Mediobanca: Ops su Banca Generali, come cambia il risiko bancario

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Il risiko bancario a Piazza Affari si arricchisce di una nuova mossa a sorpresa: Mediobanca ha lanciato un’offerta pubblica di scambio per Banca Generali. La proposta, del valore di 6,3 miliardi di euro è stata fatta mettendo sul piatto le azioni di Assicurazioni Generali, di cui Mediobanca è il principale azionista con il 12,78% del capitale. Ai prezzi delle azioni Generali dell’ultima chiusura alla Borsa di Milano, il pacchetto dell’istituto guidato da Alberto Nagel ha un valore di circa 6,3 miliardi di euro e sarebbe ceduto con una plusvalenza di 2,2 miliardi di euro.

Secondo quanto si legge nel comunicato di Piazzetta Cuccia, il rapporto di concambio è fissato a 1,70 azioni Generali per ogni azione Banca Generali ex-dividendo sulla base dei prezzi del 25 aprile 2025. L’offerta comporta un prezzo implicito di 54,17 euro per azione, con un premio dell’11,4% rispetto ai prezzi “undisturbed” di venerdì scorso. Il premio è del 9,3% sulla base del prezzo medio ponderato per i volumi dell’ultimo mese al 25 aprile, e del 6,5% sulla base del prezzo medio ponderato per i volumi degli ultimi 3 mesi. L’esecuzione dell’offerta sarà completata entro ottobre 2025, con la piena integrazione entro i 12 mesi successivi.

Le azioni in Borsa delle società coinvolte hanno reagito oggi all’apertura di settimana. Nel momento in cui questo articolo viene redatto, il titolo di Banca Generali registra un balzo di 6 punti percentuali, le azioni Mediobanca viaggiano poco sopra la parità, mentre Generali subisce un calo di oltre il 2%.

 

Quali effetti su Mps e Generali

La mossa di Mediobanca arriva in un contesto in cui la società deve difendersi dall’assalto di Banca Mps, che ha lanciato un’offerta pubblica di scambio il 24 gennaio scorso, respinta dal Consiglio di amministrazione di Piazzetta Cuccia. Cedendo Generali, Mediobanca potrebbe diventare un asset meno interessante per un’acquisizione. Nel frattempo, la scorsa settimana, Mediobanca ha ottenuto una grande vittoria in Generali in occasione dell’elezione del nuovo cda, con la conferma di Philippe Donnet per un altro mandato di tre anni. La lista dei candidati al consiglio di amministrazione di Mediobanca si è assicurata il 52% dei voti, ottenendo tutti e 10 i seggi proposti. La lista di minoranza dell’imprenditore romano Francesco Gaetano Caltagirone e appoggiata dalla Delfin della famiglia Del Vecchio e da Unicredit ha ottenuto  il 37% e tre seggi.

L’affare Banca Generali espanderebbe l’attività di gestione patrimoniale di Mediobanca e si contrapporrebbe alle critiche degli azionisti secondo cui i profitti dell’azienda sarebbero diventati troppo dipendenti dalla sua quota in Generali. Il rapporto tra Mediobanca e Generali, inoltre, si evolverebbe da finanziario a industriale. In pratica, Mediobanca si prefigge di rinnovare il rapporto di collaborazione esistente tra il Leone di Trieste e Banca Generali nella bancassicurazione e nell’asset management, estendendolo al nuovo perimetro di Mediobanca Wealth Management. Generali verrebbe a sua volta a beneficiare di accordi industriali con il gruppo Mediobanca che, per posizionamento e brand, avrà una spiccata propensione alla crescita nella gestione patrimoniale.

 

Mediobanca: cosa significa l’acquisizione di Banca Generali nei numeri

Cosa rappresenta in termini numerici la proprietà di Banca Generali? Stando a quanto riportato da Mediobanca nel suo comunicato, il gruppo potenziato beneficerebbe di una crescita del 15% dei ricavi a 4,4 miliardi di euro, di cui 1,8 miliardi di euro di commissioni nette (+65%), e di un incremento del 15% dell’utile netto a 1,5 miliardi di euro, di cui 0,8 miliardi di euro dall’asset management.

L’operazione permetterebbe di creare sinergie complessive per 300 milioni di euro, di cui 150 milioni deriverebbero dalle riduzioni di costo e 150 milioni dall’aumento dei ricavi. Riguardo i costi, ci sarebbe un risparmio di 90 milioni dalle spese amministrative e di 60 milioni dall’aumento dall’ottimizzazione delle strutture e dall’adozione delle best-practice nel nuovo perimetro. Quanto ai ricavi, 85 milioni scaturirebbero dal cross selling e dal cross fertilization e 65 milioni dal funding. La maggior parte delle sinergie dovrebbero essere implementate entro 24 mesi.

“L’unione tra Banca Generali e Mediobanca tramite la riallocazione del capitale detenuto in Assicurazioni Generali completa il percorso di trasformazione del gruppo Mediobanca iniziato oltre dieci anni fa quando, alla progressiva vendita del portafoglio partecipazioni, si è affiancato l’avvio delle attività di wealth management e il forte potenziamento di quelle di investment banking e di credito al consumo”, ha dichiarato l’amministratore delegato di Mediobanca, Alberto Nagel. “La creazione di un gruppo diversificato, focalizzato in business con prospettive di crescita ben superiori al mercato, a basso assorbimento di capitale e capaci di produrre ricavi e utili visibili e ricorrenti è l’obiettivo ultimo che da sempre guida la nostra strategia. Un gruppo solido e profittevole, che eccelle per creazione di valore per tutti gli stakeholder”. Sul fronte della gestione patrimoniale, l’a.d. ha sottolineato come oggi nasca “un leader del wealth management che unendo una comune filosofia di eccellenza e performance, si pone come riferimento nel panorama del sistema finanziario italiano ed europeo”.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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