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Juventus: ancora un aumento di capitale, cosa fare con l’azione?

John Elkann in vista alla Juventus Temporary Exhibition tenutasi in ottobre

La Juventus ha perso 75 milioni di euro fra luglio e settembre. Il rosso trimestrale ha costretto la società a procedere a un aumento di capitale da 200 milioni di euro che è stato approvato dal consiglio di amministrazione e sarà sottoposto al voto dell’assemblea degli azionisti in programma il prossimo 23 novembre. Exor, azionista di maggioranza del club con il 63,8%, si è già impegnata a sottoscrivere pro-quota il rafforzamento patrimoniale per un totale di 128 milioni. Nel frattempo la holding della famiglia Agnelli-Elkann ha già versato un anticipo di 80 milioni.

Resta da vedere se gli altri soci della Juventus vorranno aderire all’aumento di capitale, il terzo nel giro di quattro anni, che porta a 900 milioni il totale versato nelle casse del club per ripianare le perdite (123 milioni nell’ultimo esercizio). In passato, il fondo britannico Lindsell Train, secondo azionista con l’11,4%, ha criticato la gestione del progetto Superlega e limato la sua partecipazione. Per evitare sorprese, in ogni caso, la società “sta valutando l’opportunità di costituire un consorzio per la sottoscrizione e liberazione delle nuove azioni eventualmente non sottoscritte e, a tal fine, ha avviato contatti con primarie istituzioni bancarie”. Nell’ultimo rafforzamento patrimoniale, concluso nel 2021, la rete era stata stesa da Goldman Sachs, JP Morgan, Unicredit e Mediobanca.

L’aumento dovrebbe concludersi nel primo quadrimestre del 2024. Prima di tale operazione, il Cda ha proposto un raggruppamento delle azioni del club: ogni socio riceverà un nuovo titolo Juventus ogni 10 posseduti. Il capitale sociale del club passerà così da oltre 2,5 miliardi di azioni a poco più di 250 milioni, cosa che dovrebbe semplificare la gestione amministrativa e la percezione del titolo sul mercato. Da inizio anno Juventus ha perso oltre il 20% a Piazza Affari.

Nel frattempo il nuovo management “rinuncia al ricorso in difesa e in rappresentanza della Juventus Football club” contro “la Federazione italiana giuoco calcio” e “Inter Milano spa”. Tre pagine per lasciarsi alle spalle Calciopoli. Non è la prima volta che se ne parla ma la circostanza ora non dovrebbe temere smentite. In discontinuità con la linea sempre perseguita dall’ex presidente Andrea Agnelli, la dirigenza della Juventus ha infatti ritirato un ricorso — l’ultimo pendente di una lunghissima serie iniziata diciassette anni fa — al Consiglio di Stato, il massimo giudice amministrativo, contro Figc e Inter per ribaltare la sentenza del Tar del 2016 che aveva negato il risarcimento “del danno ingiusto”, calcolato in cifre milionarie (nella relazione semestrale del bilancio della Juve si parlava di “443.725.200 euro”) che sarebbe scaturito dalla decisione del commissario straordinario della Federcalcio Guido Rossi di assegnare all’Inter lo scudetto del 2006, rimasto vacante dopo le decisioni della giustizia sportiva per lo scandalo di Calciopoli.

 

Azioni Juventus, le quotazioni hanno arrestato la discesa sul supporto in area 0,2500

Le azioni Juventus sembrano essere impostate al rialzo nel breve termine, nonostante la performance negativa registrata nella seduta di ieri (-0,70%). Dopo un’apertura in linea con la chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento ribassista che le ha portate a realizzare un minimo sul livello 0,2542, per poi andare a chiudere non distante sul finale a quota 0,2554.

Dopo il massimo relativo toccato lo scorso 1 settembre sul livello 0,3684 l’azione è sempre costantemente scesa, violentemente e velocemente. A questo quadro si aggiunge la presenza di un vistoso gap down rimasto aperto a quota 0,2790. A inizio ottobre, però, in prossimità del supporto presente in area 0,2500 la negatività si è arrestata e da quel momento Juventus si sta muovendo all’interno di uno stretto trading range senza riuscire a superare la soglia degli 0,2638. Finché il già citato supporto di 0,2500 non viene violato al ribasso non ci saranno problemi, anche se forse è ancora troppo presto per ipotizzare un rimbalzo e quindi procedere con gli acquisti. Meglio rimanere alla finestra in attesa che si completi l’aumento di capitale e poi si deciderà se investire e credere nei nuovi progetti della società, anche se molto dipenderà dai risultati sportivi che la squadra otterrà nei prossimi mesi.

Dal punto di vista operativo, comunque, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 0,2584 con target nell’intorno degli 0,2638 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 0,2500 con obiettivo molto vicino al livello 0,2446. L’impostazione algoritmica, infatti, vede i prezzi stazionare al di sopra dell’indicatore Parabolic Sar mentre sia l’indicatore Supertrend che la media mobile a 25 sono diventati ribassisti a inizio settembre. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 36.


L’andamento di breve termine del titolo JUVENTUS

AUTORE

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Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi, trader specializzato nella negoziazione per conto proprio di futures, azioni ed ETF, italiani ed esteri, sia con strategie discrezionali che quantitative. È autore di alcune pubblicazioni sulle tecniche di trading, organizza periodicamente corsi di formazione ed è stato più volte relatore nei principali convegni dedicati alla finanza e agli investimenti sia in Italia che all’estero. Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche. Offre anche servizi di consulenza generica.

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