Materie prime: per Goldman Sachs nel 2023 prezzi saliranno di oltre 40%
Cerca
Close this search box.

Materie prime: per Goldman Sachs nel 2023 prezzi saliranno di oltre 40%

Materie prime: per Goldman Sachs nel 2023 i prezzi saliranno di oltre il 40%

Le materie prime in questo 2022 hanno avuto un andamento a due facce. La prima parte dell’anno è stata caratterizzata da aumenti dei prezzi guidati dalla crisi degli approvvigionamenti, che si è aggravata ulteriormente con lo scoppio della guerra Russia-Ucraina. I prodotti energetici come gas e petrolio hanno trainato un rally che ha messo in grande difficoltà l’economia mondiale. In particolare, con le sanzioni occidentali alla Russia, la ritorsione di Mosca, che ha tagliato le forniture di gas naturale, ha innescato una crisi energetica che non si vedeva dagli anni ’70. I prezzi del combustibile sono esplosi alla Borsa di Amsterdam, raggiungendo il massimo storico a 340 euro a megawattora e facendo impennare i costi delle bollette energetiche. Il petrolio ha fatto altrettanto, con le quotazioni che si sono spinte fino a quasi 140 dollari al barile, livello che non si vedeva dai giorni della grande crisi del 2008. Anche i prodotti alimentari come grano e mais, ad esempio, sono stati oggetto di grandi tensioni, con i blocchi russi dai porti ucraini che hanno fatto temere per una crisi alimentare mondiale.

La seconda parte è stata contrassegnata dal ritiro delle quotazioni delle materie prime, dettato da vari fattori. Riguardo il gas, l’Europa ha tamponato la carenza di approvvigionamenti dalla Russia con una maggiore offerta di GNL soprattutto dagli Stati Uniti e con il riempimento rapido degli stoccaggi per la stagione invernale. Le quotazioni del combustibile al TTF ora si aggirano intorno ai 135 euro a megawattora, poco più di un terzo dei top annuali. Mentre il petrolio è sceso fino a 70 dollari al barile, la metà del suo massimo 2022, per via soprattutto del calo della domanda cinese dovuto ai blocchi Covid-19. Ad ogni modo, l’indice S&P GSCI Total Return, che misura i movimenti dei prezzi delle materie prime, è salito del 24% quest’anno.

 

Materie prime: cosa aspettarsi nel 2023

Cosa aspettarsi per il 2023%? Secondo Goldman Sachs le materie prime performeranno ancora, con rendimenti superiori al 40%. La banca d’affari statunitense afferma che il primo trimestre del prossimo anno potrebbe essere accidentato, in quanto è probabile una recessione negli Stati Uniti e un rallentamento economico della Cina. In seguito, però, la scarsità dei prodotti energetici e dei metalli guiderà il rialzo dei prezzi.

Nel 2020 Goldman aveva previso un ciclo pluriennale delle materie prime e al momento non ha modificato la sua visione di lungo periodo. “Senza capex sufficienti per creare capacità di offerta inutilizzata, le materie prime rimarranno bloccate in uno stato di carenza a lungo termine, con prezzi più alti e più volatili”, hanno scritto gli analisti della banca. In particolare, secondo le loro previsioni, il Brent salirà fino a 105 dollari al barile nell’ultimo trimestre del 2023, dagli 82 dollari attuali, il rame passerà da 8,400 a 10.050 dollari, mentre il gas naturale liquefatto di riferimento asiatico crescerà fino a 53,10 dollari dai 33 dollari del momento. Nel complesso le materie prime, a giudizio di Goldman, cresceranno del 43%, se si fa riferimento all’S&P GSCI Total Return.

AUTORE

Picture of Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *