Intesa Sanpaolo ha finalizzato l’acquisizione dell’istituto di credito rumeno First Bank S.A. dalla società di investimento privato statunitense J.C. Flowers & Co., dopo che le autorità di vigilanza competenti hanno dato le autorizzazioni necessarie per portare a termine l’affare. L’accordo era stato firmato il 28 ottobre 2023 e prevedeva che la principale banca italiana avrebbe acquisito il 99,98% delle azioni di First Bank dalla holding statunitense.
L’azienda di credito con sede a Bucarest entra quindi a far parte del gruppo Intesa e avrà un ruolo importante nella promozione e nel rafforzamento dei legami commerciali e delle sinergie tra Italia e Romania. Quest’ultima è un Paese che ha stretti rapporti con le aziende italiane, le quali si sono insediate da anni nel territorio svolgendo il loro business in settori industriali chiave. La big bank torinese è presente in Romania dal 1996 attraverso la filiale Intesa San Paolo Bank Romania.
Intesa Sanpaolo: cosa significa l’acquisizione di First Bank
Grazie all’acquisizione definitiva di First Bank, Intesa Sanpaolo potrà raddoppiare la sua presenza in territorio rumeno, potenziando significativamente la posizione competitiva a livello locale. First Bank è una banca commerciale con un totale attivo di circa 1,5 miliardi di euro, dispone di 40 filiali in Romania e si concentra su clienti retail e piccole e medie imprese. Negli ultimi anni l’istituto di credito si è focalizzato sugli investimenti nella tecnologia digitale, sviluppando una delle applicazioni di mobile banking più apprezzate del mercato.
Mettendo insieme Intesa Sanpaolo Bank Romania e First Bank si crea un polo finanziario che figura tra le prime 10 banche nel Paese, con 3,2 miliardi di dollari di asset totali, 143 mila clienti e oltre 1.500 dipendenti. L’operazione permette alla clientela di ogni categoria in Romania di beneficiare di una serie di servizi di varia natura che vanno dai classici servizi bancari a quelli finanziari, assicurativi, di investimento e di consulenza. Ciò è reso possibile da una vasta ed efficiente rete di filiali e sportelli, oltre che da una piattaforma avanzata per l’operatività digitale e da remoto.
Le due banche fanno parte della Divisione International Subsidiary Banks (ISBD), che offre servizi alla clientela retail, corporate e PMI, contribuendo in maniera importante alla redditività di Intesa Sanpaolo con quasi il 14% dell’utile netto nel primo trimestre 2024. La divisione attualmente opera in tre continenti mediante banche retail in 12 Paesi. Ecco quali sono:
- Intesa Sanpaolo Bank in Albania;
- Intesa Sanpaolo Banka in Bosnia Erzegovina;
- Privedna Banka Zagreb in Croazia;
- Alexa Bank in Egitto;
- Eximbank in Moldavia;
- VÚB Banka in Repubblica Ceca;
- Intesa Sanpaolo Bank in Romania;
- Banca Intesa in Serbia;
- VÚB Banka in Slovacchia;
- Intesa Sanpaolo Bank in Slovenia;
- Pravex Bank in Ucraina;
- Cib Bank in Ungheria
La rete serve 7,2 milioni di clienti, con 1.029 filiali e circa 21.000 dipendenti. Secondo Marco Elio Rottigni, capo di ISBD, il rafforzamento della presenza in Romania “stimolerà gli investimenti italiani ed esteri nel Paese, migliorerà il commercio e sosterrà l’internazionalizzazione delle PMI”, con la crescita che favorirà “l’innovazione nel settore a beneficio di famiglie e imprese”.









