Mercati finanziari: la BoE riaccende il rally, durerà?
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Mercati finanziari: la BoE riaccende il rally, durerà?

Mercati finanziari: la BoE riaccende il rally, durerà?

L’azione della Bank of England ha lasciato il segno nei mercati finanziari, accendendo un rally che non si vedeva da un po’, seppur con molte probabilità si tratterà di un focolaio di breve durata. L’istituto guidato da Andrew Bailey è intervenuto per acquistare titoli di Stato britannici per almeno due settimane e ha rinviato al 31 ottobre l’avvio del piano di liquidazione di bond dal proprio bilancio, che porterà in un anno allo smaltimento di 80 miliardi di sterline di titoli.

Lo scopo è stato quello di arrestare la speculazione e la reazione nei mercati finanziari si è rivelata positiva. Negli Stati Uniti l’indice S&P in USA è salito dell’1,97% e le contrattazioni in Asia hanno seguito le orme di Wall Street. Sul mercato obbligazionario vi è stato un calo dei rendimenti dei Gilt e la sterlina ha fatto un salto del 3% sul dollaro USA. Il petrolio ha ripreso a correre, così come altre materie prime legate alla crescita tipo rame e alluminio. Gli shortisti di mercato si sono ritrovati presi alla sprovvista e hanno dovuto chiudere alcune posizioni alimentando i rialzi.

 

Mercati finanziari: il significato reale della mossa della BoE

Tutto questo dimostra come la posizione delle Banche centrali sia determinante per i mercati finanziari. Non appena si sono intravisti bagliori di allentamento quantitativo è ritornato l’ottimismo tra gli investitori. Tuttavia, stappare le bottiglie di champagne non è proprio il caso, in quanto già stamattina i mercati stanno mandando segni eloquenti della transitorietà di quanto capitato tra ieri e questa notte. Le Borse europee infatti sono in discesa intorno a un punto e mezzo percentuale, mentre i futures a Wall Street segnano cali di oltre l’1%. Anche il petrolio è tornato a perdere quota, con il Brent e il WTI che registrano un passivo intorno all’1,5%.

L’insegnamento che se ne trae da questi due giorni è che la volatilità è estremamente elevata, la più alta da marzo 2020 per dirla tutta. Questo è il riflesso della scarsa tranquillità da parte degli investitori, i cui nervi sono messi a dura prova dalle incursioni delle Banche centrali. La prima ad aver scioccato i trader è stata la Federal Reserve, nell’ultima riunione ufficiale, allorché non ha lasciato speranze per alcuna forma di mitigazione della sua politica restrittiva. La BoE ha fornito una boccata d’ossigeno, ma niente di più. Anche perché non potrebbe mai fare da buffer a lungo, dal momento che la sua azione ha carattere di temporaneità (tra un mese torna tutto come prima) e gli obiettivi di lungo termine sono principalmente quelli di sconfiggere l’inflazione.

 

Gli analisti non credono nel rally

Gli analisti rimangono sostanzialmente pessimisti che nel breve ci possa essere un vero cambio di rotta sui mercati finanziari. “Il Regno Unito, e per riflesso gli Stati Uniti e altri rendimenti globali, probabilmente sperimenteranno un sollievo temporaneo dalla pressione al rialzo, ma nel lungo termine continueranno a essere guidati da aggressivi rialzi dei tassi delle Banche centrali”, ha dichiarato Roberto Perli, responsabile della ricerca sulla politica globale presso Piper Sandler & Co.

Secondo Robert Gilhooly, economista senior di Abrdn, “riportare gli acquisti di obbligazioni in nome del funzionamento del mercato è potenzialmente giustificato; tuttavia, questa azione politica solleva anche lo spettro del finanziamento monetario che può aumentare la sensibilità del mercato e forzare un cambiamento di approccio ”

Mentre Bethany Payne, gestore del portafoglio obbligazionario di Janus Henderson Investors, mette in discussione la credibilità della Banca d’Inghilterra, affermando che la sua azione sia “un capovolgimento completo dell’annuncio di giovedì della scorsa settimana, dove ha confermato che le vendite di gilt sarebbero andate avanti, a partire da lunedì 3 ottobre”. L’esperto ha chiuso con un interrogativo un po’ inquietante: “con queste contraddizioni che minano la credibilità della politica economica del Regno Unito, la grande domanda è cosa verrà dopo”.

 

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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