Iran: Trump rilancia sui dazi per chi commercia con la Repubblica islamica, cosa rischia l’Italia

Articolo sponsorizzato

Condividi su

Ascolta questo articolo

L’intromissione di Donald Trump nelle proteste in corso in Iran non si è fatta attendere. Nel pieno delle manifestazioni che stanno attraversando il Paese e mentre Teheran affronta una delle fasi interne più delicate degli ultimi anni, il presidente statunitense è intervenuto rilanciando sul fronte economico. Con un annuncio pubblicato su Truth Social, Trump ha dichiarato l’intenzione di imporre una tariffa del 25% su tutte le transazioni commerciali con gli Stati Uniti per i Paesi che intrattengono rapporti economici con la Repubblica islamica dell’Iran.

Pur rivolta in modo implicito soprattutto alla Cina, principale acquirente di petrolio iraniano, l’iniziativa rischia di avere effetti indiretti anche sui partner commerciali europei, Italia compresa.

 

In questo articolo:

 

  • Italia-Iran: relazioni storiche sotto pressione
  • Il peso degli scambi con Teheran sul commercio estero italiano
  • Iran, il punto di vista delle imprese italiane

 

Italia-Iran: relazioni storiche sotto pressione

I rapporti economici tra Italia e Iran hanno storicamente mostrato un livello di interesse elevato, con una forte complementarità industriale. Dopo l’entrata in vigore del JCPoA nel 2016, l’accordo sul nucleare iraniano che aveva portato a una temporanea rimozione delle sanzioni internazionali, l’interscambio aveva raggiunto nel 2017 un valore complessivo di 5,1 miliardi di euro, facendo dell’Italia il primo partner commerciale dell’Iran nell’Unione europea. Il ripristino delle sanzioni statunitensi e il loro effetto secondario hanno progressivamente ridotto i volumi. Nel 2024, l’export italiano verso l’Iran si è attestato a 528,16 milioni di euro, mentre le importazioni dall’Iran sono state pari a 185,17 milioni. Il saldo resta quindi positivo per l’Italia, ma su livelli nettamente inferiori rispetto al periodo pre-sanzioni. In termini di posizionamento, l’Italia è scesa dall’ottavo posto tra i partner commerciali dell’Iran nel 2017 al dodicesimo nel 2024, confermando una contrazione strutturale dei rapporti economici bilaterali.

 

Il peso degli scambi con Teheran sul commercio estero italiano

Alla luce dei dati più recenti, l’interscambio con l’Iran rappresenta oggi una quota marginale del commercio estero italiano complessivo. L’export verso Teheran incide per meno dello 0,1% sul totale delle esportazioni italiane, mentre l’import ha un peso ancora più ridotto. Questo dato ridimensiona l’impatto diretto che eventuali sanzioni secondarie statunitensi potrebbero avere sull’economia italiana nel suo complesso, pur lasciando aperte criticità settoriali e operative per le imprese maggiormente esposte. “Nell’ultimo periodo l’Iran è molto interessato ai macchinari italiani, alla parte meccanica, sono queste le caratteristiche principali delle nostre esportazioni”, ha sottolineato Giuseppe Zampini, presidente della Camera di Commercio e Industria Italia – Iran & Paesi E.c.o. (Ccii), interpellato dall’Adnkronos, anche se la composizione dell’export italiano verso l’Iran resta concentrata su comparti non direttamente sanzionati come farmaceutica, strumenti e forniture mediche, prodotti chimici e, in misura minore, agroalimentare. Settori come oil & gas restano invece esclusi per effetto delle restrizioni internazionali. Tuttavia, anche nei comparti formalmente consentiti, le difficoltà operative sono aumentate. Le restrizioni sul sistema bancario, le limitazioni sui visti e l’instabilità interna del Paese hanno rallentato le relazioni commerciali, incidendo sulla mobilità degli operatori e sulla continuità dei rapporti d’affari.

 

Iran, il punto di vista delle imprese italiane

Dal mondo imprenditoriale emerge un atteggiamento di forte cautela. Le aziende italiane hanno ridotto l’operatività sul mercato iraniano, senza tuttavia interrompere del tutto la presenza e l’attenzione sul Paese. Come segnala la Camera di commercio e industria Italia–Iran e Paesi E.C.O., la fase attuale è caratterizzata da una sostanziale attesa, accompagnata da un monitoraggio costante dell’evoluzione economica e politica. Molte imprese hanno sospeso temporaneamente parte delle attività, privilegiando una gestione prudente del rischio, la sicurezza del personale e la salvaguardia del capitale.

Allo stesso tempo, la presenza maturata negli anni consente di mantenere relazioni e flussi informativi sul mercato iraniano, preservando le posizioni acquisite in vista di una possibile riattivazione dei rapporti commerciali qualora il contesto dovesse stabilizzarsi.

È taggato in:

Immagine di Hillary Di Lernia

Hillary Di Lernia

Classe 1994 e laureata in scienze della comunicazione, si è specializzata in sociologia conseguendo successivamente un master in criminologia. Giornalista pubblicista, ha collaborato con diverse testate finanziarie tra cui Bluerating e Milano Finanza, occupandosi di risparmio gestito e approfondimenti sui mercati finanziari. Oggi svolge anche la professione di criminologa e giornalista d’inchiesta, con particolare attenzione alle dinamiche sociali, economiche e criminali.

Ricevi gratis la copia di Borsa&Finanza

Ottieni la copia digitale del nostro magazine e resta aggiornato su mercati, economia e scenari finanziari