Investire nelle smart city? Ecco come fare con gli ETF - Borsa e Finanza

Investire nelle smart city? Ecco come fare con gli ETF

Investire nelle smart city? Ecco come fare con gli ETF

Investire nelle smart city? Ecco alcune alternative a disposizione degli investitori tra gli strumenti quotati a Piazza Affari. Con questi ETF i risparmiatori possono prendere posizione su un tema che anche grazie al programma NEXT Generation EU ci accompagnerà per la prossima generazione

 

Cosa bisogna sapere quando si decide di investire in smart city? Quando si parla di città intelligenti è difficile inquadrare il tutto in una sola definizione. In rete se ne trovano diverse e per questo bisogna provare a fare una sintesi per comprendere meglio cosa si acquista quando troviamo fondi o ETF tematici che sposano appunto il tema delle smart cities.

Ogni città dovrebbe essere costruita con intelligenza e buon senso, la parola smart alla fine sintetizza questo. Negli ultimi anni un’urbanizzazione crescente combinata ad un aumento delle problematiche relative all’inquinamento e ai problemi di disparità sociale, hanno generato squilibri a livello globale che non tutte le città hanno saputo gestire al meglio.

Le nuove tecnologie sono utili proprio per rendere una città smart, ovvero un luogo dove sostenibilità, qualità della vita e benessere di imprese e cittadini devono essere gestite in una governance privata e pubblica in grado di rendere più vivibili e moderni i centri urbani. Una smart city per essere tale sarà destinataria quindi di progetti di governance, mobilità di trasporto, miglioramento dell’economia locale, difesa dell’ambiente, stile di vita e valorizzazione del capitale umano. La posta in gioco anche in termini di investimenti è altissima. I prossimi anni saranno caratterizzati in Europa come altrove da una imponente massa di denaro che verrà gestita dagli stati per un futuro più green e digitale. Le città saranno destinatarie naturali di questa evoluzione epocale. Naturalmente le società operative nei vari settori coinvolti nel mondo smart cities potranno godere di benefici enormi in termini di crescita del fatturato e di redditività.

 

Gli ETF tematici a disposizione degli investitori

Ma torniamo alla domanda inziale: come si può investire nelle smart city? Andiamo a vedere le caratteristiche degli ETF a disposizione degli investitori italiani che sono quotati a Piazza Affari. Per comprendere quale mondo i vari ETF vanno a esplorare ho estrapolato una parte del KIID dello strumento più capitalizzato attualmente presente sul mercato italiano, l’ETF iShares Smart City Infrastructure (ISIN IE00BKTLJC87).

Le società incluse nell’indice replicato dall’ETF per essere prese in considerazione dal gestore devono generare almeno il 50% delle loro entrate annuali da uno o più settori predefiniti collegati al tema delle città intelligenti e delle infrastrutture. Tali settori comprendono le attrezzature per ripetitori di telefonia mobile, il riciclaggio dei metalli, il trasporto multimodale dei passeggeri e la produzione di agenti per il trattamento delle acque.

Con un costo dello 0,4% annuo e la replica fisica, l’ETF di iShares investe a livello globale su circa 180 titoli. Il portafoglio è costituito dal 50% di azioni americane, dal 10% di azioni giapponesi, con società svedesi, inglese e canadesi rappresentate ciascuna per circa un 5%. A livello settoriale un terzo del fondo è costituito da società industriali. Seguono con il 28% società tecnologiche e immobiliari per il 24%. I nomi delle prime 10 società in portafoglio sono relativi a società non propriamente ai primi posti per capitalizzazione di mercato. Monolithic Power, Palo Alto e Fortinet ad esempio rappresentano le prime tre società in portafoglio.

L’ETF di iShares non è il solo ad essere quotato in Italia. Anche Lyxor e Amundi (ISIN LU2037748345) sono entrati nel mondo smart cities, con il fondo di Lyxor (ISIN LU2023679256) etichettato anche come ETF ESG. Il problema sono le masse amministrate dei due ETF ancora contenute (circa 60 milioni di euro). Nell’ultimo anno il settore ha raggiunto esattamente la stessa performance dell’azionario globale (+30% al 16 dicembre 2021), un dato che si ripete anche a distanza di 3 anni confermando l’elevata correlazione con l’azionario generalista.

Questo ultimo elemento potrebbe essere non propriamente un punto a favore per il tema smart cities se lo guardiamo dal lato del risultato finale. All’opposto può però anche essere visto come un elemento che finora ha dimostrato la sua capacità di seguire la tendenza dominante. Altamente diversificato con tante medie capitalizzazioni in portafoglio, questo ETF può comunque essere una buona alternativa ai classici REIT per rendere ancora più completo l’investimento nel mondo collegato allo sviluppo dei centri urbani.

 

Post correlati

Le regole per la flat tax nel regime forfettario (anche al 5%)

IPO: FCA propone nuove regole per attrarre fintech e startup

Nvidia: delude l’outlook dei prossimi mesi. Nuovi target al ribasso?

Apple: la produzione di iPhone verrà ridotta quest’anno

Terra: avviato un nuovo piano per rilanciare la cripto Luna

Lascia un commento