Nelle ultime settimane il settore del lusso sta sperimentando una soluzione per uscire dalla crisi: accettare i pagamenti in criptovalute. Approfittando del rally che ha portato Bitcoin a superare i 108.000 dollari, alcuni marchi hanno messo in campo delle iniziative nella speranza di attirare un pubblico benestante più giovane. Finora lo spazio è stato limitato dal fatto che nel mondo reale l’utilizzo delle valute digitali è ancora limitato, in quanto le autorità di regolamentazione da tempo hanno avvertito che si tratta pur sempre di attività ad alto rischio. Tra l’altro, l’adozione come mezzo di pagamento è stata sempre frenata dall’elevata volatilità. Tuttavia, con la nuova amministrazione Trump è aumentata la fiducia che qualcosa possa cambiare, grazie a una regolamentazione più amichevole e all’innovazione blockchain nei mercati finanziari, che potrebbe aumentare la prevedibilità delle criptovalute.
Lusso: ecco le iniziative con le criptovalute
Alcuni grandi marchi del lusso avevano già aperto ai pagamenti in criptovalute. L’ascesa di Bitcoin fino a fine 2021 aveva attirato l’attenzione del brand di orologi Tag Heuer, di proprietà di LVMH, che ha sperimento l’offerta con pagamento crittografico. L’anno successivo è toccato al leader della moda Gucci seguire la stessa strada. Il marchio di punta di Kering rende disponibili gli acquisti attraverso 10 criptovalute per la maggior parte dei suoi prodotti negli Stati Uniti.
Dopo l’ultima impennata dei prezzi delle monete virtuali, si è fatto avanti il grande magazzino del lusso francese Printemps, con l’annuncio di una collaborazione con l’exchange Binance e la fintech francese Lyzi per accettare gli asset digitali nei suoi negozi in Francia. La compagnia di crociere Virgin Voyages da dicembre offre il suo primo prodotto che permette il pagamento in Bitcoin, ovvero un pass annuale da 120.000 dollari per le sue navi da crociera valido un anno. Anche il produttore di accendini e penne di lusso S.T. Dupont sperimenterà prima delle vacanze natalizie l’accettazione di pagamenti in criptovalute in due negozi di Parigi.
Quali effetti?
La decisione dei marchi del lusso di tuffarsi nel mondo delle criptovalute attraverso i pagamenti è una prova per uscire dall’impasse nella quale l’industria è caduta da un paio di anni con il rallentamento del business. Il calo della domanda cinese e statunitense ha inferto colpi pesanti a tutto il settore, soprattutto con riferimento ai marchi più esposti nel Paese asiativo. Per gli analisti, rivolgersi a un pubblico più giovane con questa nuova iniziativa potrebbe essere una soluzione.
“Offrire pagamenti in criptovaluta può essere un modo per le aziende di etichettarsi come innovative piuttosto che come un vecchio marchio che vende solo ai boomer“, ha affermato Andrew O’Neill, analista capo degli asset digitali presso S&P Global Ratings. Quanto ai rischi di volatilità, O’Neill ritiene che “l’opzione di pagamento crittografica rimane in gran parte simbolica, perché i rivenditori di solito riconvertono immediatamente i fondi in euro o dollari per evitare le oscillazioni”.









