Lira turca: copertura con opzioni ora è la più costosa tra le valute emergenti
Cerca
Close this search box.

Lira turca: copertura con opzioni ora è la più costosa tra le valute emergenti

Lira turca: copertura con opzioni ora è la più costosa tra le valute emergenti

La lira turca è diventata la valuta più costosa tra quelle dei mercati emergenti per proteggersi nel mercato delle opzioni. Questa settimana, lo spread per vendita/acquisto della lira turca rispetto al dollaro USA relativamente ai derivati a sei mesi si è ampliato a 13 punti percentuali. Nessun’altra divisa richiede un premio di copertura così elevato. Nemmeno il rublo russo che fino a ieri deteneva il primato. Da settembre il cambio USD/TRY oscilla in un intervallo ristretto di prezzi, per effetto del fatto che la Central Bank of the Republic of Turkey sta adottando da allora una strategia di interventi sistematici per evitare che la moneta domestica si deprezzi.

 

Lira turca: ecco perché è diventata così costosa la copertura

Il problema ora è capire cosa stia realmente preoccupando gli investitori al punto che è diventato così costoso coprirsi sulla lira turca. Allo stato attuale, la lira è una delle poche valute che offrono ancora rendimenti reali negativi, con i tassi d’interesse fissati dalla Banca Centrale al 9%. Tuttavia, nell’ultima riunione ufficiale, il Comitato di politica monetaria ha rimosso dal linguaggio la frase “il livello dei tassi attuali è adeguato”, facendo presagire l’eventualità di un ulteriore taglio del costo del denaro.

Questo è uno scenario più che plausibile con le elezioni presidenziali e parlamentari in vista. Il Presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan ha lasciato intendere che le urne potrebbero essere anticipate al 14 maggio rispetto alla data assegnata del 18 giugno. Non è quindi escluso che, su pressione di Erdogan, il Governatore della Banca Centrale Sahap Kavcioglu possa con un colpo di coda prima delle elezioni abbassare nuovamente i tassi d’interesse. Di questa idea risulta essere Cristian Maggio, responsabile del portafoglio e della strategia ESG di TD Securities a Londra. “Con le elezioni incombenti, c’è il rischio che la banca centrale possa tagliare di nuovo prima del voto e tutto ciò sta iniziando a pesare in modo più visibile sulle aspettative del mercato. Quindi, le opzioni iniziano a prezzare con maggiore precisione il rischio di indebolimento della lira dai livelli attuali”, ha affermato.

Sarebbe questo l’ennesimo segno che Erdogan lascerebbe sull’economia turca, messa costantemente sotto pressione da una politica monetaria considerata scellerata da tutti i principali banchieri centrali del mondo. Con un’inflazione turca nei paraggi del 100%, l’istituto monetario si è preso una pausa negli ultimi mesi, ma il Presidente turco continua a sostenere senza indugio che alti tassi d’interesse, oltre a soffocare la crescita, producono ulteriore inflazione perché aumentano l’onere finanziario nelle aziende che poi si riversa sul prezzo dei prodotti. La crescita irrefrenabile del costo della vita in questi anni, a seguito del sistematico taglio dei tassi, ha finora smentito questa teoria.

AUTORE

Picture of Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *