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L’intelligenza artificiale della Cina: chi sono i competitor di ChatGPT

SenseTime è una delle principali società tecnologiche di intelligenza artificiale della Cina, con sede a Hong Kong e uffici in tutto l’Estremo Oriente. Il software provider di IA ha appena lanciato SenseChat, l’algoritmo generativo alternativo a ChatGPT di OpenAI. Dopo la presentazione ufficiale del chatbot insieme ad altri nuovi prodotti basati sull’AI, le azioni di SenseTime sono volate in Borsa, accendendo ancora di più l’interesse degli investitori sull’intelligenza artificiale made in China. Ma di preciso quali sono le aziende cinesi che lavorano a tecnologie in stile ChatGPT?

 

L’intelligenza artificiale della Cina: i rivali di ChatGPT

ChatGPT è il fenomeno del momento e in Occidente è già apparso Bard, l’esperimento con cui Google ha risposto a Microsoft, supporter di OpenAI. Il fermento è ormai globale e si è diffuso in Cina, spingendo i titoli delle realtà legate all’AI research e convincendo diverse aziende, sia nazionali che locali, ad annunciare una serie di progetti innovativi e altamente competitivi sul mercato.

A Pechino resta da risolvere il nodo della regolamentazione di questa industria tecnologica: secondo il CAC (Cyberspace Administration of China), l’ente regolatore di Internet, i contenuti generati da intelligenza artificiale e machine learning “devono incarnare i valori socialisti fondamentali”. Partendo da SenseTime, sottoposta a sanzioni da parte degli Stati Uniti, ecco le aziende che stanno avanzando nella produzione di piattaforme di intelligenza artificiale che fanno concorrenza a ChatGPT, Bard e DALL·E.

 

SenseChat di SenseTime

Il 10 aprile SenseTime ha presentato a Shanghai una serie di nuovi prodotti basati sull’intelligenza artificiale, tra cui appunto SenseChat: un chatbot capace di numerose applicazioni pratiche come rispondere a domande, raccontare storie, tradurre testi, scrivere e-mail, costruire contratti e generare codici. L’algoritmo dell’IA sviluppata dall’azienda nell’arco degli ultimi cinque anni si chiama SenseNova e si basa su LLM (Large Language Models), un modello linguistico di grandi dimensioni.

L’aggiornamento è continuo, hanno rivelato il CEO Xu Li e il co-fondatore Wang Xiaogang. Sullo stesso modello si fondano anche un generatore di immagini, una piattaforma per la creazione di avatar digitali e strumenti per il rendering e la modellazione 3D che sono stati ufficializzati l’11 aprile con SenseChat. SenseTime, tuttavia, non ha fornito ulteriori dettagli sui piani di lancio di questi prodotti.

 

Ernie Bot di Baidu

Baidu, gigante della ricerca online e dell’AI, ha svelato il 16 marzo scorso il suo Ernie Bot, attualmente disponibile soltanto per un numero limitato di utenti di prova con la richiesta di un codice di accesso. L’azienda pechinese del motore di ricerca più diffuso in Cina ha l’obiettivo di integrare il chatbot nei sistemi operativi del motore di ricerca, di cloud, elettrodomestici e auto intelligenti.

Per ora, i test condotti sull’algoritmo generativo di Baidu rivelano che ha una buona padronanza del cinese mandarino ed è capace di esprimersi con audio in dialetti diversi. Le funzionalità sono le più diffuse tra gli algoritmi evoluti: compone testi, genera immagini da specifiche richieste, riassume bilanci e produce presentazioni. Ma dall’azienda assicurano che la loro creatura ha una gamma di competenze più ampia di quella annunciata in fase di lancio.

 

Tongyi Qianwen di Alibaba

Il colosso cinese dell’e-commerce ha presentato l’11 aprile il suo modello di IA, in questa fase iniziale integrato nell’app interna di messaggistica DingTalk (per gli ambienti di lavoro) e nell’assistente vocale Tmall Genie, prossimamente allargato a tutte le applicazioni dell’azienda. Sviluppato su LLM, Tongyi Qianwen è aperto ad un numero selezionato di utenti: le iscrizioni sono cominciate il 7 aprile.

L’IA di Alibaba è in grado di lavorare in cinese mandarino e inglese, riassume gli appunti emersi dalle riunioni, scrive e-mail e redige proposte commerciali. Il passo successivo sarà pianificare itinerari di viaggio, personalizzare lettere di invito e consigliare ai clienti i prodotti da acquistare sul marketplace.

 

HunyuanAide di Tencent

Tencent si è unita alla schiera di realtà che sono al lavoro per realizzare un chatbot simile a ChatGPT. Il risultato è il modello Hunyuan, classificatosi al primo posto nella graduatoria CLUE (Chinese Language Understanding Evaluation). Una performance che rende questo algoritmo uno dei più avanzati in termini di comprensione del linguaggio umano.

Il progetto di Tencent è interdipartimentale (coinvolge i videogame, l’elaborazione dati, il cloud, la strategia e la pianificazione) e a capo del laboratorio di ricerca c’è Zhang Zhengyou, direttore del Tencent AI Lab e del Robotics X Lab. L’annuncio del ChatGPT di Tencent è un’indiscrezione di Reuters e non è stato ancora ufficializzato dai vertici della società, al lavoro da anni per la creazione di una piattaforma di prestazioni medico-sanitarie che sfrutta l’IA e i big data.

 

MOSS di Fudan University

Il 20 febbraio Tianxiang Sun e Xipeng Qiu, due ricercatori dell’università Fudan di Shanghai, hanno lanciato MOSS, un modello di linguaggio conversazionale in stile ChatGPT, in grado di seguire le istruzioni degli utenti per eseguire vari compiti come rispondere a domande, generare codice, riassumere testo e contestare premesse errate.

A poche ore dal debutto, la piattaforma si è bloccata a causa di un improvviso aumento del traffico. Al momento MOSS deve essere sviluppato per garantire una migliore esperienza di navigazione ai suoi utenti e attualmente risulta fuori servizio. Tianxiang Sun fornisce aggiornamenti sul progetto sul suo blog.

 

ChatJD di JD.Com

La società di commercio elettronico con sede a Pechino ha comunicato il 10 febbraio di avere in programma il lancio di ChatJD, una piattaforma simile a ChatGPT sin dal nome scelto. L’obiettivo è soprattutto servire altre aziende nel settore della vendita al dettaglio.

ChatJD è progettato per aiutare i rivenditori online a generare automaticamente i riepiloghi dei prodotti in magazzino per i loro siti di e-commerce e a fornire un supporto con l’analisi finanziaria delle vendite.

 

Huawei

Non può mancare all’appello Huawei: il gigante della telefonia ha introdotto l’intelligenza artificiale sia in campo software che nel settore fotografico, come accaduto con le tecnologie smart charge e smart battery capacity dei suoi smartphone. L’azienda sta inoltre collaborando con l’università Tsinghua ad un sistema di chip innovativi che con una sofisticata elaborazione ottica sarà in grado di riconoscere voci e immagini e generare frasi di senso compiuto in un linguaggio naturale accurato.

La massiccia diffusione di ChatGPT ha messo in allerta Huawei Technologies e da un momento all’altro molti analisti si aspettano un annuncio in materia di chatbot, software e sistemi di conversazione human-to-AI. Huawei ha già in cantiere due brevetti: una tecnologia avanzata per rilevare il comportamento di input e un sistema per elaborare la risposta dell’intelligenza artificiale all’uomo.

 

La Cina si fa la sua ChatGPT: gli altri competitor

Tutta la Cina è pronta a lanciarsi nella sfida dell’intelligenza artificiale. China Telecom sta sviluppando una versione industriale di chatbot per le telecomunicazioni, che utilizzerà l’IA per il servizio clienti. NetEase, la Internet company che opera in comunicazioni e commercio e sviluppa e distribuisce giochi online, ha in programma di utilizzare sistemi basati su modelli linguistici di grandi dimensioni per le attività che gestisce nel settore dell’istruzione. NetEase Games ha già utilizzato l’IA generativa per creare i dialoghi di Justice Online, videogioco di arti marziali tradizionali.

Kuaishou Technology, l’app mobile di condivisione video, social network ed editor di effetti speciali, sta conducendo ricerche su modelli LLM che userà per migliorare i propri prodotti, come il servizio clienti. Una tecnologia conversazionale è anche al centro delle ricerche di Qihoo 360, la società di 360 Security Technology, specializzata nella progettazione, sviluppo e commercializzazione di software e hardware di sicurezza, videosorveglianza e antivirus. Ad oggi la società non ha fornito indicazioni chiare in merito alla data di lancio di eventuali prodotti correlati.

Inspur Electronic Information Industry, provider globale di cloud computing e big data, ha comunicato da tempo nelle relazioni con i propri investitori di aver puntato su tecnologie di AI-generated content. Kunlun Tech, infine, terrà il 17 aprile un evento pubblico che consentirà agli utenti di testare il suo nuovo algoritmo generativo: una funzione simile a ChatGPT integrata nel web browser Opera. Kunlun ha persino anticipato che collaborerà con Singularity per rilasciare entro la fine del 2023 la versione cinese del codice della sua IA come open source, per impedire alle grandi aziende di monopolizzare questa tecnologia.

AUTORE

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Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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