La Cina aumenterà le riserve di materie prime critiche, ecco quali

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La Cina aumenterà le sue riserve strategiche di alcune materie prime chiave. Secondo quanto riferito da alcune persone che hanno familiarità con la questione, la National food and strategic reserves administration – l’ente che gestisce le scorte ufficiali del Paese – sta conducendo indagini per vedere quali minerali includere. Tra questi emergono cobalto, rame, nichel e litio, preziosi a livello industriale e nell’ambito della transizione energetica.

Il piano era già stato segnalato questo mese dalla National development and reform commission (Ndrc), il principale organo di pianificazione della Cina in materia di scorte. In un rapporto, l’ente ha affermato che il Dragone si sarebbe mosso velocemente per accumulare beni strategici. Negli ultimi anni, in verità, alcune materie prime come rame e cobalto sono state incluse negli acquisti.

In genere, le mosse di Pechino servono per coprire la domanda nei momenti di crisi dell’offerta, ma anche come forma di stabilizzazione dei prezzi. Il modus operandi del governo riguardo la tempistica e la quantità non viene reso pubblico, ma si sa che occasionalmente vengono elaborati alcuni piani di stoccaggio. La Ndrc ha scritto nel report che ci saranno strutture di stoccaggio anche per grano, cotone, zucchero, carne e fertilizzanti, da aggiungersi alla riserva petrolifera nazionale e agli stock generali di magazzino.

 

Materie prime: l’obiettivo della Cina è proteggersi dai dazi USA

La Cina è il principale produttore ed esportatore al mondo di materie prime critiche, che sono preziose a livello industriale, nella difesa e nella transizione energetica. Da quando Donald Trump è diventato presidente degli Stati Uniti, il commercio internazionale ha subito un profondo cambiamento dagli effetti difficili da prevedere. Il 4 febbraio, l’inquilino della Casa Bianca ha annunciato dazi aggiuntivi del 10% alla Cina, per un totale del 20%, a partire dal 4 marzo. Pechino ha reagito imponendo una serie di tariffe sui prodotti agricoli americani e anche restrizioni sull’export di alcuni minerali come il bismuto.

La guerra commerciale sta determinando una corsa al rialzo dei prezzi e un aumento della volatilità. Creare una riserva, quindi, può servire anche come stabilizzatore di mercato, per quanto nel breve periodo potrebbe contribuire al rally dei prezzi. Tra i metalli al centro dell’attenzione in questo momento vi è il rame, che questa settimana ha superato la soglia psicologica di 10.000 dollari a tonnellata. Lo scorso mese Trump ha ordinato al Dipartimento del Commercio USA di condurre un’indagine per valutare le condizioni di un’applicazione dei dazi generalizzati, esattamente come è stato già fatto per acciaio e alluminio. Il rame figura tra i beni che potrebbero essere inclusi nelle riserve strategiche cinesi.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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