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Investire con gli algoritmi, l’esperienza di Man Group

Nell'immagine Matteo Cianfoni, responsabile per l'Italia di Man Group

Nell’era degli algoritmi le strategie di investimento sistematico stanno guadagnando sempre più attenzione e interesse da parte degli investitori, in quanto offrono vantaggi di diversificazione, liquidità e utilizzo efficiente del cash. Tuttavia, in un mercato in continua evoluzione e dove la velocità di decadimento di un algoritmo è aumentata in quanto diventa più rapido il processo di riproduzione, l’aggiornamento continuo e l’identificazione di segnali utili a costruirne di nuovi Nell'immagine Matteo Cianfoni, responsabile per l'Italia di Man Grouprichiede un volume ingente di investimenti. Come quello messo in campo Man Group negli ultimi cinque anni: 600 milioni di dollari investiti solo in tecnologia.

“Trentacinque anni di esperienza nel quant investing e oltre 600 milioni di dollari investiti solo in tecnologia negli ultimi cinque anni pongono Man Group all’avanguardia su diversi fronti: la ricerca di nuove fonti di alpha, l’esecuzione di trade nella maniera più efficiente e meno costosa, lo sviluppo di strumenti di generative AI al servizio dei ricercatori” ha spiegato Matteo Cianfoni (nella foto), responsabile per l’Italia, in un incontro con la stampa finanziaria.

 

Cosa sono gli investimenti sistematici e che vantaggi offrono

L’investimento quantitativo è una strategia che utilizza algoritmi codificati lungo tutto il processo di investimento: dall’inserimento dei dati all’identificazione dei segnali, alla decisione su quali operazioni saranno redditizie e di come dimensionarle, fino all’esecuzione di tali operazioni. I vantaggi che offre sono:

 

  1. Diversificazione di portafoglio, in quanto le strategie quant tendono a prendere piccole posizioni in un ampio bacino di mercati;
  2. Diversificazione rispetto ai portafogli tradizionali visto che l’andamento dei rendimenti non dipende necessariamente dall’andamento dei mercati tradizionali;
  3. Neutralizzazione delle emozioni e dei pregiudizi del gestore umano nel processo decisionale di investimento;
  4. Utilizzo efficiente della liquidità mediante contratti future e forward che richiedono l’impiego solo di piccole parti della posizione;
  5. Liquidità del portafoglio in quanto le strategie quantitative permettono aggiustamenti dinamici e tengono conto della liquidità del sottostante su cui investono.

 

“Siamo convinti che esistano ancora delle imperfezioni nei mercati che noi cerchiamo di individuare e sfruttare con le nostre tecnologie, in maniera da ottenere vantaggi anche minimi ma che su grandi numeri possono fare la differenza nel rendimento di un portafoglio” ha commentato Cianfoni, riassumendo la filosofia delle strategie quantitative.

L’impegno richiesto in termini di organizzazione è riassunto dai numeri di Man Group, illustrati da Giuliana Bordigoni, director of specialist strategies: “In Man Group lavorano circa 1.700 persone in tutto il mondo e 600 sono focalizzate sulla tecnologia. Ricerca del segnale, execution, trading e analisi sono le parti dove la tecnologia ci permette di performare”.

 

Il ruolo dell’Intelligenza artificiale generativa

L’intelligenza artificiale ha assunto un ruolo importante nel settore dell’asset management. Man Group è all’avanguardia nell’utilizzo del machine learning e dell’IA e utilizza una versione interna di ChatGPT, denominata ManGPT che lavora a senso unico. Viene usata per migliorare la produttività dei ricercatori, che possono sfruttarla per fare indagini o perfezionare i codici degli algoritmi. I risultati, per questioni di privacy non vengono restituiti all’universo globale di informazione da cui sono stati tratti.

Al momento, tuttavia, è difficile andare più in là di un uso complementare. La parte umana rimane fondamentale come ha specificato Giuliana Bordigoni: “L’IA può essere brava a trovare segnali che hanno funzionato nel passato, in quanto costruiti sui dati del passato disponibili ma trovare un nuovo segnale che possa funzionare in futuro a partire dagli stessi dati è un esercizio di creatività riservato ancora solo agli esseri umani”.

 

Man Group, l’espansione in Italia passa dall’accordo con Fideuram

Man Group affianca le istituzioni finanziarie italiane da oltre venti anni con strategie alternative liquide, sistematiche, quantitative e long-only attive. Dopo aver aperto un ufficio nel 2011, esperienza durata un solo anno, è tornata ad avere una sede stabile in Italia nel 2019, poco prima dell’inizio della pandemia. Gli anni seguenti hanno portato a un ampliamento dell’ambito di operatività del gruppo.

Man Group, nato come gestore di hedge fund – ma le sue origini risalgono al 1783 con la produzione di barili e l’intermediazione di zucchero – dagli anni ’80 del secolo scorso ha iniziato a utilizzare le prime strategie sistematiche e a investire in tecnologia, acquistando altre società di successo nel settore degli investimenti alternativi. “Siamo un unicum nel mondo del risparmio gestito – ha spiegato Cianfoni – perché, rispetto agli altri gestori alternativi, in particolare americani, che hanno 1 o 2 veicoli di investimento non adatti a tutti i mercati, noi abbiamo cercato di adattare e sviluppare prodotti in linea con il contesto normativo di tutti i mercati in cui operiamo”.

Questa capacità di adattamento porta ora Man Group a fare un passo avanti nella sua espansione sul mercato italiano. Da una logica di servizio dedicata al private, infatti, Man Group si sposta su un campo più ampio grazie anche all’accordo siglato un anno fa con Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking. “A seguito dell’accordo – spiega Cianfoni – abbiamo acquisito una partecipazione di maggioranza in Asteria, società di gestione patrimoniale orientata ai criteri ESG con sede a Ginevra. La nostra idea è di utilizzare questa società per sviluppare fondi con Intesa Sanpaolo. Anche al di fuori di questa joint-venture – conclude – vogliamo avere un dialogo costante con il management del gruppo Fideuram e lanciare prodotti dedicati in base alle opportunità che pensiamo di essere in grado di cogliere sui mercati. Opportunità che poi toccherà a loro giudicare sul piano dell’interesse per il mercato degli investitori italiani”.

AUTORE

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Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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