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Intelligenza artificiale: Abu Dhabi potrebbe investire in OpenAI

Intelligenza artificiale: Abu Dhabi potrebbe investire in OpenAI

OpenAI potrebbe ricevere un forte sostegno da una società di investimento finanziata dall’emirato di Abu Dhabi. La startup americana specializzata nel campo dell’intelligenza artificiale è in trattative con MGX, il fondo presieduto dal potente consigliere per la sicurezza nazionale degli Emirati Arabi Uniti, lo sceicco Tahnoon bin Zayed al-Nahyan, per un accordo che potrebbe rafforzare i progetti a lungo termine.

La potenza di fuoco dell’emirato arabo potrebbe rendere più vicino l’obiettivo dell’amministratore delegato di OpenAI, Sam Altman, di avviare la produzione di chip AI (Artificial Intelligence) propri per ridurre la dipendenza da Nvidia. OpenAI ha rivoluzionato il mondo dell’intelligenza artificiale quando, nel novembre del 2022, ha introdotto il suo chatbot ChatGPT. A tal fine l’azienda ha siglato importanti accordi di partenariato, in particolare con il gigante tecnologico Microsoft che vi ha investito 13 miliardi di dollari.

 

Intelligenza artificiale: gli obiettivi di Abu Dhabi oltre OpenAI

MGX è incentrata sull’intelligenza artificiale e potrebbe diventare un hub di riferimento per molte società a livello internazionale. Secondo quanto riferito da Omar Sultan Al Olama, ministro dell’AI degli Emirati Arabi Uniti, anche la startup xAI di Elon Musk sarebbe interessata a una partnership. Con MGX, in collaborazione con G42, un gruppo di aziende focalizzate sull’intelligenza artificiale, e Mubadala, un fondo di investimento sovrano “Abu Dhabi sta creando un campione nazionale per l’AI che farà progredire ulteriormente il ruolo degli Emirati Arabi Uniti come casa ed ecosistema per i migliori talenti tecnologici, investitori e imprenditori” ha affermato lo sceicco Tahnoon.

Gli Emirati Arabi Uniti sono stati tra le prime nazioni al mondo a creare un ministro dell’Intelligenza Artificiale nel 2017 e hanno fondato la prima università al mondo basata sull’AI nel 2019. L’aspetto interessante è che Abu Dhabi sta cercando di tessere relazioni solide con le grandi aziende tecnologiche americane allontanandosi dalla Cina. In altri termini, sta affrontando le tensioni commerciali tra Washington e Pechino schierandosi con l’Occidente. La Casa Bianca aveva sollevato preoccupazioni per i legami tra G42 e le aziende cinesi inserite in black list dal Dipartimento del Commercio americano. Dopo il viaggio a Washington dello sceicco Tahnoon a giugno 2023 per discutere delle partnership con gli USA, gli Emirati Arabi hanno preso una decisione molto importante, ovvero dare priorità all’accesso ai partner tecnologici americani tagliando fuori quelli cinesi. Non solo, gli investimenti effettuati in Cina sono stati liquidati, una mossa che è stata accolta con molto favore da parte del governo USA.

Tuttavia Olama ha precisato che le scelte strategiche di Abu Dhabi sull’intelligenza artificiale non mirano a favorire gli Stati Uniti rispetto alla Cina. “Vogliamo assicurarci che l’intelligenza artificiale venga applicata in modi che non siano controversi, che possano aiutarci a lungo termine, che siano responsabili e guidati dagli emiratini, se possibile. E in caso contrario, di lavorare con il miglior partner a livello globale”, ha detto.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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