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Lusso: in Borsa ha perso lustro, ecco perché

Una elegante signora con una serie di buste di botique del lusso

Il 2023 è stato un anno a due facce per il settore del lusso. Dopo il buon inizio, le preoccupazioni per l’economia globale, provata dai rialzi dei tassi di interesse di Fed e BCE, e le difficoltà della Cina, hanno deteriorato il panorama delle società che vi operano. Se ne è parlato nell’approfondimento settimanale della Weekly Note di Vontobel (QUI per iscriversi gratuitamente).

Il 2023 è stato finora un anno a due velocità per il settore del lusso. Nei primi mesi del 2023 è proseguita la lunga corsa che aveva caratterizzato gli anni precedenti. In primavera alcuni dei nomi più blasonati di questo settore hanno aggiornato i massimi storici, con LVMH arrivata a superare i 500 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato. Un livello mai toccato da una società europea.

Improvvisamente però qualcosa si è rotto. Complici i multipli elevati a cui trattavano alcune aziende, un basso dividend yield e una maggior selettività da parte degli investitori, i titoli del settore hanno iniziato a indietreggiare nonostante risultati di bilancio solidi. A ben guardare, a penalizzare il settore sono state le prospettive congiunturali di USA ed Europa e soprattutto le previsioni sulla Cina. La voglia di rallentare le economie di Fed e BCE, così come il calo del potere d’acquisto delle famiglie sono stati valutati come elementi capaci di impattare negativamente le prospettive di un settore storicamente molto resiliente come quello del lusso.

La discesa ha tuttavia trovato un’accelerazione nel momento in cui in Cina sono emerse criticità dal comparto immobiliare e da quello bancario. Negli ultimi anni l’ex Celeste Impero è diventato il mercato di riferimento per l’industria del lusso. Secondo stime di Bain & Company nel 2025 la Cina arriverà a valere il 26-28% di questo mercato a livello globale. Nel 2019 era l’11%. Il taglio delle previsioni di crescita per l’economia cinese sono dunque un elemento negativo. Così come l’aumento della disoccupazione giovanile, a luglio al record del 21,3%. BCG-Boston Consulting Group osserva che con un’età media di 28 anni, i consumatori di lusso cinesi sono più giovani rispetto al resto del mondo.

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