IPO Porsche: cosa fare in Borsa con azioni Volkswagen?
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IPO Porsche: cosa fare in Borsa con azioni Volkswagen?

IPO Porsche: cosa fare in Borsa con azioni Volkswagen?

È un giorno da ricordare quello odierno per Porsche che, in un momento di grande incertezza e volatilità presente sui mercati finanziari, ha debuttato alla Borsa di Francoforte con una valutazione di 75 miliardi di euro rendendola l’Ipo di maggior successo nel corso degli ultimi anni nel Vecchio Continente e la seconda in Germania dopo Deutsche Telekom. Ricordiamo che Porsche è il fiore all’occhiello della sua controllante Volkswagen e a conferma di ciò è la capitalizzazione di quest’ultima che ad oggi è sugli 85 miliardi di euro.

Molti gli investitori istituzionali che durante il collocamento si sono interessate alla società. Tra questi spiccano i fondi sovrani del Qatar, della Norvegia e degli Emirati Arabi Uniti, che hanno prenotato azioni per quasi 3,85 miliardi, che rappresentano la metà dell’incasso totale di circa 9,4 miliardi di euro.

Il successo proveniente dall’Ipo di Porsche (qui i dettagli) ha spinto inoltre Volkswagen a convocare entro fine anno un’assemblea generale straordinaria, nella quale verrà proposto ai suoi azionisti di distribuire all’inizio del 2023 un dividendo speciale pari al 49% del ricavato totale lordo dal collocamento delle azioni privilegiate e dalla vendita delle azioni ordinarie alla holding Porsche.

Dopo un’apertura in territorio positivo ora le azioni Porsche scambiano in ribasso di quasi il 12% nei pressi dei 61,5 euro, in scia alle vendite che stanno caratterizzando il listino tedesco. Andiamo a vedere però come Porsche potrebbe impattare nel breve e medio periodo sulle azioni Volkswagen.

 

Azioni Volkswagen: analisi tecnica e strategie operative

Come la gran parte dei titoli quotati alla Borsa di Francoforte, quella odierna è una giornata all’insegna delle vendite per il titolo Volkswagen con i prezzi che scambiano nei pressi dei 130 euro. Nel breve termine fondamentale sarà la tenuta di queste aree supportive, che rappresentano i minimi segnati nella seconda parte del mese di luglio 2022, per evitare una prosecuzione del movimento ribassista verso i 125 euro e successivamente i minimi del 2022 situati nei pressi dei 120 euro. Al contrario per avere un cambio di rotta l’azione dovrebbe riportarsi oltre i massimi settimanali situati sui 141 euro, oltre i quali si dovrebbero avere allunghi in direzione delle prossime resistenze e top degli ultimi due mesi situati in area 153 euro. L’eventuale break di queste aree aprirebbe le porte ad ulteriori allunghi fin verso i massimi di marzo 2022 situati sui 162-162,50 euro. Sarà solo con l’eventuale break-out di quest’ultimi livelli, che l’azione metterebbe in un angolo quel trend ribassista partito nel giugno del 2021 quando le quotazioni valevano 245 euro.

 

AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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