IPO Vår Energi: vendita di Var Energi nuovo driver positivo
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IPO Vår Energi: vendita di Var Energi nuovo driver positivo

IPO Vår Energi: vendita di Var Energi nuovo driver positivo

Ultimi passaggi per l’IPO di Vår Energi. L’appuntamento con la campanella della Borsa di Oslo è fissato per mercoledì 16 febbraio e rappresenta un driver per le quotazioni di Borsa della controllante, ENI. In una giornata difficile e nervosa, in scia alle tensioni geopolitiche tra Russia ed Ucraina, il titolo ENI cerca di resistere alle vendite che stanno “colpendo” Piazza Affari, grazie non solo ai prezzi alti del Petrolio ma anche per il collocamento alla borsa di Oslo del 20% della controllata norvegese Vår Energi. Nello specifico il prezzo di Ipo a 28 corone per azione (che corrispondono a 2,77 euro), rappresentando la parte bassa della forchetta che andava fino a 31,5 corone, porterà nelle casse del cane a sei zampe quasi 1,8 miliardi di euro. Vår Energi che è un attore di primo piano che opera al largo della costa norvegese ha una produzione giornaliera netta di 247 mila barili di petrolio equivalente alla data dello scorso settembre.

Vår Energi gestisce quattro campi nelle acque norvegesi, incluso Goliat, l’unico campo petrolifero in produzione del Paese nel Mare di Barents. A sostenere l’IPO di Vår Energi è la rotazione in atto dei portafogli dalle azioni growth, quelle ad alta crescita come il settore tech, a favore del comparto value, dove troviamo i gruppi energetici; questi ultimi sono anche sostenuti dai prezzi dell’oro nero che si sono spinti sui massimi degli ultimi sette anni in scia alle tensioni sempre più crescenti tra Russia ed Ucraina.

 

Azioni Eni: analisi tecnica e strategie di investimento

E’ un trend chiaramente rialzista quello presente sul titolo Eni che ha visto le quotazioni passare nel corso degli ultimi 13 mesi dagli 8 euro fin verso i top di periodo toccati a fine gennaio 2022 nei pressi dei 13,80 euro. Nel corso di questo rally tutte le fasi correttive di breve si sono dimostrate occasioni di acquisti in particolar modo nella seconda parte dell’anno passato. Nel breve le attese sono di una prosecuzione di questo movimento che dovrebbe riportare il titolo a contatto con i suoi massimi oltre i quali si avrebbe un nuovo segnale di forza che aprirebbe la strada per ulteriori allunghi in direzione dei massimi del 2020 posti in area 14,40 euro. Al contrario segnali di debolezza si avrebbero con discese sotto i minimi della scorsa ottava situati sulla soglia dei 13 euro con primi target ribassisti nei pressi dei 12,75-12,65 euro; solo con l’eventuale perdita di quest’ultimi livelli che la struttura grafica del titolo Eni andrebbe a deteriorarsi proseguendo in quel caso la fase correttiva in direzione dei 12 euro.

 

AUTORE

Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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