Base10 Partners, fondo di venture capital Black-led con sede a San Francisco, ha deciso di investire per la prima volta in Italia scegliendo Jet HR, giovane tech company milanese che si occupa di semplificare la gestione del personale e delle retribuzioni in azienda. Il lead investor statunitense ha puntato su alcune aziende che hanno dominato i loro rispettivi settori, da Stripe per l’elaborazione dei pagamenti e Figma per l’editing grafico digitale a Notion, l’applicazione AI di produttività per la scrittura di appunti e la gestione di progetti e attività.
Adeyemi Ajao, il co-fondatore e managing partner di Base10, entrerà nel board di Jet HR, forte di due presenze consecutive (2023 e 2024) nella Midas List di Forbes, la classifica dei migliori venture capitalist del mondo. Spagnolo di origini nigeriane, Ajao è stato il co-founder e amministratore delegato di Tuenti (il Facebook spagnolo, venduto a Telefónica nel 2010 per 100 milioni di dollari) e Identified (software di analisi predittiva applicata al campo delle risorse umane, poi acquisita da Workday) e il founding investor di Cabify, la più grande piattaforma di trasporto e mobilità dell’America Latina, valutata oltre 1 miliardo di dollari.
Ma di cosa si occupa nello specifico Jet HR, chi c’è dietro e quanto ha raccolto complessivamente sul mercato? In questo articolo:
- Quanto ha raccolto Jet HR nei suoi tre round
- Cosa fa la tech company italiana del payroll
- Chi c’è dietro la startup milanese
Quanto ha raccolto Jet HR nei suoi tre round
In totale Jet HR ha raccolto 41,7 milioni di euro dagli investitori. L’ultimo round, quello di Serie A guidato da Base10, è stato da 25 milioni. La forza dell’azienda era evidente sin dal round pre-seed del giugno 2023, uno dei più alti del mercato italiano (pari a 4,7 milioni) supportato da Exor Ventures e Italian Founders Fund, oltre che da alcuni grandi nomi del panorama startup come i founder di Satispay, Bending Spoons, Casavo e Poke House.
Nel seed di settembre 2024, guidato dal fondo di venture capital internazionale Picus Capital e sostenuto ancora da Exor Ventures, Italian Founders Fund e 2100 Ventures (il venture capital europeo nato dalla volontà di Alessandro Benetton), Jet HR ha accumulato altri 12 milioni, segnando una crescita superiore alle aspettative. In un anno la startup ha attirato l’interesse di investitori illustri (con Exor, 2100 Ventures, Satispay e Bending Spoons anche Alecla 7, Workday, Oyster, Pennylane e Musixmatch) e soprattutto ha triplicato la base clienti, che ora punta a raddoppiare ulteriormente entro la fine del 2025.
Cosa fa la tech company italiana del payroll
Jet HR intercetta un bisogno reale e concreto di mercato: la necessità di sburocratizzare le pratiche aziendali. La soluzione tech della startup, accompagnata da una rete di consulenti del lavoro e rivolta ad aziende di ogni dimensione (meno di 10 dipendenti, piccole e medie imprese, grandi aziende con più di 250 dipendenti), alleggerisce la gestione delle buste paga e delle risorse umane, occupandosi di tutti gli aspetti contributivi e fiscali ed eliminando ogni complessità. Una svolta per centinaia di aziende frustrate dagli scontri con l’amministrazione statale. Secondo una recente analisi dell’Ufficio studi della CGIA di Mestre, la burocrazia costa alle PMI italiane 80 miliardi l’anno. La complessità nell’adempiere alle procedure delle pubbliche amministrazioni rappresenta un problema per 73 imprenditori su 100.
Non solo automatizzare il payroll e avere un HR software per pagare stipendi, F24, imposte e contributi, approvare le ferie, inserire i bonus e inviare i cedolini in pochi minuti: Jet consente di gestire rapidamente le attività amministrative conseguenti, avere una fotografia chiara di costi del personale e netto in busta grazie a un pratico simulatore, gestire il personale in una directory unica, osservare il costo azienda totale, per dipartimento o per dipendente, e tanto altro. È un modo pratico per esternalizzare queste incombenze e concentrarsi su crescita e strategia. I capitali raccolti nell’ultimo round verranno utilizzati per potenziare la piattaforma esistente e sviluppare nuovi moduli e prodotti. Il traguardo che l’azienda ha fissato è diventare il software di riferimento per le PMI italiane.
Chi c’è dietro la startup milanese
Nata a fine 2022, Jet HR è stata fondata da Marco Oliengo e Francesco Scalambrino. Torinese ma cresciuto a Parma, laureato in Economia alla Bocconi di Milano e con una specialistica all’Università Fudan di Shanghai, Ogliengo è l’amministratore delegato dell’azienda. In passato ha avuto un’esperienza in consulenza con McKinsey, ha lavorato per Rocket Internet lanciando Zalora in Asia nel ruolo di managing director per Taiwan e l’Indonesia e ha creato con la moglie Silvia Wang (la fondatrice di Serenis, il centro online di benessere mentale) il marketplace ProntoPro, la piattaforma che mette in contatto utenti e professionisti di oltre 4.000 servizi in modo semplice e veloce. Si definisce “un odiatore della burocrazia, delle complicazioni inutili e di chi non sa semplificare”.
Laurea in Ingegneria meccanica al Politecnico di Milano, Scalambrino ha co-fondato la digital agency Deveyes Group e il social per scrittori 20lines, acquistato da HarperCollins per pubblicizzare i propri libri e trovare nuovi autori. Tra le altre esperienze professionali, insieme a ProntoPro, figurano quelle per l’app tedesca Outbank, l’azienda di vendite e marketing per il settore automobilistico MotorK e le piattaforme per la gestione delle buste paga PayFit e Oyster. Il Consiglio di amministrazione di Jet HR è completato da Lorenzo Franzi di Italian Founders Fund, Robin Godenrath di Picus Capital, Michael Lavner di Exor Ventures e Adeyemi Ajao di Base10. Nel Comitato tecnico consultivo figurano i consulenti del lavoro Paolo Binda, Martina Lecis, Luigi Lombardi e Maurizio Pili. A meno di due anni dal suo ingresso sul mercato, il team di lavoro ha raggiunto 110 persone, ma l’azienda prevede di raddoppiare il personale nei prossimi 18 mesi.
Nel 2024 Jet HR ha registrato una crescita pari a sei volte i ricavi annui ricorrenti (ARR) arrivando a servire 700 aziende. La startup milanese vanta pure la migliore soddisfazione cliente del settore con lo score di 4,8 su 5 su Capterra e il punteggio di 60+ (più alto di quello che ha Apple con l’iPhone) nell’NPS (Net Promoter Score), la metrica internazionale utilizzata per misurare la fedeltà dei clienti e la loro propensione a consigliare un determinato servizio. L’obiettivo dell’ultimo round da 25 milioni è “ridurre ulteriormente la burocrazia in azienda”, ha spiegato Ogliengo in un video pubblicato sul suo profilo LinkedIn. Il traguardo è “diventare la soluzione di default per fare impresa in Italia”.









