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IPO: ecco perché hanno perso rilevanza nell’economia reale

IPO: ecco perché hanno perso rilevanza nell'economia reale

Dopo il grande successo di Arm Holdings all’esordio a Wall Street, con un guadagno del 25% nel suo primo giorno di quotazione, il dibattito sulla rinascita del mercato delle IPO dopo quasi due anni di torpore si fa più intenso. La sensazione è che il progettista di chip britannico possa fare da apripista per il debutto di altre realtà che stanno elaborando piani per diventare pubbliche. Secondo i dati raccolti da Bloomberg, a livello globale 82 aziende private potrebbero scendere in campo entro la fine dell’anno, mentre già la prossima settimana è atteso l’arrivo a Wall Street della società di consegna cibo Instacart e dell’azienda di email marketing Klaviyo.

A esprimersi sul tema è stato Steffen Meister, presidente esecutivo della società di private equity svizzera Partners Group, secondo cui “il mercato delle IPO ha perso molta rilevanza per l’economia reale, in particolare per i mercati privati”. Pur riconoscendo una certa ripresa, Meister ha sottolineato come negli ultimi anni l’80% delle IPO non siano state redditizie. “Negli ultimi anni i mercati pubblici si sono ridotti e l’attenzione nelle recenti quotazioni è stata rivolta a società con redditività non dimostrata” ha detto. Quindi l’attenzione è più rivolta verso i mercati privati, con “il settore del private equity che ha sovraperformato gli equivalenti del mercato pubblico negli ultimi dieci anni”.

 

IPO? Ecco quali sono le vere opportunità di investimento

Meister ritiene che sul mercato ci siano grandi opportunità di investimento, soprattutto nel settore sanitario. “Ci sarà una ridistribuzione dei bacini di profitto lontano dalle molecole, dai prodotti chimici, dalle terapie avanzate e dai biologici. Siamo all’inizio di una vera e propria trasformazione innescata dall’intelligenza artificiale, dalla potenza di calcolo, dal servizio dati e tutto il resto”. Per questo, il presidente di Partners Group sostiene che le nuove imprese che si avvicinano alla quotazione rappresentino delle “opportunità enormi”. Meister ha detto anche che la sua società ha già aperto il mercato del private equity agli investitori retail nel segno di una democratizzazione. “Penso che sia un vero cambiamento per l’industria nei prossimi dieci anni” ha aggiunto.

 

Troppa attenzione ai tassi d’interesse

“Le persone sono troppo concentrate sul rialzo dei tassi d’interesse” della Federal Reserve, ha osservato Meister. La riunione del 19-20 settembre da parte della Banca centrale americana è divenuta cruciale per il mercato. Da lì si capirà se l’istituto monetario intenda proseguire sulla strada del rigore monetario dopo i dati non troppo confortanti sull’inflazione oppure se eviterà di impattare in maniera troppo irruenta sull’economia e sui mercati. Secondo Meister c’è una probabilità del 97% che la Fed lasci i tassi invariati. Nonostante ciò l’esperto attribuisce a questa variabile un effetto limitato nei prossimi anni: “Penso che i fondi arriveranno direttamente dai mercati privati piuttosto che dalle banche e rappresenteranno un’industria da un paio di migliaia di dollari” ha concluso.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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