questo significa che la perdita sul mercato sarebbe pari a 272 milioni di dollari. Non molto migliore è la posizione di un bond emesso dello stesso importo da Shimao, che ha un prezzo di 10 centesimi di dollari, con una perdita potenziale di 268 milioni di dollari.

Molte società si trovano in grande difficoltà allorché cercano di emettere nuovo debito visto quanto sta succedendo nel mercato e questo potrebbe rappresentare l’anticamera della bancarotta, alimentando le premesse per una tempesta perfetta per gli sviluppatori. Cedric Lai, analista senior presso Moody’s Investors Service, ritiene che i default continueranno per tutto il 2022 a causa dei venti contrari nel settore, soprattutto in relazione alle aziende che hanno “grandi scadenze del debito offshore e vendite deboli”.

 

Settore immobiliare Cina: il Governo non interviene

Di fronte a una situazione così tumultuosa, la risposta delle Autorità cinesi appare alquanto flebile a giudizio degli analisti. La People’s Bank of China ha ridotto i tassi ipotecari cercando di stimolare il settore. Tuttavia, senza che vi sia una chiara presa di posizione di Pechino per l’attuazione di un salvataggio radicale sarà difficile risollevare l’intero settore immobiliare dalle sabbie mobili nel quale si trova da circa due anni. Più tempo passa e più un eventuale salvataggio potrebbe rivelarsi costoso con gravi ripercussioni sulla crescita del Paese. Ricordiamo che il comparto immobiliare rappresenta circa il 30% del PIL del Dragone.

Robin Xing, capo economista cinese di Morgan Stanley, ha affermato che “un salvataggio più centralizzato è probabilmente una soluzione necessaria”. L’esperto ha aggiunto che vi è un deficit di finanziamento di 146 miliardi di dollari per progetti abitativi incompiuti, il che richiederebbe un capitale politico molto forte. Tuttavia, se il governo tarderà a intervenire, nell’arco di sei mesi “il divario potrebbe espandersi in maniera significativa”.

 

Cina: il boicottaggio dei mutui

Una minaccia incombente è relativa alla possibilità che si estenda il boicottaggio dei pagamenti dei mutui per costruzioni non portate a termine. Gli acquirenti di case hanno perso la fiducia e quindi hanno deciso di non sostenere più le rate dei mutui. Un ampliamento dell’area di rifiuto dei pagamenti avrebbe un riflesso molto grave sul sistema bancario. Secondo Rosealea Yao, analista del mercato immobiliare presso la società di consulenza Gavekal Dragonomics, la situazione è sempre più fuori controllo e nessuno l’anno scorso si aspettava ciò che sta succedendo oggi. La brutta notizia, secondo l’esperta, è che l’anno prossimo lo scenario potrebbe essere ben peggiore.

Il panorama a tinte fosche non lascia molte speranze per i prossimi mesi che le vendite possano riprendere. Yao prevede un calo del 15% delle vendite annuali e una riduzione del 33% delle costruzioni quest’anno, una grossa spada di Damocle per il mercato obbligazionario. Finora nel 2022 l’emissione di obbligazioni immobiliari cinesi è scesa dell’80% ad appena 7,2 miliardi di dollari, al livello più basso degli ultimi dieci anni. Ora, con 17,6 miliardi di pagamenti in scadenza nel 2022 e altri 47 miliardi nel 2024, non si vede come si potrà scongiurare una sfilza di inadempienze.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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