Intelligenza artificiale: ecco i vincitori tra le azioni europee, 2 italiane

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Il boom dell’intelligenza artificiale non è solo un affare statunitense e cinese. Anche le azioni europee del settore hanno registrato guadagni straordinari nell’ultimo anno, grazie alla forte crescita di alcune aziende attive nei comparti legati alla nuova tecnologia.

La trimestrale pubblicata ieri da Nvidia ha confermato indirettamente come la domanda di AI continui a essere molto sostenuta. L’azienda ha infatti registrato quasi un raddoppio dei ricavi su base annua grazie ai suoi potenti chip, utilizzati per alimentare i data center e tutte le infrastrutture collegate all’intelligenza artificiale.

La domanda che alcuni si pongono, tuttavia, è se questo trend sia destinato a durare nel tempo e fino a che punto le aziende coinvolte riusciranno a mantenere i guadagni realizzati finora, soprattutto con l’aumento della concorrenza.

 

In questo articolo:

 

  • Intelligenza artificiale: l’Europa si fa strada
  • Le azioni europee che sono cresciute di più
  • Intelligenza artificiale: gli ostacoli per le azioni europee

 

Intelligenza artificiale: l’Europa si fa strada

Gli investitori stanno riversando capitali nelle società europee che costruiscono le infrastrutture necessarie ad alimentare questa tecnologia. Con l’aumento della domanda di capacità computazionale, l’attenzione si sta spostando verso i cosiddetti “abilitatori” dell’AI, come le aziende che sviluppano data center, reti e apparecchiature per semiconduttori, insieme a strumenti per alimentazione, raffreddamento e software.

Secondo Fabio Bassi, responsabile della strategia cross-asset di J.P. Morgan, tutto ciò sta “alimentando la corsa all’acquisto delle azioni europee”, perché nel Vecchio continente “la scarsità amplifica il trend”. A suo avviso, “esistono poche grandi società liquide e pure-play sull’AI, quindi i flussi si concentrano su un piccolo gruppo di aziende percepite come proxy dell’intelligenza artificiale, combinando una reale domanda legata all’AI con posizionamenti molto affollati”.

 

Le azioni europee che sono cresciute di più

Attualmente, i principali vincitori in Borsa in Europa nel settore dell’intelligenza artificiale sono soprattutto le aziende che forniscono le infrastrutture necessarie alla costruzione dell’ecosistema AI.

La maglia rosa spetta alla tedesca Aixtron, che progetta e produce apparecchiature avanzate utilizzate per applicare strati ultra-sottili di materiali sui wafer di silicio. Le sue azioni hanno più che quadruplicato il loro valore negli ultimi 12 mesi, affermandosi come il secondo miglior titolo dello Stoxx 600, dietro la casa farmaceutica Abivax. Lo scorso mese, Citigroup ha alzato il target price di Aixtron di oltre il 66%, grazie a una domanda più forte e a margini aziendali più elevati. “L’intelligenza artificiale rappresenta il principale motore dei ricavi previsti nella guidance 2026 di Aixtron”, ha affermato la banca statunitense.

STMicroelectronics è avanzata del 133% alla Borsa di Milano quest’anno. L’azienda è esposta all’intelligenza artificiale sia attraverso i semiconduttori di potenza destinati alla futura transizione verso sistemi a 800 volt, sia tramite il passaggio ai prodotti ottici per connessioni più veloci nei data center. Secondo Brian Colello, senior equity analyst di Morningstar, “la costruzione dell’infrastruttura AI sta consumando semiconduttori di ogni tipo, il che è positivo per STMicroelectronics e i suoi concorrenti”.

Un’altra italiana, Technoprobe, ha ottenuto un guadagno simile nel 2026 a Piazza Affari. L’azienda produce probe card, interfacce elettromeccaniche utilizzate per testare i wafer di silicio. Questo mese il titolo è stato promosso a “buy” da Bank of America, che ha previsto una crescita degli utili nei prossimi anni grazie alla domanda legata alle GPU.

Infine, tra i grandi vincitori europei va segnalata Nokia, che quest’anno ha più che raddoppiato il proprio valore alla Borsa di Helsinki. Un tempo leader mondiale nei telefoni cellulari, Nokia ha spostato il proprio focus sull’intelligenza artificiale. In questo contesto, si è reinventata come fornitrice di hardware chiave per le infrastrutture AI, distribuendo reti utilizzate nei data center dedicati all’intelligenza artificiale, oltre ad apparecchiature ottiche. Secondo l’amministratore delegato dell’azienda, Justin Hotard, l’Europa ha bisogno di “investire nelle infrastrutture digitali”.

 

Intelligenza artificiale: gli ostacoli per le azioni europee

La domanda ora è se in futuro i vincitori dell’AI si limiteranno ai fornitori di infrastrutture oppure se il campo si allargherà anche ad altri settori. Colello di Morningstar ritiene che forti guadagni potrebbero arrivare dalle società che utilizzeranno concretamente l’intelligenza artificiale, come aziende software, fintech, healthcare e robotica.

Nel complesso, tuttavia, occorre tenere conto di possibili ostacoli in Europa. Uno di questi riguarda le normative, che potrebbero rallentare lo sviluppo delle infrastrutture AI, ha spiegato Martin Szumski, equity analyst di Morningstar. “C’è un crescente interesse nel sostenere le infrastrutture AI in Europa, e Nokia potrebbe avere un ruolo importante, ma tutto questo avverrà probabilmente all’interno di un quadro normativo fondamentalmente diverso rispetto agli Stati Uniti”. Ma quali potrebbero essere concretamente questi ostacoli normativi? L’esperto ha indicato “i limiti delle reti elettriche, le moratorie sui data center e gli obblighi di conformità previsti dall’AI Act europeo” come elementi chiave in grado di frenare la costruzione dell’infrastruttura AI nella regione.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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