Dopo le trattative (fallite) con il greco Evangelos Marinakis e con Augusto Balestra di Orienta Partners, il Monza sarebbe finito nel mirino di Mario Gabelli. L’imprenditore italo-statunitense, gestore del fondo d’investimento GAMCO Investors, è dato vicino all’acquisto del club brianzolo della famiglia Berlusconi, che dal 2018 controlla la società tramite la holding Fininvest. I biancorossi sono una realtà in ascesa nel calcio italiano: la squadra ha ottenuto per la prima volta la promozione in Serie A nel 2021-2022 ed è alla terza stagione consecutiva nel massimo campionato dopo oltre cent’anni di saliscendi tra B e C.
Chi è Mario Gabelli, il manager interessato al Monza
Classe 1942, nato nel Bronx a New York da genitori italiani di Solignano in provincia di Parma, Mario J. Gabelli si laurea in Economia alla Fordham University e ottiene un MBA alla Columbia University. Dopo gli studi, mettendo a frutto gli insegnamenti di Roger Murray, comincia a lavorare alla Loeb, Rhoades & Co. come analista della sicurezza per le coperture di attrezzature agricole, ricambi auto, media e trasmissioni radiotelevisive. A metà degli anni ’70 inizia ad approfondire il settore dell’intermediazione finanziaria e della gestione del risparmio e da self-made man, proprio come Silvio Berlusconi, nel 1976 lancia l’agenzia Gabelli & Co.
Quotata al segmento OTCQX (GAMI) e al Russell 2000, oggi GAMCO Investors (precedentemente nota come Gabelli Asset Management Company) è un provider di consulenza sugli investimenti e servizi di intermediazione per fondi comuni e investitori istituzionali che gestisce asset per 31 miliardi di dollari. L’ecosistema della società da lui fondata è composto da fondi comuni di investimento, fondi chiusi, monetari ed ETF. Gabelli è presidente e amministratore delegato di GAMCO Investors. Il team del fondo è composto da portfolio manager con decenni di esperienza nel settore, coordinati dal direttore Vincent Hugonnard-Roche, dal managing director Wayne C. Plewniak e dai vice-presidenti Judith Raneri, Peter Tcherepnine e Hendi Susanto.
Gabelli è famoso per essere un accurato selezionatore di talenti azionari. Nel cercare le società adatte su cui investire, l’imprenditore focalizza l’attenzione su quelle realtà con una cassa sufficiente per sostenere l’ingrandimento e lo sviluppo, senza dimenticare utili costanti e positivi. L’obiettivo è farle crescere per almeno il 50% del valore nell’arco di due anni. L’interesse nei confronti del Monza, che ha chiuso il bilancio al 31 dicembre 2023 con una perdita di 60,3 milioni di euro ma raddoppiando il fatturato fino a 68,3 milioni, dimostrerebbe la fiducia che Gabelli ripone nelle prospettive finanziarie del calcio italiano.
Il patrimonio, lo stipendio e l’offerta a Fininvest
Manager caparbio e meticoloso, sempre al servizio dei suoi clienti, Mario Gabelli ha un patrimonio personale che Forbes stima nel 2024 in 1,9 miliardi di dollari. In quasi 50 anni di carriera, l’imprenditore è arrivato a percepire uno stipendio (fra remunerazione fissa e bonus variabili) da 36 milioni, più alto di 9 milioni rispetto a quello di Larry Fink, l’amministratore delegato di BlackRock. Nei quattro anni precedenti, ovvero nel periodo che va dal 2019 al 2022, i suoi compensi sommati hanno raggiunto i 110 milioni di dollari. Tra i tanti ruoli occupati, Gabelli è presidente esecutivo di Associated Capital Group e nei board di Boston College, Roger Williams University, Columbia University e Columbia Business School, The American-Italian Cancer Foundation (AICF) e FIAC Foundation (Foundation for Italian Art and Culture).
Secondo le indiscrezioni circolate, l’offerta di Gabelli per l’acquisizione del Monza sarebbe di 100 milioni di euro per la quota del 100% del club. Il miliardario italo-americano è assistito nell’operazione da Palella Holdings (società di Salvatore Palella, il fondatore di Helbiz e fresco di acquisizione dell’e-commerce Everli) e da Deloitte Legal Italia. “Non commentiamo i singoli nomi. Ci sono conversazioni in corso con vari partner potenziali, in nessun caso però si tratta di trattative in fase avanzata”, precisa un portavoce di Fininvest. La volontà della famiglia Berlusconi “resta quella di individuare partner insieme ai quali portare avanti lo sviluppo della società”, rimanendo quindi azionisti del club brianzolo.
La famiglia e l’attività filantropica
Nel corso della sua lunga carriera, Gabelli è stato nominato Fund Manager of the Year 1997 da Morningstar (per aver permesso a dieci fondi gestiti dalla GAMCO di produrre un rendimento medio annuo del 31,7%: il migliore di qualsiasi altro negli Stati Uniti) e Money Manager of the Year 2010 da Institutional Investor.
Sposato in seconde nozze con Regina Pitaro, il miliardario italo-americano ha quattro figli avuti dalla prima moglie Elaine: due sono nel Consiglio d’amministrazione di GAMCO; la figlia presiede la Gabelli Foundation. La Fondazione che porta il loro nome finanzia principalmente servizi sociali, programmi per giovani e l’istruzione, in particolare le università.
Le maggiori donazioni alle università americane sono indirizzate alla Roger Williams University (3,5 milioni di dollari nel 1992), alla Fordham University (25 milioni nel 2010: la somma più alta mai donata all’ateneo newyorkese) e al Boston College nello stesso anno per 3 milioni. La Roger Williams, come segno di riconoscenza, gli ha intitolato il Dipartimento di Economia aziendale, che oggi prende il nome di Mario J. Gabelli School of Business. L’ultimo riconoscimento in ordine di tempo è arrivato il 26 settembre: il Chairman’s Award e l’ingresso nella classe del 2024 del Broadcasting+Cable Hall of Fame, l’arca d’onore che premia gli investitori che si sono particolarmente distinti nel sostegno finanziario ai media e alla creatività.









