Iren cresce nell'energia green, cosa fare in Borsa con le azioni?

Iren cresce nell’energia green, cosa fare in Borsa con le azioni?

Iren cresce nell'energia green, cosa fare in Borsa con le azioni?

Iren cresce nella produzione energetica green. Attraverso la controllata Iren Green Generation, la multiutility ha sottoscritto gli accordi vincolanti per l’acquisizione di autorizzazioni e dei diritti sui terreni per lo sviluppo di due impianti fotovoltaici di potenza complessiva pari a 29,9 MWp siti nel sud Italia per una produzione di circa 50 GWh all’anno.

Acquisizione da 6,1 milioni di euro. Il prezzo di acquisizione delle autorizzazioni è pari a 6,1 milioni di euro e gli impianti, una volta in esercizio, genereranno un ebitda complessivo medio di circa 2,2 milioni l’anno. La costituzione di Iren Green Generation, la nuova area di business del gruppo dedicata allo sviluppo degli asset rinnovabili, conferma la direzione intrapresa dal piano industriale al 2030 con l’obiettivo di raggiungere una nuova capacità rinnovabile installata di 2,2 GW nell’arco del piano.

Aumentare la produzione di energia rinnovabile è un obiettivo strategico. “Aumentare la produzione di energia rinnovabile grazie all’installazione di nuovi impianti è un obiettivo strategico per Iren”, ha commentato Luca Dal Fabbro, presidente di Iren, “e assume un valore rilevante anche per l’intero Paese, nell’ottica di riduzione della dipendenza da fonti fossili sempre più costose e scarse e come azione concreta per ridurre le emissioni inquinanti”.

L’acquisizione, ha aggiunto Gianni Vittorio Armani, amministratore delegato e direttore generale di Iren, “è un ulteriore passo avanti nel rafforzare il posizionamento del gruppo nel settore strategico delle rinnovabili e che ci rende sempre più confidenti di accelerare il raggiungimento dei target previsti nel piano industriale”.

 

Iren: quotazioni continuano a scendere puntando verso il minimo del marzo 2020

Quotato a Piazza Affari, il titolo Iren è decisamente impostato al ribasso nel breve termine, anche grazie alla performance negativa registrata nella seduta di ieri (-0,91%). Dopo un’apertura in linea con la chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente ribassista che le ha portate a realizzare un minimo sul livello 1,733, per poi rimbalzare leggermente solo sul finale andando a chiudere a quota 1,751.

L’unica peculiarità di questa azione è che va talmente male che è difficile pensare che possa fare ancora peggio. Infatti, è uno dei pochi titoli (se non l’unico) della Borsa Italiana che si trova in prossimità dei minimi toccati nel disastroso marzo del 2020, in piena crisi pandemica e dopo l’altrettanto scellerata conferenza stampa della Lagarde, presidente della Bce. Ma proprio per questo motivo potrebbe riservare delle sorprese. Il citato minimo si trova sul livello 1,702 ed è oramai prossimo ad essere raggiunto. La sua importanza deriva dal fatto che potrebbe essere un valido supporto sul quale i corsi potrebbero rimbalzare, almeno in un’ottica di medio-lungo respiro. Difficile immaginare una “buona occasione di acquisto” migliore di questa. Sempre che ci si creda, si effettuino compravendite con size ridotte e, soprattutto, si possegga molta pazienza.

L’impostazione grafica, infatti, vede i prezzi stazionare al di sopra dell’indicatore Parabolic Sar mentre sia l’indicatore Supertrend che la media mobile a 25 sono ribassisti da due mesi. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’indicatore RSI daily sia posizionato nell’area di “ipervenduto” vicino al livello 29. Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 1,781 con target nell’intorno dei 1,872 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 1,733 con obiettivo molto vicino al livello 1,689.

 


L’andamento mensile del titolo IREN

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