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Invesco cerca la diversificazione con l’ETF sulle azioni globali

Un mini mappamondo in vetro tenuto in palmo di mano

La diversificazione è una delle basi dell’investimento per abbassare il rischio ed evitare di mettere, come recita il classico esempio “tutte le uova nello stesso paniere”. Per costruire un portafoglio equilibrato è necessario scegliere asset class differenti e spingersi a diversificare anche all’interno della singola asset class. Per le azioni, per esempio, si potranno inserire società con diversa capitalizzazione e appartenenti ad aree geografiche e settori differenti. Con il nuovo ETF FTSE All-World UCITS, Invesco torna alle basi dell’investimento proponendo un prodotto che fa della diversificazione uno dei suoi punti di forza. Il prezzo, con un Total Expense Ratio dello 0,15% per la versione in dollari e dello 0,20% per quella euro hedged in euro, rappresenta il secondo punto di forza. L’ETF, negoziato su Borsa Italiana con il codice ISIN IE000716YHJ7, è ad accumulazione dei profitti.

 

La composizione del portafoglio dell’ETF di Invesco

L’ETF FTSE All-World UCITS replica linearmente le performance dell’indice FTSE All-World, composto da oltre 4.000 società di grandi e medie dimensioni di 49 paesi, sia mercati sviluppati che mercati emergenti. Una copertura completa che permette la massima diversificazione visto che, all’interno del paniere, nessuna azione supera un peso del 5%.

Nonostante ciò bisogna ricordare le capitalizzazioni record raggiunte dalle Big Tech statunitensi nel corso degli ultimi anni e il rally messo a segno dai titoli legati all’Intelligenza artificiale nella prima parte dell’anno. Ciò influisce anche sulla diversificazione degli indici globali come il FTSE All-World e quindi anche sull’ETF proposto da Invesco.

All’interno del portafoglio, infatti, i pesi più sostenuti sono quelli di Apple (4,53%), Microsoft (3,97%), Amazon (1,84%), Nvidia (1,59%), Tesla (1,21%), Alphabet classe A (1,12%), Meta Platforms (0,99%). Nel complesso, pertanto, il 15% del portafoglio al 4 luglio 2023 è investito in Big Tech USA.

Questo leggero sbilanciamento viene in parte riassorbito se si guarda alla composizione dell’ETF per settori. L’information technology rimane il settore più presente con il 22% del totale controbilanciato dai finanziari al 15,5% (la correlazione tra i due settori è bassa), dall’health care settore difensivo con l’11,7%. Seguono i settori dei consumi discrezionali e degli industriali rispettivamente con l’11,6% e il 10,8%.

A livello geografico torna a farsi sentire il peso delle Big Tech statunitensi. Le azioni USA rappresentano infatti il 60% del totale degli investimenti. Wall Street rimane, d’altro canto, la più grande Borsa globale. Il 6,8% degli asset sono allocati al Giappone, il 3,8% alla Cina, il 3,6% al Regno Unito, il 3% alla Francia.

AUTORE

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Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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