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Marchio CE: come capire se la certificazione è contraffatta

Il marchio CE europeo

Una delle grandi novità introdotte dal Decreto aiuti quater è la rimodulazione del Superbonus 110%. L’agevolazione non passerà soltanto al 90% a partire dal 1° gennaio 2023, ma sarà a rischio se su infissi, tende esterne, cancelli ed evacuatori di fumo e calore appena installati mancherà il marchio CE. La marcatura dell’Unione europea attesta che il prodotto rispetta i requisiti previsti dall’UE in materia di sicurezza, salute e tutela dell’ambiente ed è obbligatorio per determinati prodotti commercializzati all’interno dell’Europa, riportati in un elenco suddiviso per famiglie oppure per direttive applicabili.

In Italia la Guardia di Finanza ha condotto l’Operazione Windows proprio per controllare e verificare gli infissi non a norma e contrastare la concorrenza sleale. Più di 200 persone sono state denunciate penalmente per indebita apposizione della marcatura CE e oltre 400 sono state le sanzioni complessive per omessa redazione della dichiarazione di prestazione, ovvero la documentazione di idoneità che accompagna il marchio. Ma come si fa a capire se la certificazione è corretta oppure è stata contraffatta?

 

Marchio CE: il confronto tra originale e cinese

Le imprese che operano nei vari settori del commercio (quello edilizio nel caso specifico dell’ecobonus) e che immettono sul mercato prodotti privi di marcatura CE (le iniziali di Conformità Europea) o con il marchio contraffatto, rischiano misure pesanti: dalla perdita delle detrazioni fiscali derivanti dai bonus (per il cliente) fino all’incriminazione per reato penale in caso di incidenti per le aziende. Il Decreto legislativo n. 106 del 16 giugno 2017 sull’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento europeo per i prodotti da costruzione, prevede multe fino a 50.000 euro e fino a 6 mesi di reclusione.

Il marchio CE è necessario per i prodotti che richiedono precise specifiche a livello europeo e che soddisfino tutti i requisiti pertinenti. Il logo deve essere sempre visibile, leggibile e indelebile. Se il produttore effettua la valutazione di conformità, non occorre pagare nessuna tassa. Se invece si rivolge ad un organismo notificato, i suoi servizi andranno pagati. Ormai sono molte le imprese che ricorrono a marchi contraffatti e all’importazione di merci fuorilegge, un mercato che vale la cifra impressionante di 121 miliardi di euro. L’Unione europea mette in campo diverse iniziative per contrastare la circolazione di merci rischiose nel mercato.

 

La provenienza di molti prodotti con il marchio CE contraffatto è la Cina, dove è in circolazione un bollino (che accordi commerciali internazionali dovrebbero impedire) molto simile a quello che in Europa garantisce la qualità e la sicurezza delle merci. In questo caso, l’acronimo CE sta per China Export e non per Conformità Europea. Per riconoscere e distinguere le due sigle, davvero somiglianti tra loro, basta osservare attentamente la distanza e la proporzione tra le due lettere.

In Europa le due lettere sono incluse graficamente in due cerchi ipotetici; in Cina i due cerchi si sovrappongono. Nel marchio CE europeo, quindi, la C e la E sono leggermente distanziate e le curve delle lettere compongono una sorta di 8 orizzontale. Nella marcatura cinese il cerchio della C si sovrappone alla E e dunque la distanza tra le due lettere è più ravvicinata.

 

Le differenze tra il marchio CE europeo e quello cinese
Ecco le differenze tra il marchio CE europeo e quello cinese

Il plagio grafico “promosso” da produttori, importatori e distributori consiste nel convincere il consumatore ad acquistare una merce credendo che sia stata prodotta rispettando le direttive europee. Con la marcatura “analoga” ma in realtà profondamente diversa da quella europea, non si hanno garanzie su metodologie di produzione, requisiti di sicurezza e materiali impiegati prima dell’immissione sul mercato.

Il CEN (Comitato europeo di normazione) è l’organo che si occupa di armonizzare e produrre tutte le ENs (le norme tecniche europee) per l’unificazione e la standardizzazione in diversi campi e settori. Il RAPEX (Rapid Alert System for Dangerous Non-Food Products) è invece il sistema di allarme rapido che la Commissione europea ha messo a punto per segnalare i prodotti non alimentari pericolosi. Sul sito ufficiale del Safety Gate sono presenti le schede e i rischi di migliaia di prodotti: le comunicazioni arrivano dagli Stati membri tramite il Product Safety Business Gateway.

 

AUTORE

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Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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