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Intesa Sanpaolo: vola l’utile nel primo trimestre, azioni pronte al rally?

Intesa Sanpaolo: vola l'utile nel primo trimestre. Azioni pronte al rally?

L’ultima seduta della settimana è all’insegna degli acquisti per Piazza Affari e Intesa Sanpaolo fa segnare una delle migliori performance grazie ai dati del primo trimestre comunicati nella tarda mattinata di oggi. Nello specifico l’istituto guidato da Carlo Messina ha registrato, nel periodo gennaio-marzo, una crescita dell’utile da 1,04 miliardi di euro dello stesso periodo del 2022 agli attuali 1,96 miliardi di euro. I proventi operativi sono passati da 5,4 miliardi di euro a 6,06 miliardi mentre i costi sono risultati in calo a 2,54 miliardi di euro rispetto a 3,13 miliardi del primo trimestre 2022. Le commissioni nette sono diminuite del 6,6% rispetto ai 2,29 miliardi di euro registrati nei primi tre mesi del passato esercizio.

La patrimonializzazione di Intesa Sanpaolo continua a essere molto solida con livelli nettamente superiori ai requisiti normativi, grazie al forte deleveraging che ha visto una diminuzione di 4,5 miliardi di euro dello stock di crediti deteriorati. Nel dettaglio il CET 1 ratio si attesta al 13,7% rispetto al 13,5% di fine 2022, con un Tier 1 ratio che passa dal 16% al 16,1%. Nel corso del primo trimestre dell’anno Intesa Sanpaolo ha inoltre nuovamente ridotto l’esposizione verso la Russia, del 70% a confronto con i valori dello scorso giugno.

I numeri comunicati in queste ore sono in linea con il Piano di impresa 2022-2025 . Per quanto riguarda invece l’anno in corso è previsto un significativo aumento del risultato della gestione operativa che, in scia a una solida crescita dei ricavi trainati dall’aumento dei tassi di interesse, dovrebbero spingere l’utile netto a raggiungere i 7 miliardi di euro. Nel corso del 2023 Intesa Sanpaolo potrebbe andare a distribuire ai propri soci 5,8 miliardi di euro.

 

Azioni Intesa Sanpaolo: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere come sta reagendo l’azione ai numeri della trimestrale. Al momento è una seduta all’insegna degli acquisti per il titolo Intesa Sanpaolo con i prezzi che, spingendosi in direzione dei 2,41 euro, si stanno avvicinando alla trendline ribassista di breve termine in essere dalla seconda parte dello scorso mese di aprile. Dal punto di vista operativo il superamento dei 2,43-2,44 euro dovrebbe aprire le porte a una prosecuzione degli acquisti, che avrebbero un primo obiettivo le resistenze poste sulla soglia dei 2,50 euro.

Nel caso in cui i corsi dovessero superare con volumi in crescita questi livelli, aumenterebbero le chance di andare a mettere sotto pressione i massimi del 2023 situati in area 2,60 euro. L’eventuale break di quest’ultime aree rimetterebbe in moto il trend ascendente partito dai minimi di ottobre 2022, quando l’azione valeva 1,65 euro, con possibili ulteriori allunghi verso i 2,75 euro e successivamente i massimi degli ultimi anni in area 2,9 euro.

Al contrario, solo con una discesa delle quotazioni sotto i 2,31 euro, che rappresentano i minimi dell’ultimo mese, si avrebbe una ripresa delle vendite che avrebbero un primo target sui 2,25 euro e a seguire i minimi dello scorso mese di marzo in area 2,10 euro. Nel caso in cui ci fosse una violazione di questi sostegni, si avrebbe un pericoloso indebolimento della struttura grafica che aprirebbe le porte a un ulteriore fase correttiva fin verso i minimi di dicembre 2022 situati sulla soglia psicologica dei 2 euro.

 

AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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