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Italgas: i dati del primo trimestre riporteranno gli acquisti sul titolo?

Italgas: i dati del primo trimestre riporteranno gli acquisti sul titolo?

Con Piazza Affari che ha superato il giro di boa in territorio negativo contiene le perdite Italgas, che beneficia dei dati comunicati dalla società in queste ore. Nello specifico, l’utlity italiana ha chiuso il periodo gennaio-marzo 2023 con ricavi in crescita del 35,6% a 479,9 milioni di euro, con un utile netto che passa dagli 89 milioni di euro dello stesso periodo del 2022 agli attuali 103,6 milioni di euro. Per quanto riguarda il margine operativo lordo, Italgas ha registrato una crescita del 18,9% a 297, 2 milioni di euro, mentre il risultato operativo è aumentato del 21,6% a 172,5 milioni di euro.

Nel periodo in corso sono stati realizzati investimenti per un totale di 175 milioni di euro, dedicati principalmente all’estensione, alla trasformazione digitale e al repurposing delle reti, con quest’ultime che dovrebbero essere pronte ad accogliere i gas rinnovabili essenziali per una transizione ecologica. In aumento di quasi 89 milioni di euro risulta il debito che si attesta a 6,017 miliardi di euro. I dati comunicati in queste ore sono in linea con il Piano strategico 2022-2028, che portano la società a confermare una crescita solida anche per la rimanente parte dell’anno in corso. In questo contesto si inquadra anche l’accordo siglato lo scorso mese di marzo con il Gruppo Veolia, per la
potenziale acquisizione delle partecipazioni detenute dalla multinazionale francese in alcune società attive nel servizio idrico nelle regioni Lazio, Campania e Sicilia. L’obiettivo di Italgas è quello di potenziare la sua presenza nel settore idrico.

 

Azioni Italgas: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere la risposta dell’azione dopo queste notizie. È una seduta in leggero territorio negativo quella odierna per il titolo Italgas, le cui quotazioni si avvicinano ai primi sostegni situati in area 5,75 euro dove transita l’indicatore daily del Supertrend. Se il trend partito dai minimi dello scorso ottobre in area 4,55-4,60 euro è ancora confermato al rialzo, nel breve l’eventuale discesa sotto i 5,75 euro farebbe proseguire quella fase correttiva che sta caratterizzando le ultime due settimane, in direzione dei 5,90 euro e successivamente verso la media mobile di lungo periodo posta sui 5,40 euro. Nel caso in cui anche questi supporti dovessero essere violati, aumenterebbero le chance di un ritorno dei corsi sui minimi di marzo in area 5,15 euro.

Al contrario, una tenuta dei 5,75 euro potrebbe essere sfruttata per aprire delle posizioni rialziste, con primi obiettivi situati sui 5,90 euro e a seguire i top dello scorso mese di aprile posti sui 6,08 euro. L’eventuale superamento di queste aree resistenziali andrebbe a rafforzare il trend ascendente con target successivi a 6,275 euro, dove verrebbe chiuso il gap-down lasciato aperto il 23 maggio dello scorso anno, e in seguito i top di sempre posti in area 6,40 euro.

AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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