High yield: le obbligazioni asiatiche ritrovano lo slancio

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Gli investitori stanno tornando a puntare sulle obbligazioni high yield asiatiche. I prezzi dei titoli spazzatura della regione sono saliti fino a 25 centesimi oggi, dopo il rimbalzo della scorsa settimana. Secondo i dati Bloomberg, i junk bond asiatici ancora non hanno ancora cancellato le perdite del mese di aprile, ma grazie al recente rally sono tornate in territorio positivo per il 2025.

A dare l’ultima spinta sono stati i commenti del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che dallo Studio Ovale della Casa Bianca ha detto che un accordo commerciale con la Cina potrebbe “ridurre sostanzialmente le tariffe”. Se si dovesse arrivare a una soluzione di questo genere, il leader repubblicano ha affermato che sarebbe “molto gentile” verso l’antagonista asiatico. Grazie a questa apertura, c’è la speranza di una de-escalation tra le due maggiori economie del mondo. La domanda degli investitori per i titoli a reddito fisso ad alto rendimento dell’Asia è molto sensibile a quanto sta accadendo tra i due giganti economici.

 

Obbligazioni high yield asiatiche: è arrivato il momento di acquistare?

Alcuni investitori ritengono che le fasi di alta volatilità sulle obbligazioni high yield asiatiche rappresentino ora delle opportunità di acquisto. “Gli investitori possono trarre vantaggio dai periodi di debolezza per costruire un’esposizione con una migliore protezione contro le interruzioni del commercio”, ha detto Marvin Kwong, gestore di portafoglio a reddito fisso presso M&G Investments. Nelle scorse settimane è sceso in campo anche Ubs Asset Management, uno dei principali investitori in junk bond asiatici, che ha effettuato acquisti durante le turbolenze di mercato indotte dai dazi. La mossa è stata guidata dalla visione rialzista sul settore per effetto del minor numero di insolvenze e delle aspettative di un alleggerimento delle tensioni commerciali.

“Continuiamo a mantenere una view positiva sulla performance complessiva dell’high yield asiatico nel 2025”, ha detto Raymond Gui, responsabile della gestione del portafoglio obbligazionario asiatico dell’asset manager svizzero. “Si prevede che il tasso di default inferiore alle attese rispetto agli anni precedenti, insieme al limitato impatto dei dazi sui fondamentali del credito diretto, saranno fattori significativi della performance a medio termine”. Lo scorso anno la gestione patrimoniale di Ubs ha battuto il 98% dei rivali, con il fondo obbligazionario asiatico che reso circa il 16%, contro una media del 9% degli altri fondi spazzatura (dati Bloomberg). Più cauti sono gli strategist di Goldman Sachs, che invece preferiscono le obbligazioni asiatiche investment grade rispetto al debito speculativo.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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