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JP Morgan si espande nel fintech con Renovite. Cosa fare con l’azione?

JP Morgan si espande nel fintech con Renovite. Cosa fare con l'azione?

Il big del settore bancario globale Jp Morgan diventa protagonista nel fintech con una nuova importante acquisizione, nello specifico della startup Renovite Tecnologies, una delle principali aziende nel settore dei pagamenti cloud-native attiva tra gli altri in Paesi come l’India e il Regno Unito. Grazie a questa nuova acquisizione, la quinta nel corso degli ultimi 2 anni, JP Morgan Payments, la divisione pagamenti del gruppo guidato da Jamie Dimon, procede spedita nella costruzione di una propria piattaforma di servizi di pagamento che andrebbe a modernizzare le transazioni delle aziende. Alla conclusione dell’operazione Renovite entrerà nel perimetro di Jp Morgan Payments che opera non solo nella finanza commerciale ma anche nei servizi commerciali e carte di credito. L’obiettivo di JP Morgan è duplice: in primo luogo guadagnare spazio in un settore con elevate potenzialità di sviluppo, in particolare in mercati caratterizzati da una demografia favorevole come l’India, in secondo luogo contrastare la concorrenza di fintech aggressive come Block e Stripe, che negli ultimi anni hanno scalatole classifiche grazie al boom sia delle vendite on-line che dei nuovi metodi di pagamento. Il programma di rafforzamento nel settore di JP Morgan procede dunque lungo i binari definiti nel 2021, quando la banca USA ha deciso di destinare 12 miliardi di dollari di investimenti al fintech.

 

Azioni JP Morgan: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo a vedere ora com’è impostata l’azione JP Morgan sul mercato azionario USA. Il rimbalzo a cui abbiamo assistito durante la scorsa settimana non ha modificato il trend ribassista presente sul titolo innescatosi sul finire di ottobre dello scorso anno da area 173 dollari. Nel breve termine, per dare seguito al movimento delle ultime sedute, le quotazioni dovrebbero spingersi oltre le prime resistenze e top di agosto 2022 situati sui 124 dollari. Oltre questi livelli si avrebbe un primo segnale di positività, che dovrebbe aprire la strada a ulteriori acquisti in direzione dei 128 dollari e successivamente verso i 133,5-134,5 dollari. Nel caso in cui l’azione si dovesse portare anche oltre queste aree resistenziali, si avrebbe un miglioramento della struttura grafica del titolo. Al contrario, discese sotto i primi supporti situati sui 112 dollari farebbero riprendere il trend di fondo discendente con target sui minimi di luglio 2022 posti sui 106 dollari. L’eventuale rottura anche di questi supporti indebolirebbe ulteriormente l’azione, che a quel punto andrebbe a chiudere il gap ribassista lasciato aperto il 6 novembre 2020 in area 105 dollari e a seguire indirizzarsi verso i minimi di settembre 2020 posti sui 96 dollari.

AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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