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India: S&P conferma il rating, ma alza l’outlook a positivo

India: S&P conferma il rating, ma alza l'outlook a positivo

L’India ha ricevuto l’ennesimo endorsement, stavolta da S&P Global Ratings, che ha mantenuto il rating sovrano a BBB- ma ha alzato l’outlook da “stabile” a “positivo”. Secondo l’agenzia americana, i fondamentali economici del Paese sosteranno lo slancio della crescita nei prossimi due o tre anni. “Riteniamo che la robusta crescita economica, il pronunciato miglioramento della qualità della spesa pubblica e l’impegno politico per il consolidamento fiscale siano fattori che porteranno beneficio alle metriche di credito”, hanno scritto gli analisti di S&P in una nota.

Molti economisti ritengono che la crescita straordinaria dell’India negli ultimi anni sia stata conseguenza delle grandi politiche infrastrutturali messe in atto da Narendra Modi. Pertanto, una sua rielezione sarebbe estremamente importante affinché ci sia una continuità nello sviluppo economico e il Paese prosegua nel percorso intrapreso. S&P invece ritiene che il miglioramento dell’outlook si basi su prospettive economiche che saranno indipendenti dall’esito delle elezioni, in quanto chiunque andrà al governo continuerà la politica di riforme economiche e fiscali per la nazione.

 

India: l’importanza del consolidamento fiscale

Il profilo di rating sovrano dell’India è stato sempre condizionato dalla debolezza delle impostazioni fiscali, con lo Stato che ha dovuto fare i conti con ampi disavanzi, elevato stock di debito e alti tassi di interesse, ha affermato S&P. Ora, però, il Paese sta mettendo tra le priorità il consolidamento fiscale. “Con la ripresa economica ora ben avviata, il governo è di nuovo in grado di delineare un percorso più concreto (anche se graduale) verso il consolidamento fiscale”, ha scritto la società di rating.

Al riguardo, le proiezioni di S&P sono per un disavanzo pubblico rispetto al PIL del 7,9% nel 2025, che scenderà al 6,8% entro il 2028. Allo stesso tempo, l’agenzia stima una crescita di quasi il 7% annuo nei prossimi tre anni e questo aiuterà ad abbassare il rapporto debito/PIL nonostante l’elevato deficit fiscale. Il debito sul PIL passerà dall’attuale 85% all’81% del 2029, stima l’agenzia USA.

In questo contesto, ci sarà un contributo importante da parte della Reserve Bank of India, ha sostenuto S&P poiché, con il raffreddamento dell’inflazione, ha concluso la sua campagna di inasprimento monetario e si prepara per un maggior accomodamento prima della fine del 2025.

 

Il rating futuro

S&P si è detta pronta ad alzare il rating sull’India se il Paese riuscirà a ridurre in maniera significativa il deficit fiscale, ossia fino a sotto il 7% del PIL. Inoltre, la Banca centrale dovrà essere in grado di attuare una politica che renda efficace la sua credibilità monetaria, con un’inflazione che rimane bassa, ha aggiunto. Qualora ciò non avvenisse, ovvero l’agenzia osservasse un’erosione dell’impegno politico a mantenere sostenibili le finanze pubbliche e un ampliamento sostanziale dei disavanzi delle partite correnti in modo da indebolire la posizione dell’India, S&P potrebbe “rivedere l’outlook a stabile”, hanno affermato gli analisti.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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