La Germania si salva: l’economia tedesca si conferma in recupero nel terzo trimestre del 2019 a un ritmo superiore alle aspettative. Il Pil ha segnato un rialzo dello 0,1% nel terzo trimestre
La Germania non va in recessione. Sebbene con una percentuale non propriamente rassicurante, il Prodotto interno lordo tedesco ha segnato nel terzo trimestre dell’anno un rialzo dello 0,1%, secondo la lettura finale che conferma la stima preliminare, diffusa lo scorso 14 novembre, e che aveva fatto tirare un (seppur consolatorio) sospiro di sollievo. Ma si sa, in periodi come questo, caratterizzati da uno scenario debole e condito da numeri poco gratificanti, occorre aggrapparsi ai decimali.
Anche perché le ombre della recessione tecnica si erano viste eccome: nel secondo trimestre l’economia tedesca aveva mostrato una contrazione dello 0,2%, facendo temere il peggio. Su base annua, quindi nei confronti del terzo trimestre 2018, il Pil della Germania è salito dell’1%. Sono stati i consumi e il settore delle costruzioni a salvare l’economia.
Già la Bundesbank aveva previsto una conferma dell’attuale tendenza anche per la fine dell’anno, con una crescita, così si era letto nel bollettino mensile, che potrebbe rimanere ancora debole ma senza timore di una recessione.
La reazione del Vecchio Continente
Le Borse europee si posizionano in territorio positivo forti dei dati tedeschi (bene anche quelli dell’indice Markit Pmi manifattura e servizi). I listini del Vecchio continente hanno guardato anche a Wall Street con i futures in positivo dopo che il presidente Xi Jinping ha detto che la Cina vuole trovare un accordo commerciale con gli Stati Uniti “basato su rispetto ed eguaglianza“.
Il Dax di Francoforte guadagna lo 0,36% in area 13.800.










