Lezioni dal passato: cosa ci insegna Hetty Green, la "strega" di Wall Street
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Lezioni dal passato: cosa ci insegna Hetty Green, la “strega” di Wall Street

La storia di Hetty Green, la strega di Wall Street

100 milioni di dollari. A tanto ammontava il patrimonio di Hetty Green, la strega di Wall Street, nel 1916 anno della sua morte. L’equivalente di 2,6 miliardi di oggi. Una cifra mostruosa. Di origine quacchera, nata nel 1834 da una ricca famiglia del Massachusetts dedita a traffici marittimi e proprietaria di una flotta di baleniere, Hetty derivava il suo soprannome di “strega” dagli abiti neri e dall’aspetto austero con cui si aggirava per il floor del NYSE, acronimo di New York Stock Exchange. Dalla personalità eccentrica e dai modi ruvidi dei marinai frequentati in gioventù, nel 1860 aveva ereditato 8.000 dollari dall’anziana madre, poi altri 20.000 da sua zia e infine, cinque anni più tardi, altri 5 milioni dopo la scomparsa del padre. Tale denaro era stato investito con successo in immobili, azioni di compagnie ferroviarie e obbligazioni governative rimborsate dal Tesoro, al termine della guerra di secessione, in valuta convertibile in oro. In pochi anni era diventata la donna più ricca d’America. Il suo patrimonio poteva competere con quello dei grandi magnati americani della Gilded Age: Russell Sage, J. Pierpont Morgan, John D. Rockefeller e Andrew Carnegie.

 

Il segreto del successo della strega di Wall Street

Hetty aveva acquistato azioni durante la grande depressione che seguì al crollo del mercato borsistico del 1873. La crisi aveva avuto origine nel settore immobiliare europeo a seguito del boom delle costruzioni residenziali a Vienna, Berlino e Parigi, per poi trasferirsi rapidamente al settore finanziario, propagandosi dalla Gran Bretagna agli Stati Uniti. Il ciclo economico negativo durò fino al 1879, per un totale di 65 mesi: fu la crisi più lunga della storia americana assieme a quella del ‘29. I prezzi dei corsi azionari a livello globale scesero ben al di sotto del loro valore intrinseco di lungo periodo. Fu proprio in quei punti di minimo, a ridosso del bottom di mercato, che Hetty intravide un’opportunità di impiego della propria liquidità. Acquistò così azioni di qualità a prezzi stracciati. Una sorta di value investing ante litteram. Finirono nel suo portafoglio, con valutazioni a sconto, titoli rappresentativi di banche, società ferroviarie, titoli del comparto industriale e minerario. Prima o poi il mercato avrebbe riconosciuto i propri errori di valutazione e i prezzi sarebbero tornati a correre verso l’alto. Cosa che avvenne nei primi anni ‘80 dell’Ottocento. Gli Stati Uniti divennero nuovamente protagonisti di una tumultuosa crescita economica e la fiducia tornò sui mercati. Lo stesso modus operandi venne ripetuto da Hetty durante il crash del 1893 e il panic selling del 1907, quando l’ampiezza del movimento ribassista spinse i prezzi azionari a livelli irragionevoli rispetto ai fondamentali economici e ai flussi di cassa delle imprese interessate. Fu allora che i riflettori della stampa si accesero sulle fortune economiche di Hetty, che divenne protagonista delle principali cronache finanziarie.

 

Dalla pratica alla teoria

Soltanto molti anni più tardi, nel 1928, verrà data una prima sistemazione teorica agli investimenti orientati al valore, di cui Hetty era stata pioniera, grazie agli insegnamenti alla Columbia Business School di Benjamin Graham, autore del libro Security Analysis pubblicato nel 1934 in collaborazione con David Dodd. Hetty è stata uno dei più talentuosi e temuti trader di Wall Street. Un vero tycoon al femminile, una donna pianamente emancipata in un mondo in cui la finanza era ancora appannaggio dei soli uomini. Hetty era nota anche per l’estrema avarizia. Risparmiava su tutto: dagli abiti alle cure mediche. Abitava in appartamenti economici presso modeste pensioni a Brooklyn e Hoboken e lavorava da una piccola scrivania all’interno dei locali della Chemical Bank. Tenne sempre le sue finanze separate da quelle del marito e si rifiutò di pagare i suoi debiti. Durante la crisi del 1907 il presidente Theodore Roosevelt chiese a J.P. Morgan di organizzare un gruppo di trenta uomini d’affari per salvare gli Stati Uniti dal collasso economico. Nacque così, alcuni anni dopo, la Federal Reserve. Hetty fu l’unica donna a prendere parte all’iniziativa.

 

Gli insegnamenti della storia di Hetty Green

Crescita globale in rallentamento, incertezze macroeconomiche, ripresa dell’inflazione, crisi energetica, guerra in Ucraina e cambio di rotta delle politiche monetarie: anche oggi stiamo assistendo a un crollo generalizzato dei principali listini azionari. Nei primi otto mesi del 2022 l’indice MSCI World Net Return in dollari ha segnato un -18%. Ampie aree di sottovalutazione si sono così formate sui mercati e i titoli vengono scambiati a sconto rispetto alla stima del fair value sia negli Stati Uniti che in Europa. Questo permette di avere un margine di sicurezza per chi decide di puntare anche sulla qualità. Vantaggio competitivo stabile, utili crescenti nel tempo, scarso indebitamento, dividendi sostenibili e free cash flow in aumento sono gli indicatori da guardare con attenzione. Oltre a questo, pazienza e disciplina nell’investimento sono la chiave del successo. Le fortune economiche si costruiscono nei mercati difficili. Hetty docet. Lezioni dal passato.

AUTORE

Lorenzo Tacconi

Lorenzo Tacconi

Laureato in Storia Contemporanea presso l'Università degli Studi di Firenze, ha successivamente conseguito un Master in Risorse Umane presso l’ateneo di Padova. Dal 2016 lavora in Banca Popolare Etica presso l’ufficio Patrimoni Responsabili dove si occupa di accompagnare clienti privati e istituzionali nella gestione della liquidità e nell'individuazione di soluzioni di investimento.

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