Con oltre venti anni di esperienza nel mondo bancario, dove ha percorso tutta la trafila che lo ha portato a passare dallo sportello a diventare un consulente Top di Fideuram Intesa San Paolo Private Banking, il trasferimento di Marco Colombo (nella foto) dalla rete del gruppo Intesa Sanpaolo a Zurich Bank ha fatto scalpore. Lui stesso ammette che per cambiare casacca bisogna avere forti motivazioni e credere fortemente nel progetto che si sposa.
Zurich Bank è nata nel 2022 con l’acquisizione della rete dei consulenti finanziari di Deutsche Bank (la ex Finanza&Futuro) da parte del gruppo assicurativo svizzero Zurich, dopo una partnership durata 30 anni. L’obiettivo di Zurich è la creazione di un polo assicurativo e finanziario, per diventare uno dei leader del risparmio gestito in Italia. “È una sfida che mi ha affascinato – ha commentato Colombo a Borsa&Finanza – anche per quello che ho intravisto in Zurich, nel suo management e nelle persone che vi lavorano”.
Che ruolo ha in Zurich Bank?
“Continuo a fare quello che faccio da tanti anni, il private banker, e quindi a seguire e curare i miei clienti. A questo ora si aggiunge la possibilità di offrire un contributo di supporto e sviluppo alla crescita di Zurich Bank in virtù della mia lunga esperienza nel mondo del risparmio gestito. Anche se la rete esiste da tanti anni ed è supportata dalla solidità del gruppo assicurativo, l’obiettivo e allinearla al mondo di Zurich, differente rispetto a quello di Deutsche Bank”.
Peraltro lei ha esordito proprio in Deutsche Bank.
“Sì, nel 2001, iniziando dall’anagrafe titoli fino a diventare responsabile di sportello. Infatti ritroverò anche dei colleghi e il direttore generale, Silvio Ruggiu, con cui ho già lavorato in passato”.
Da una controllante bancaria a una controllante assicurativa. Ci sono differenze?
“Avere un partner assicurativo forte è un grande valore aggiunto perché i prodotti assicurativi rappresentano una fetta rilevante del portafoglio dei nostri clienti. Io non faccio l’assicuratore, ovviamente, ma l’obiettivo è creare un collegamento tra assicuratori e private banker così da poter offrire ai clienti un servizio completo, cosa che oggi è sempre più importante. Per esempio, il cliente di un consulente assicurativo potrebbe aver bisogno di una gestione finanziaria e viceversa. Si possono creare delle sinergie molto interessanti”.
Cosa l’ha convinta a passare da Fideuram a Zurich?
“Lasciare un leader del settore come Fideuram, in cui ho passato tanti anni, è stato difficile. Lasciare colleghi e amici non è mai una cosa semplice ma avevo bisogno di nuovi stimoli. Sono una persona molto dinamica e non riesco a stare fermo. In Zurich hanno bisogno di persone motivate che li aiutino a far crescere la rete e io l’ho trovato molto stimolante. In tutti i miei interlocutori ho trovato quella luce negli occhi che mi ha ricordato l’entusiasmo che avevo nel momento del mio passaggio da Deutsche a Fideuram. Inoltre l’ambiente è molto dinamico ed è fatto di persone che si sono rimesse in gioco su un progetto nuovo anche se supportato da un nome molto importante con un rating AA che garantisce solidità. E poi ci sono le dimensioni più contenute, con una catena di trasmissione più piatta e meno gerarchica. Ciò rende tutto più umano e più veloce”.









