Mediobanca: cosa fare in Borsa con azioni dopo stop BCE a Del Vecchio?
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Mediobanca: cosa fare in Borsa con azioni dopo stop BCE a Del Vecchio?

Mediobanca: cosa fare in Borsa con azioni dopo stop BCE a Del Vecchio?

«Non ci sono limiti che riguardano la natura degli investitori. Ma ci sono regole che si applicano a tutte le banche», non solo a Mediobanca. Lo ha detto Andrea Enria, il capo della vigilanza europea durante la sua missione in Italia all’esecutivo dell’Abi a chi la settimana scorsa gli chiedeva un commento sulle indiscrezioni secondo le quali la Bce ha messo al corrente Leonardo Del Vecchio che non potrà salire oltre il 20% di Piazzetta Cuccia attraverso la sua cassaforte Delfin.

Una quota che è frutto di acquisti avviati nel 2019 e proseguiti fino all’attuale 19,4%. Anche se sempre nelle vesti di investitore finanziario. L’impegno, ai corsi attuali di Borsa, vale circa 1,7 miliardi. Sullo sfondo, la volontà del fondatore di Luxottica di crescere ancora entro ottobre 2023 quando l’assemblea di Mediobanca sarà chiamata a rinnovare il consiglio di amministrazione e Del Vecchio a esercitare la sua influenza sul cambiamento. Ma quali sarebbero le criticità? La normativa bancaria europea, recepita nel 2010 dall’Italia, prevede che, nel caso in cui un azionista superi il 20% del capitale di una banca e ne acquisisca un’influenza rilevante, debba sottoporsi alla vigilanza della Bce. Cosa che per Delfin significherebbe avere requisiti di capitale, presidiare rischi, adottare sistemi di reporting e di governance adeguati per avere una quota di così grande rilievo in una banca. In pratica la holding lussemburghese che custodisce la partecipazione in EssilorLuxottica dovrebbe trasformarsi in una holding bancaria. Quindi, se «non ci sono limiti che riguardano la natura degli investitori», ci sono ostacoli regolamentari. Che cosa potrebbe quindi fare ora Del Vecchio nella compagine di Mediobanca? Al suo fianco c’è Francesco Gaetano Caltagirone che ha di recente arrotondato al 5,49% la sua quota nell’istituto milanese. Se unissero le forze, come hanno già fatto in Generali, correrebbero il rischio di far scattare il «concerto» e quindi l’obbligo di Opa che per Mediobanca è prevista al superamento del 25% del capitale.

Coagulare una governance comune che convinca tutti gli investitori potrebbe essere un’alternativa. In Mediobanca il mercato pesa per oltre il 50% del capitale. Una porzione più alta di quella in Generali. Che cosa potrebbe decidere Del Vecchio di fare con la sua quota? Molte le ipotesi che circolano sul mercato. Del Vecchio potrebbe tenerla e beneficiare dei dividendi che Mediobanca ha sempre distribuito agli azionisti. E magari gradualmente alleggerire. Soprattutto se Piazzetta Cuccia troverà la «preda» che il ceo Alberto Nagel cerca da tempo nel mondo del wealth e asset management. Con il relativo apprezzamento del titolo sul quale scommette il mercato.

L’altra ipotesi su cui il mercato si interroga è se l’imprenditore, che ha costruito il più grande gruppo mondiale dell’occhialeria, possa percorrere strade alternative. Una di queste sarebbe la ricerca di un partner presso il quale collocare una parte delle azioni. Magari a un altro veicolo idoneo per la vigilanza Bce. Vale a dire a una banca. Italiana o straniera. Si tratta di una strada che il mercato allo stato attuale classifica come difficilmente percorribile. Anche se lo stallo non può essere una condizione permanente.

 

Mediobanca: quotazioni rimbalzano da supporto area 9,250 e si riportano verso media mobile a 25

Il titolo Mediobanca sembra essere impostato al rialzo nel breve termine, nonostante la performance negativa registrata nella seduta di venerdì (-0,75%). Dopo un’apertura in linea con la chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente ribassista che le ha portate a realizzare un minimo sul livello 9,508, per poi mantenersi tutto il resto della giornata all’interno di uno stretto trading range compreso tra i livelli 9,512 e 9,594, fino a chiudere a quota 9,528.

Dopo il minimo toccato sul supporto in area 9,250 mercoledì scorso, le quotazioni hanno prontamente reagito con un movimento al rialzo che adesso si sta però scontrando con la media mobile a 25 periodi. L’azione, comunque, possiede una spiccata forza relativa e ci sono buone probabilità che l’andamento direzionale in corso possa continuare. Del Vecchio e Caltagirone, dopo la sconfitta in Generali, hanno voglia di rivincita e la liquidità di certo non manca. La battaglia per la presa di Mediobanca, secondo molti analisti, è appena cominciata. E il titolo in Borsa non può che averne benefici.

L’impostazione grafica, infatti, vede i prezzi stazionare al di sopra dell’indicatore Supertrend mentre l’indicatore Parabolic Sar è diventato ribassista da poco. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’indicatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 49. Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile solo al superamento del livello 9,640 con target nell’intorno dei 9,802 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 9,508 con obiettivo molto vicino al livello 9,270.

 


L’andamento di breve termine del titolo MEDIOBANCA

AUTORE

Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi, trader specializzato nella negoziazione per conto proprio di futures, azioni ed ETF, italiani ed esteri, sia con strategie discrezionali che quantitative. È autore di alcune pubblicazioni sulle tecniche di trading, organizza periodicamente corsi di formazione ed è stato più volte relatore nei principali convegni dedicati alla finanza e agli investimenti sia in Italia che all’estero. Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche. Offre anche servizi di consulenza generica.

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