Materie prime agricole: ecco come performano al tempo della guerra
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Materie prime agricole: ecco come performano al tempo della guerra

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La tempesta perfetta si è abbattuta sul mondo delle materie prime a partire dalla seconda metà del 2021 e ha trovato nuovo vigore con l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia il 24 febbraio scorso. Una reazione a catena che ha coinvolto dapprima le materie prime energetiche, allargandosi poi a tutte le altre, comprese le materie prime agricole. Nitech Shah, responsabile Commodities & Macroeconomic Research Europa di Wisdom Tree, ha fatto il punto su quattro delle principali commodity – grano, zucchero, cotone e olio di soia – cercando di prevedere la possibile evoluzione futura dei loro prezzi. 

 

La corsa al grano

Il grano è la materia prima che ha registrato i maggiori guadagni nell’ultimo mese.

“Un aumento dell’8% rispetto al mese precedente” precisa Shahche prosegue: “La performance dei prezzi è stata in gran parte guidata dall’annuncio del governo indiano di una limitazione delle esportazioni di grano per gestire le forniture interne”. 

In uno scenario di scarsità, con i porti dell’Ucraina bloccati (Russia e Ucraina sono tra i maggiori produttori mondiali di grano), tante nazioni hanno deciso di tutelarsi contro possibili mancanze future. La pressione al rialzo sui prezzi dovrebbe pertanto proseguire, anche perché, riporta Shah:

“il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti ha previsto una forte diminuzione della produzione di grano invernale negli Usa per il 2022/23 a causa della siccità nelle pianure meridionali. Secondo l’USDA, al momento la produzione invernale rappresenta la più povera da 26 anni a questa parte ed è lecito aspettarsi un ulteriore peggioramento nei prossimi mesi”.

 

Zucchero amaro, rialzo in stand by

Scenario differente per lo zucchero. La dolce commodity ha registrato un aumento di prezzo del 3,9% nell’ultimo mese. Anche in questo caso c’entra l’India.

Spiega Shah: “L’Indian Sugar Mills Association (ISMA) prevede che la domanda crescerà del 3% rispetto all’anno precedente, raggiungendo il record di 27,2 milioni di tonnellate nel periodo a cavallo tra il 2021 e il 2022”.

Tuttavia ciò non basterà, secondo l’analista di Wisdom Tree, per sostenere i prezzi dello zucchero. Infatti

“secondo l’USDA è previsto un aumento della produzione globale di 1,7 milioni di tonnellate arrivando a quota 182,9 milioni e, sempre secondo l’USDA, Brasile, Cina e Russia dovrebbero compensare i cali produttivi in India e Ucraina. Inoltre, è verosimile che il calo dei prezzi del petrolio renderanno probabilmente meno attraente la produzione di etanolo”.

 

Cotone ai massimi e ancora non si ferma

Sul cotone tornano le attese positive sull’andamento dei prezzi. Secondo Nitech Shah i prezzi del cotone, vicino ai massimi degli ultimi undici anni, rimarranno sostenuti in quanto

“il mercato globale vivrà per il terzo anno consecutivo un deficit di offerta, per un ammontare di 200.000 tonnellate. Mentre il consumo globale di cotone dovrebbe scendere solo dell’1% rispetto all’anno scorso a causa della minore domanda di India e Cina, la domanda globale sarà comunque superiore alla produzione”. 

 

Olio di soia in controtendenza, ma manca l’apporto di Russia e Ucraina

L’unica commodity agricola ad aver perso terreno nel corso dell’ultimo mese è stato l’olio di soia, il cui prezzo è sceso del 4,6% dopo la revoca del divieto di esportazione da parte dell’Indonesia il 3 maggio scorso. Nonostante ciò la view di Nitech Shah rimane positiva:

Se da un lato questa decisione allenta un po’ la situazione dell’offerta sul mercato degli oli vegetali, dall’altro non riesce a colmare il vuoto dovuto al calo delle esportazioni di olio di girasole da Russia e Ucraina. Per questo motivo ci aspettiamo che la domanda di olio di soia rimanga elevata” conclude.

 

 

AUTORE

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Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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