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Marex pianifica la quotazione in Borsa, ma non sarà a Londra

L'esterno della Borsa di Wall Street a New York

Marex potrebbe fare il suo debutto in Borsa, dopo aver cancellato la sua quotazione a Londra nel 2021. Stavolta però la piazza prescelta potrebbe essere New York. Sarebbe un altro smacco per la Borsa britannica, che sta registrando negli ultimi tempi un esodo preoccupante di società. La piattaforma di servizi finanziari londinese si era ritirata dall’IPO due anni fa perché le condizioni di mercato venivano considerate deboli. Allora l’azienda mirava a una valutazione tra i 650 e gli 800 milioni di dollari ma, alla luce di come sono andate le cose per altre aziende che hanno fatto il loro esordio in quel periodo , si può dire che la scelta di farsi da parte sia stata azzeccata.

Oggi la società controllata dal private equity JRJ Group potrebbe essere valutata tra 1,6 e 1,7 miliardi di dollari. L’amministratore delegato Ian Lowitt ha affermato che i proprietari di Marex stanno programmando i piani di uscita sulla scia dei forti utili che potrebbero continuare ad arrivare il prossimo anno e ha precisato che tali piani potrebbero comprendere una quotazione in Borsa. “L’azienda potrebbe arrivare all’IPO. È qualcosa a cui le persone stanno pensando date le prestazioni dell’azienda” ha affermato Lowitt.

 

Borsa di Londra: un lento e costante declino

Marex al momento non ha ancora deciso se optare per Londra o New York. Gli avvenimenti recenti però stanno dissuadendo la compagnia londinese dal rimanere in patria. Il mercato finanziario del Regno Unito non è più competitivo e soffre, rispetto a Wall Street, di una minore elasticità nelle regole ma soprattutto di un deficit di capitali dai grandi investitori come i fondi pensione e assicurativi. Per esempio CHR, il più grande produttore di materiali da costruzione del mondo, ha annunciato di volersi trasferire mentre le pressioni del governo britannico non sono state sufficienti a convincere il progettista di chip Arm ad avviare una quotazione secondaria a Londra.

Anche la più grande società di gioco d’azzardo al mondo Flutter vuole quotarsi secondariamente alla Borsa americana, con l’obiettivo di arrivare a una quotazione primaria, e attende solo il via libera da parte dell’assemblea degli azionisti. L’ultimo a unirsi alla pattuglia di società in fuga da Londra è il gigante alberghiero InterContinental Hotels, che sta valutando la possibilità di trasferire la sua quotazione primaria a New York ritenendo che il mercato azionario britannico non sia “un posto molto attraente per le società quotate”.

 

Marex: risultati annuali da record

Nel frattempo Marex ha oggi annunciato utili per il 2022 di 121,7 milioni di dollari, in crescita del 53% rispetto ai 79,6 milioni del 2021 e record assoluto per l’azienda. I ricavi hanno fatto un balzo del 29%, passando in un anno da 542,6 a 701,5 milioni di dollari. Anche il margine operativo è aumentato, con un salto di 260 punti base, arrivando al 17,3% alla fine del 2022 dal 14,7% dell’anno precedente. La forte crescita dimostra la forza del franchising globale del gruppo e la capacità di crescere organicamente in tutti i segmenti e le aree geografiche.

“Siamo lieti di questi risultati record. La forte crescita dei ricavi riflette la crescente domanda da parte dei nostri clienti, che riconoscono la nostra profonda esperienza e capacità di fornire servizi e soluzioni di qualità”, ha affermato l’ad Lowitt. Sulle strategie aziendali, il top manager dell’azienda ha sottolineato che Marex sta diversificando il business aggiungendo prodotti ai segmenti di servizio ed espandendosi geograficamente. Quanto alle prospettive, Lowitt ritiene che siano molto positive: “Abbiamo avuto un forte inizio 2023 e sono fiducioso che possiamo continuare a fornire una crescita sostenibile e costruire un’azienda ancora più diversificata, resiliente e dinamica”.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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