Il concetto di longevity — ovvero l’allungamento della vita media — è una delle trasformazioni più significative del nostro tempo. In Italia, secondo le stime Istat, l’aspettativa di vita supera oggi gli 83 anni, e si prevede che questa tendenza continuerà nei prossimi decenni. Se da un lato si tratta di una conquista straordinaria, dall’altro apre scenari complessi, soprattutto sul piano economico e sociale. La percezione della longevity in Italia è ambivalente. Da un lato, esiste entusiasmo per le possibilità di una “seconda vita” attiva anche dopo i 65 anni; dall’altro, permane una certa impreparazione nel tradurre questa visione in piani concreti di sostenibilità finanziaria. Lo studio Invesco InnovAge ha messo in evidenza come solo una parte limitata degli italiani sia realmente attrezzata per affrontare economicamente un futuro più lungo. Questo gap è spesso legato a una scarsa educazione finanziaria, a una cultura del risparmio ancora legata al breve termine e alla mancanza di strumenti di pianificazione accessibili.
Lo studio InnovAge di Invesco
La longevità crescente e l’innovazione tecnologica stanno modificando in profondità il modo in cui le persone risparmiano, consumano e investono. A delineare questo scenario è lo studio “InnovAge, tra longevità e innovazione: quale direzione?” promosso da Invesco, in collaborazione con Eumetra. L’indagine mette in luce come il tradizionale approccio alla pianificazione finanziaria sia oggi inadeguato a fronteggiare un futuro che si allunga e si complica, dove la qualità della vita conta almeno quanto la sua durata.
Attraverso una metodologia articolata su più livelli — interviste a esperti, forum digitali e un sondaggio condotto su un campione rappresentativo di 1.000 italiani — Invesco ha tracciato un quadro chiaro: il benessere nel lungo termine richiede pianificazione, personalizzazione e un più stretto dialogo tra consulenti finanziari e clienti. Eppure, solo il 46% degli intervistati dichiara di avere già una strategia di investimento. Una contraddizione significativa se si considera che oltre il 60% degli italiani ritiene prioritario vivere più a lungo ma soprattutto bene.
Longevity, un tema collettivo e non individuale
L’indagine mostra come l’educazione finanziaria sia ancora un nodo cruciale. Il gap tra consapevolezza teorica e azione concreta è ampio. La tecnologia, da questo punto di vista, può rappresentare un alleato strategico. Strumenti digitali e intelligenza artificiale non solo migliorano la qualità dei servizi — si pensi all’applicazione della telemedicina nel monitoraggio della salute — ma possono rafforzare la relazione tra

investitori e consulenti, aumentando l’engagement anche tra le generazioni più giovani.
“InnovAge mostra come la longevità debba essere affrontata con un approccio multidisciplinare, che integri innovazione, risparmio e strategie di investimento su misura”, ha sottolineato Rita Schirinzi, responsabile Marketing Italy di Invesco. “Affinché il prolungamento della vita sia accompagnato da benessere economico, è essenziale sviluppare una maggiore consapevolezza finanziaria e potenziare il ruolo di tutti gli attori dell’industria del risparmio gestito a tutela del benessere finanziario delle persone”.
La ricerca offre anche una riflessione sul ruolo delle famiglie e dello Stato. Il 56% degli italiani considera gli anziani un sostegno economico per i più giovani, mentre il 73% ritiene che le istituzioni pubbliche dovrebbero assumere una maggiore responsabilità nella gestione dell’invecchiamento della popolazione. È un segnale chiaro: il tema della longevity non è solo individuale, ma collettivo. E chi opera nel risparmio gestito non può più permettersi di ignorarlo.
Secondo Matteo Lucchi, amministratore delegato di Eumetra, “diventa fondamentale prepararsi per mantenere nel tempo uno stile di vita stabile o migliorato, tenendo conto dell’evoluzione delle proprie esigenze personali e familiari. Per raggiungere questo obiettivo, è essenziale comprendere a fondo tali bisogni e individuare gli strumenti più adatti per soddisfarli, attraverso formazione, personalizzazione e pianificazione”.
L’iniziativa Invesco InnovAge si propone quindi non solo come uno strumento di analisi, ma come un catalizzatore di cambiamento per il settore. L’obiettivo è chiaro: promuovere un approccio al risparmio e all’investimento che non sia statico, ma dinamico, capace di adattarsi al ciclo di vita delle persone e alle trasformazioni del contesto economico e sociale.









