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Intelligenza artificiale: Cathie Wood risponde a Borsa&Finanza

Un primo piano di Cathie Wood, la fondatriche di Ark Invest

L’innovazione dirompente – disruptive innovation – è il focus di investimento dei fondi ARK. Genomica, cryptoasset e valute digitali, robotica, esplorazione spaziale, innovazione fintech e naturalmente l’intelligenza artificiale sono solo alcuni dei grandi temi “disruptive” che guidano il cambiamento globale e che sono alla base delle strategie si ARK Invest, il gruppo dell’asset management fondato nel 2014 e guidato da Cathie Wood

“L’intelligenza artificiale consentirà l’aumento di produttività più massiccio della nostra storia” ha dichiarato Wood in una recente intervista a Yahoo Finance Live. Ormai è ben chiaro quali siano le potenzialità di questa nuova tecnologia che, per alcuni aspetti, intimorisce. Per questo Borsa&Finanza ha pensato di mettere a confronto Cathie Wood con alcune domande prodotte proprio dall’intelligenza artificiale in questa esclusiva intervista.

 

Può illustrarci l’approccio e le strategie di investimento di ARK Invest, in particolare per quanto riguarda le tecnologie emergenti e le innovazioni disruptive?

Cathie Wood seduta su uno sgabello risponde alle domande in una intervista
Cathie Wood, fondatrice e ad di ARK Invest

“Attraverso un processo di ricerca aperto, cerchiamo di identificare le aziende al centro di innovazioni intersettoriali come l’intelligenza artificiale, la robotica, lo stoccaggio di energia, il sequenziamento del DNA e la blockchain. Crediamo che l’innovazione disruptive provochi una rapida riduzione dei costi, sia trasversale ai settori e generi ulteriore innovazione. Attraverso un processo d’investimento iterativo, che combina ricerca top-down e bottom-up, ARK mira a identificare precocemente queste innovazioni, a capitalizzare le opportunità e a fornire valore a lungo termine agli investitori.

Il team di ricerca e investimento svolge prima un’analisi top-down su come sta cambiando il mondo e dove è diretto. Per comprendere l’innovazione, ci avvaliamo di un ecosistema di ricerca aperto con cui raccogliamo informazioni che contribuiscono a definire e perfezionare il nostro processo. Lo scopo è anticipare e quantificare le trasformazioni pluriennali della catena del valore e le opportunità di mercato, modellando le curve dei costi e calcolando l’elasticità della domanda per identificare i punti di ingresso per la disruption tecnologica. Grazie a questo processo, alcune aziende vengono individuate come le meglio posizionate e a questo punto inizia il nostro processo bottom-up.

L’analisi bottom-up parte quindi con un gruppo di potenziali investimenti, non con un benchmark. Si costruisce un modello di valutazione e di ricavi per ogni società per i prossimi cinque anni. Infine, in qualità di CIO e Portfolio Manager, ho la responsabilità finale della selezione degli investimenti e dell’approvazione di tutte le decisioni di investimento”.

 

Visto il suo recente interesse per gli ETF in Europa, quali fattori la spingono a credere nel potenziale di crescita di questo mercato?

“L’acquisizione di Rize ETF è una mossa strategica, pensata per soddisfare la domanda dei nostri ETF in Europa. Nello scegliere come entrare nel mercato europeo, abbiamo apprezzato la posizione di Rize come leader negli investimenti tematici e sostenibili, e l’impegno nella ricerca che ci accomuna. Pensiamo che insieme questa piattaforma offrirà ai clienti europei un’esperienza di ricerca sugli investimenti ancora più solida e pronta per il futuro”.

 

Quali sono le principali sfide che dovete affrontare nella gestione di fondi incentrati sulla tecnologia dirompente e come mitigate i rischi associati?

“ARK monitora la tesi d’investimento di ogni titolo durante le riunioni settimanali di portafoglio e di ricerca. In genere, riduciamo o aggiungiamo posizioni in base a una serie di considerazioni, come lo sfruttare le opportunità create dal sentiment del mercato, o il fornire liquidità a quelle società su cui siamo più fiduciosi o su cui l’opportunità è maggiore in base al prezzo attuale. Vendiamo una società se la nostra tesi d’investimento è cambiata, se le metriche non sostengono l’attuale dimensione della nostra posizione o se riteniamo che non sia più all’avanguardia nell’innovazione”.

 

Quali tecnologie emergenti ritiene particolarmente promettenti per investimenti a lungo termine e perché?

“Riteniamo che numerose tecnologie emergenti siano promettenti a lungo termine, perché sono destinate a creare nuovi mercati o a sconvolgere quelli esistenti.
Tra queste, solo per citarne alcune potremmo elencare: il Deep Learning, un sottoinsieme dell’intelligenza artificiale che utilizza le reti neurali per imparare da grandi insiemi di dati e potrebbe rivoluzionare settori come la sanità, la finanza e i trasporti, consentendo previsioni più accurate; il sequenziamento del DNA e l’editing genetico, i cui progressi stanno consentendo nuove applicazioni in campo sanitario, agricolo e ambientale; le tecnologie autonome come auto, camion e droni a guida autonoma, che possono trasformare i trasporti e la logistica, riducendo i costi e migliorando la sicurezza”.

 

Cathie Wood, lei prevede che la convergenza di Bitcoin e Intelligenza Artificiale trasformerà le strutture aziendali. Come?

“La convergenza delle tecnologie disruptive è un tema chiave, che riteniamo sia ancora largamente sottovalutato. Il percorso delle tecnologie viene in genere descritto, in termini di adozione e impatto, come una curva ad “S”, e in questo momento credo che sia Bitcoin che l’IA siano sul punto di iniziare la parte più ripida della curva, quella di maggior crescita, alimentandosi a vicenda. Abbiamo già visto Bitcoin integrarsi con lo storage di energia, ad esempio con utilities che accumulano l’energia rinnovabile, e impiegano l’eventuale surplus per minare Bitcoin.
In termini di Bitcoin e IA, le possibilità di convergenza sono molteplici: pensiamo ad esempio all’utilizzare servizi di IA e pagare la potenza di calcolo attraverso micropagamenti (anche di frazioni di centesimo) tramite Lightning Network, con finalità istantanea e mantenendo la propria privacy. O il dare la possibilità a tool di IA di effettuare transazioni per utilizzare servizi terzi ed espandere così le proprie capacità. In ultima analisi, crediamo che Bitcoin come mezzo di pagamento contribuirà allo sviluppo di nuove applicazioni di IA, e allo stesso tempo nuovi tool IA aumenteranno l’utilità e l’accessibilità di Bitcoin”.

 

Come vede il ruolo delle criptovalute nel futuro della finanza e quali fattori influenzano le sue decisioni di investimento in criptovalute?

“Nonostante le difficoltà attuali, continuiamo a credere che Bitcoin, DeFi e Web3 costituiscano un’opportunità sempre più forte, rappresentando una rivoluzione in ambito monetario, finanziario e del funzionamento di internet.
A livello monetario, la natura e le caratteristiche di Bitcoin consentono il trasferimento di valore e dei diritti di proprietà al di fuori delle autorità centralizzate e dei governi, in un mondo in cui tuttora 4 miliardi di persone vivono sotto regimi autoritari, e 2 miliardi devono fare i conti con un’inflazione a due cifre.
Sul fronte finanziario, la DeFi elimina l’opacità e il bisogno di intermediari, permettendo l’accesso a servizi bancari e credito a miliardi di persone che attualmente sono fuori dai sistemi tradizionali. Secondo le nostre ricerche, con la crescita del valore delle attività finanziarie tokenizzate onchain, le applicazioni decentralizzate e le reti di smart contract che le alimentano potrebbero raggiungere i 5,3 trilioni di dollari di valore di mercato entro il 2030.
Il Web3, infine, toglie Internet dal monopolio di pochi grandi player tech e consente nuovi modelli di monetizzazione e nuovi paradigmi nell’acquisto, possesso e utilizzo di beni e servizi”.

AUTORE

Alessandro Piu

Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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