La sterlina sale ancora, ma la parità con il dollaro non è esclusa - Borsa&Finanza
Cerca
Close this search box.

La sterlina sale ancora, ma la parità con il dollaro non è esclusa

La sterlina sale ancora, ma per gli analisti scenderà verso la parità sul dollaro

La sterlina oggi sale oltre quota 1,14 sul dollaro USA, confermando il buon momento dopo il capitombolo di inizio settimana scorsa, determinato da una maldestra iniziativa del governo guidato da Liz Truss. Nel corso della giornata di lunedì 26 settembre la valuta britannica è precipitata fino a 1,0350, minimo storico mai raggiunto prima. A innescare l’ondata di vendite il piano di riduzione fiscale proposto dal cancelliere del Regno Unito Kwasi Kwarteng, che aveva alimentato il timore di una perdita di controllo sui conti pubblici. Il dietrofront annunciato all’inizio di questa settimana, con la cancellazione del provvedimento che eliminava l’aliquota del 45% per i redditi più alti, ha permesso alla sterlina di recuperare i livelli precedenti il crollo.

 

Sterlina: ecco l’opinione degli analisti

Gli investitori hanno ritrovato un po’ di fiducia sulla moneta di Sua Maestà, ma la paura è davvero finita? La maggior parte degli strateghi non ne è del tutto persuaso, anzi ritiene che entro la fine dell’anno il cambio GBP/USD si avvierà verso un nuovo minimo storico raggiungendo la parità. Secondo Standard Chartered Plc, la sterlina subirà una flessione del 10% rispetto ai prezzi attuali prima della fine del 2022, a causa dei troppi passi falsi compiuti dal governo britannico su cui mercato ha perso fiducia. Divya Devesh, responsabile della ricerca sui cambi in Asia della società finanziaria con sede a Londra, reputa che l’inversione del governo guidato da Liz Truss sull’aliquota massima di tassazione non cambi il fatto che le partite correnti e il deficit fiscale superano il 7% del PIL quest’anno. A suo avviso, la sterlina si stabilizzerà entro fine anno a 1,05 dollari, sebbene non siano da escludere incursioni verso la parità.

Della stessa opinione è Alvin Tan, responsabile della strategia valutaria asiatica presso la Royal Bank of Canada a Singapore. “La sterlina sarà scambiata a 1,04 dollari nel nuovo anno perché è probabile che rimanga sotto pressione, con l’economia del Regno Unito che si trova più profondamente intrappolata nella stagflazione, il deficit delle partite correnti che peggiora e le incertezze politiche che rimangono elevate”, ha affermato.

A giudizio di Stephen Innes, managing partner di SPI Asset Management a Singapore, la sterlina arriverà a 1,05 prima della chiusura del 2022, a causa della crisi energetica che imploderà nel Regno Unito come in Europa. L’esperto sostiene che la Bank of England interverrà per aumentare massicciamente i tassi d’interesse in modo da attirare denaro verso il Regno Unito, ma così facendo schiaccerà ancora di più l’economia e danneggerà la sterlina.

Gli strateghi della Commonwealth Bank of Australia, Joseph Capurso e Carol Kong, hanno scritto in una nota di ricerca che la moneta britannica risentirà dei passi falsi della politica e dei rischi di recessione globale che “potrebbero spingerla verso il basso in maniera significativa”. Vi è però da considerare, a loro giudizio, l’andamento del mercato dei titoli di Stato, perché se questo si stabilizzasse la sterlina potrebbe apprezzarsi.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *